Bianca Pitzorno ha pubblicato il 5 gennaio 2026 il romanzo La sonnambula, edito Bompiani; di recente ha anche ricevuto la candidatura come finalista del Premio Strega di quest’anno. È difficile da identificare il genere del libro, data la sua natura poliedrica: racchiude difatti in sé i tratti del romanzo storico e di formazione, ma anche della biografia femminile e persino dell’atmosfera a tratti fantastica, nonostante l’ambientazione realista.
L’idea
La scrittrice racconta di aver letto, tra le carte conservate di sua nonna, un annuncio su un ritaglio del giornale L’isola risalente al 1894: la pubblicità di una sonnambula di nome Elisa Morello che offriva i suoi lavori. È stata questa lettura casuale a spingere l’autrice ad approfondire ricerche storiche e a stimolare la sua fantasia nella creazione di vicende immaginarie.
La storia
Protagonista della storia è Ofelia Rossi. La narrazione ci trasporta immediatamente in un’atmosfera straniante e, come accennato sopra, vagamente fantastica. Ofelia è vittima di crisi che le permettono di preannunciare il futuro; i suoi genitori, poco inclini ad accettare fatti misteriosi e ignoti, rimangono alquanto impauriti dalle profezie della figlia, soprattutto perché si rivelano poi vere. Un episodio messo in luce dal romanzo è l’incontro che Ofelia ha con una donna incinta, alla quale rivolge le seguenti parole:
Se sarà una bambina, non chiamarla Maria, perché la Maria più anziana tra le due, morirà poco dopo la nascita
La futura mamma crede alla profezia e in cuor suo sente che è meglio dare un altro nome alla bimba, ma per una serie di vicissitudini le viene assegnato comunque il nome Maria. A quel punto, la Maria anziana, che godeva di ottima salute, cade a terra, stroncata da un infarto fulminante.
Ofelia va poi in sposa al conte Folco Acciardi, il quale vorrebbe solamente trarre vantaggio dal suo dono. Scommettitore accanito alle gare di cavalli e puntualmente perdente, le chiede più volte di rivelargli quale cavallo vincerà, e di fronte al suo rifiuto la picchia.
La “sonnambula”, in mezzo a una realtà fatta di violenze domestiche e di soprusi, deve provare a scappare e a salvarsi. Così, un po’ per necessità, prevedere il futuro e comunicare con i defunti diventa un lavoro a tutti gli effetti: prova a trasformare il suo dono in una fonte di guadagno e inizia per cinque lire a predire futuri e rivelare notizie su familiari dispersi, defunti, mariti e figli. Sono le donne, le cui storie per 32 capitoli penetrano la trama del romanzo, a recarsi da lei e che di lei si fidano tanto da stringere in alcuni casi forti rapporti d’amicizia le une con le altre: Ofelia, in cambio di quelle cinque lire, racconta loro quello che vogliono sentirsi dire.
Lo stile
Il magnetismo della protagonista avvolge e riempie tutta l’atmosfera sino a impregnare lo stile che tanto ricorda i romanzi gotici e d’avventura dell’800. La scrittura scorre così velocemente da permettere alla prosa di accogliere la stessa fluidità intima e ipnotica delle lettere inviate alle sonnambule che le chiedono aiuto.
Il messaggio finale
Quali sono i punti di forza dell’opera? Prima di tutto, la solidarietà tra donne e le occasioni di amicizia tratte da un “lavoro”, se così vogliamo chiamarlo. In secondo luogo, l’alone di mistero che avvolge il romanzo e lascia un dubbio nei lettori: le visioni saranno vere o inventate? Ma è davvero importante saperlo?
Come ha evidenziato Jolanda Di Virgilio:
L’irruzione del passato nella quotidianità di Ofelia – i ricordi, le paure mai del tutto sopite, le ombre dell’infanzia – trasforma il racconto in qualcosa di più di un viaggio fisico: diventa un pellegrinaggio interiore. Le visioni della protagonista, misteriose e perturbanti, ricordano come spesso la mente sia il vero campo di battaglia, il luogo in cui si confrontano razionalità e immaginazione, ragione e desiderio, ciò che sappiamo e ciò che temiamo.
Le donne che chiedono una profezia, o notizie sul futuro, forse sanno già quello che lei dirà loro, eppure si rivolgono a lei con fiducia. Forse temono la verità che già conoscono e ne cercano un’altra, più rassicurante.
Bianca Pitzorno ha descritto inoltre così il romanzo:
Questo romanzo mescola dunque fatti storici realmente accaduti — che in parte ho pescato tra le memorie della mia famiglia o da altri ritagli di giornale — e in parte derivano dallo straordinario lavoro d’archivio dello storico sassarese Enrico Costa (1841-1909), a cui “La sonnambula” è dedicato. Lo stile che ho scelto è quello dei grandi romanzi popolari dell’Ottocento di cui sono appassionata lettrice, ma interpretato con un filo di allusioni ironiche alle mode letterarie di questi anni.
Si tratta dunque di un romanzo popolare inserito perfettamente nel panorama letterario attuale e che risulta dunque fresco, moderno. I temi della solidarietà femminile, delle vite tessute e intrecciate, della difesa da uomini violenti sono predominanti. Attraverso la dedica a Enrico Costa e l’ambientazione a Donora, città immaginaria che rispecchia Sassari, emerge inoltre l’amore per la propria terra, la Sardegna, luogo di grandi scrittori.
È apprezzabile, infine, vista anche la numerosa quantità di voci e vicende che attraversano il romanzo, l’elenco dei personaggi principali alla fine del libro, in modo da non perdersi tra i vari nomi.
Alcuni passaggi, soprattutto nella seconda parte, sono un po’ lenti. Nel complesso, comunque, si tratta di un romanzo piacevole, ben scritto e ben strutturato.
Elisabetta Noce
Fonti
Pitzorno Bianca, La sonnambula, Milano, Bompiani, 2026.
Di Virgilio Jolanda, “La sonnambula di Bianca Pitzorno: visioni, donne e storie che salvano la vita”, Il libraio.it, 5 gennaio 2026, ultima consultazione: 10 maggio 2026, link: https://www.illibraio.it/news/dautore/la-sonnambula-bianca-pitzorno-1486281/
Redazione Ansa, “Bianca Pitzorno, vi racconto la sonnambula e il suo coraggio. Nuovo romanzo della scrittrice, onirico, ironico, politico”, Ansa.it, 13 gennaio 2026, ultima consultazione: 10 maggio 2026, link: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/narrativa/2026/01/05/bianca-pitzorno-vi-racconto-la-sonnambula-e-il-suo-coraggio_f17a055c-1fbe-44ac-af80-8da665577aa4.html




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