
Carol e la fine del mondo (Carol and the End of the World) è una serie animata drammatica per adulti creata e ideata da Dan Guterman, noto per il suo contributo a celebri sitcom fantascientifiche come Rick and Morty e Community.
La trama prende avvio quando un misterioso pianeta, chiamato Keppler 9-C, si avvicina inesorabilmente alla Terra, minacciando una collisione che potrebbe porre fine all’umanità. Di fronte alla consapevolezza che mancano solo sette mesi alla fine del mondo, la società cade in uno stato di confusione e libertà assoluta: le persone, sentendosi ormai sollevate da obblighi e aspettative, cercano di vivere al massimo ciò che resta della loro esistenza.

In questo scenario apocalittico si distingue Carol Kohl, una donna introversa e riservata, che sceglie di non abbandonare le sue abitudini. Contrariamente alla maggioranza, Carol continua a condurre una vita ordinata e tranquilla, fatta di routine e piccoli gesti quotidiani che le danno sicurezza e un senso profondo di significato. La sua determinazione nel restare fedele a se stessa la rende un personaggio sorprendentemente controcorrente in un mondo dove tutto sembra ormai possibile.
La serie, distribuita su Netflix a partire dal 15 dicembre 2023, è composta da dieci episodi che esplorano con sensibilità e ironia il senso dell’esistenza, l’identità personale e il bisogno umano di connessione. Carol finisce per trovare un’inaspettata compagnia in un luogo chiamato The Distraction, un misterioso ufficio di contabilità che inspiegabilmente continua a funzionare, offrendo una parvenza di normalità.
Qui conosce Donna, una madre single con cinque figli ormai adulti, e Luis, un uomo omosessuale che ha passato gran parte della sua vita a viaggiare in cerca di sé stesso. Attraverso queste amicizie, Carol inizia lentamente a confrontarsi con il mondo e con sé stessa, scoprendo che anche nella fine può esserci spazio per la crescita, l’amicizia e, forse, un nuovo inizio. La tragica fine di David, un collega apparentemente sconosciuto, costituisce un punto di svolta: la morte scatena nei colleghi la consapevolezza che nemmeno nella rovina totale si è davvero soli. Nello stesso momento in cui Carol decide di dare dignità alla morte di David, salendo sul tetto dell’edificio, altri colleghi la raggiungono, pur non conoscendo il defunto, per esprimere il proprio dolore e dedicargli parole.

Il legame familiare è uno dei fili più delicati e ambivalenti nella serie. I genitori di Carol, Pauline e Bernard, sono figure che riflettono il desiderio di fuga e la nostalgia del passato. Quando l’apocalisse diventa realtà essi intraprendono una crociera intorno al mondo, ma anche quell’esperienza si trasforma in un viaggio di rimpianti e confronti interiori.
La sorella di Carol, Elena, è l’opposto della protagonista: avventurosa, impulsiva, desiderosa di esperienze estreme. Il loro rapporto, fino all’apocalisse, era distante: pochi dialoghi, poche aperture. Ma quando Elena si fa viva con la proposta di visitare una famosa cascata, “da vedere prima di morire”, le due sorelle si incamminano insieme. Durante l’escursione emergono emozioni represse, aspettative deluse e un tentativo di riconciliarsi lontano da occhi esterni. Le due scoprono che la loro distanza non era solo geografica, ma anche psicologica.
Uno degli snodi più toccanti è il rapporto tra Eric, un padre single, e il figlio Steven. Dopo un incontro casuale con Carol, tra i due nasce una tensione affettiva: Eric, consapevole della brevità del tempo residuo, vorrebbe costruire qualcosa con lei. Eppure, Carol reagisce con diffidenza, spaventata dalla fragilità dell’intimità in un mondo che sta per finire. Parallelamente, Eric deve fare i conti con suo figlio Steven, che non vuole più vedere il padre piangere la mancanza di sua madre, e decide di trasferirsi da lei. Questo provoca una crisi: Eric si rende conto che, pur volendo comporre un affetto con Carol, non può recedere dalla responsabilità che ha verso Steven. Insieme, padre e figlio percorrono un viaggio emotivo e fisico fino a Niagara Falls, che diventa metafora di ciò che si lascia, di ciò che non si è detto, e di ciò che si può provare a ricucire nell’ultimo tempo.

Carol e la fine del mondo non racconta solo un’apocalisse imminente, ma la più silenziosa e profonda delle catastrofi: quella dell’identità, della solitudine, del tempo che ci scivola tra le dita mentre fingiamo di averne il controllo. Attraverso uno stile visivo essenziale, la serie costruisce un mondo sospeso, in bilico tra malinconia e grazia. L’ambientazione spoglia diventa lo specchio perfetto per far emergere la bellezza dei dettagli minimi.
Carol non salva il mondo. Non lo cambia. Non si reinventa. Ma rimane se stessa, anche quando tutto intorno implode. In una realtà che si sgretola, sceglie la fedeltà alle sue abitudini, alla sua sensibilità, alla sua umanità. Così facendo, diventa una figura di resistenza silenziosa, testimone di una verità semplice ma potente: anche l’ordinario, se vissuto con autenticità, può essere straordinario. Ogni episodio si trasforma in una piccola meditazione sul senso del tempo, sul valore delle connessioni, sulla possibilità che la bellezza, anche se fragile, esista ancora, proprio nelle crepe dell’ordinario.

La fine del mondo, in fondo, non è che una metafora della vita stessa: un conto alla rovescia silenzioso che ci ricorda quanto ogni giorno sia irripetibile. Più che un’apocalisse, è lo sfondo su cui si proietta il vero racconto: quello dell’animo umano che cerca senso, connessione e quiete nel caos. In un panorama televisivo spesso dominato dal rumore e dall’eccesso, Carol e la fine del mondo è un sussurro che tocca corde profonde.
Silvia Toscano
Fonti
Cabras Eva, “«Carol e la fine del mondo», routine vs apocalisse nella serie animata di Dan Guterman”, Corriere.it, 12 dicembre 2023, link: https://www.corriere.it/spettacoli/cinema-serie-tv/cards/carol-fine-mondo-routine-vs-apocalisse-serie-animata-dan-guterman/animazione-esistenzialista_principale.shtml
Dejanira Bada, ““Le piccole cose salveranno il mondo”. Dialogo con Dan Guterman, il creatore di Carol”, Pangea.news, 07 Febbraio 2024, link: https://www.pangea.news/carol-dan-guterman-intervista/
Fazi Serena, “Carol e la fine del mondo’: la serena apocalisse”, Taxidrivers.it, 14 gennaio 2024, link: https://www.taxidrivers.it/334876/serie-tv/netflix-serie-tv/carol-e-la-fine-del-mondo-la-serena-apocalisse.html
Manta Emanuele, “Netflix annuncia Carol e la fine del mondo, miniserie animata dello sceneggiatore di Rick and Morty Dan Guterman”, Comingsoon.it, 27 ottobre 2023, link: https://www.comingsoon.it/serietv/news/netflix-annuncia-carol-e-la-fine-del-mondo-miniserie-animata-dello/n168355/
Mazzocco Luca, “Carol e la fine del mondo (stagione 1), la recensione”, Badtaste.it, 23 dicembre 2023, link: https://www.badtaste.it/recensioni/carol-e-la-fine-del-mondo-stagione-1
Untimoteo, “Carol e la fine del mondo: l’apocalisse ci rende umani? | PODCAST”, Mondoserie.it, 20 febbbrario 2024, link: https://www.mondoserie.it/carol-e-la-fine-del-mondo-podcast/

Non sono fan delle serie TV, ma dopo questo articolo mi hai convinto… corro a recuperarmela!
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