“Margherita, la sovrana lettrice”, in mostra alla Biblioteca Nazionale Universitaria

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La cultura come stile di vita

Conosciuta oggi dai più come «la regina che mangiava il pollo con le dita», Margherita di Savoia fu la prima sovrana del Regno d’Italia dopo l’unificazione del 1861. Questa figura seppe attirare su di sé l’ammirazione del popolo, modificandone persino i gusti. 

Nata nel Palazzo dei Duchi di Chiablese a Torino nel 1851, si distinse sin dai primi anni di vita per una spiccata predisposizione allo studio e per un amore verso le belle arti, la musica e i poemi della letteratura italiana (in particolare Ariosto, Tasso e Dante). Pur avendo studiato le lingue, inizialmente non coltivò il latino: si interessò a esso solo successivamente, soprattutto grazie all’aiuto di Marco Minghetti, con cui intrattenne un’intensa corrispondenza di ben quattro anni (1882-1886). 

Nel 1868 si sposò con il cugino Umberto. Egli, in realtà, era destinato a Matilde d’Asburgo-Teschen, la quale fu vittima di un tragico destino, morendo in circostanze incerte. Questo matrimonio interno alla famiglia Savoia fu il risultato di una strategia politica studiata a puntino, che mirava a rinvigorire la notorietà della monarchia tra i popolani mediante una celebrazione nuziale sontuosa e un viaggio di nozze destinato ad attraversare tutta la Penisola. Umberto e Margherita provavano affetto l’uno per l’altra, ma nulla più; il primo, infatti, apprezzava la compagnia di altre donne avvenenti, come Eugenia Litta, la dama di compagnia che aveva conquistato il suo cuore. 

Margherita istituì la ricorrenza dei giovedì della regina: ogni giovedì aveva luogo il suo salotto letterario, a cui prendevano parte sia il suo entourage femminile, costituito da donne bellissime ma anche infinitamente colte, sia intellettuali di spicco, come Minghetti e Carducci (e molti altri…).

Per la regina la cultura era uno stile di vita: ciò è dimostrato dal fatto che, tutte le mattine, trascorresse qualche ora nella sua biblioteca privata a Roma, a studiare o a sistemare i libri. Margherita sceglieva con cura le legature per ciascuno di essi, chiedendo, di volta in volta, che fossero decorate con il monogramma, il fiore della margherita, riconducibile simbolicamente al suo nome, o le armi della casata.

L'immagine rappresenta la Regina Margherita, ancora giovane, sulla copertina di una rivista femminile d'epoca.
Margherita, un’influencer ante litteram
Crediti immagine: foto di Vanessa Musso, materiale espositivo, “Margherita, la sovrana lettrice”, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Il margheritismo

Margherita non fu soltanto la prima regina d’Italia, ma fu colei che dettò le mode vestiarie e intellettuali dell’epoca, tanto da indurre diversi artisti e scrittori a dedicarle componimenti e opere.

È opportuno citare di seguito i versi iniziali della poesia di Giosuè Carducci, Il liuto e la lira, tratta dal primo libro delle Odi Barbare:

Quando la Donna Sabauda il fulgido
sguardo al lïuto reca e su ’l memore
ministro d’eroici lai
la mano e l’inclita fronte piega,

commove un conscio spirito l’agili
corde, e dal seno concavo mistico
la musa de’ tempi che furo
sale aspersa di faville d’oro;

e un coro e un canto di forme aeree,
quali già vide l’Alighier movere
ne’ giri d’armonica stanza,
cinge l’italica Margherita.

Margherita era avvolta da un’aura di celebrità ovunque andasse, al punto da poter parlare di idolatria. In seguito alla morte del marito – ucciso da Gaetano Bresci in un attentato nel luglio del 1900 a Monza –, la donna fu glorificata dai poeti e dalle cronache giornalistiche nei panni di regina-madre, che, pur rimasta vedova,  conservava la forza utile a prestare aiuto ai feriti della Grande Guerra come infermiera nel palazzo del Quirinale, reimpiegato in quel periodo come sede ospedaliera.

La sua fama fu tale da ritenere che mettere una margherita secca tra le pagine del libro di preghiere portasse fortuna; nacque persino un intero movimento culturale in suo onore: il cosiddetto margheritismo ebbe grande risonanza e influenzò lo stile dell’epoca, cosicché oggetti materiali e immateriali presero il suo nome. A lei furono così dedicate le seguenti pietanze: la pizza margherita (ribattezzata in questo modo nel 1889), il pollo alla margherita e la celebre torta omonima, uno dei dolci più amati dell’Italia settentrionale. 

Insomma: Margherita fu una vera e propria influencer ante-litteram! In occasione del centenario dalla sua morte, i Musei Reali di Torino hanno indetto un doppio appuntamento che la vede protagonista, dal 21 maggio 2026 al 6 gennaio 2027: il primo, presso la Biblioteca Reale, è intitolato Margherita, prima Regina d’Italia e propone un viaggio attraverso i libri, i documenti inediti e le fotografie della sovrana; il secondo, Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia, all’interno del Medagliere Reale, ha lo scopo di intrecciare le storie di diverse figure femminili a quella di Margherita di Savoia, delineando i ritratti di alcune donne che nel corso dei secoli seppero costruire abilmente la loro figura pubblica.

Nell'immagine è presente una fiche espositiva della mostra "Margherita, la regina lettrice", esposta presso la Biblioteca Nazionale Universitaria. Il titolo del pannello è "Le parole taciute" e racconta gli scambi epistolari intrattenuti da Margherita con importanti figure intellettuali e politiche italiane.
L’amore per la scrittura
Crediti immagine: foto di Vanessa Musso, materiale espositivo, “Margherita, la sovrana lettrice”, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Libri in carrozza: la collezione di Margherita tra trasferimenti e ricollocazioni

«Vede? Siccome né anche a Corte i libri si salvano, perché non me li portino via, ci ho scritto sopra il mio nome».

Come testimoniato da queste parole – riportate da Gisouè Carducci in una lettera indirizzata alla moglie –, Margherita aveva molto a cuore le sorti della sua cospicua collezione libraria, che fu oggetto, negli anni a venire, di numerosi passaggi di testimone.

Il primo trasferimento avvenne al volgere del secolo: il fondo fu spostato dal Quirinale a Palazzo Piombino, situato in via Veneto, il quale, per volere di Vittorio Emanuele III, divenne la nuova dimora di Margherita, allora profondamente scossa dai fatti di Monza. Poi, nel 1926, con la morte della prima regina d’Italia, la quasi totalità dei 12.000 volumi di Margherita, raccolti nell’arco di una vita di appassionate letture, tornò ai piedi delle Alpi, nelle stanze della Biblioteca Reale; una piccola parte del fondo confluì, invece, nella Biblioteca del Ministero della Real Casa, ospitata dal Palazzo del Quirinale.

La collezione torinese, a fronte dell’angustia degli spazi a disposizione della Biblioteca reale e con l’eccezione di alcune centinaia di libri di particolar pregio, subì nel 1967 un ultimo trasferimento presso i depositi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, che si occupò della collocazione per materie e della catalogazione informatica del fondo, oggi quasi interamente completata.

Nella foto sono elencati i curatori della mostra "Margherita, la sovrana lettrice"
I curatori della mostra
Crediti immagine: foto di Vanessa Musso, materiale espositivo, “Margherita, la sovrana lettrice”, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Puoi leggere anche tu i libri di Margherita!

A partire dal 2022, grazie a un progetto curato dalla Biblioteca Nazionale Universitaria con la collaborazione dell’impresa Culturalpe s.c., una parte della collezione della regina Margherita è esposta all’interno di uno spazio dedicato e disponibile, gratuitamente, per la consultazione in loco. L’allestimento permanente, volto alla valorizzazione di un patrimonio librario dalla portata storica immensa, accompagna il visitatore alla scoperta delle opere lette da Margherita, collocate sugli scaffali nel rispetto delle indicazioni catalografiche fornite dalla regina.

Per occhi attenti non sarà difficile scorgere sui ripiani volumi danteschi e libri su tematiche femminili – come il divorzio o il suffragio universale –  nonché opere sul mondo orientale, sulla storia d’Italia, sulle autovetture e persino… sull’anarchia! Tanti di questi volumi sono scritti in tedesco, lingua trasmessa dal lato materno, e in francese, allora usato, più ancora che l’italiano, come lingua di corte.

Inoltre, una serie di pannelli espositivi, disponibili anche in lingua inglese per i visitatori stranieri, aiuta coloro che per la prima volta si avvicinano alla figura di Margherita a comprenderne il temperamento, lo stile di vita, il rapporto con il popolo e con gli intellettuali dell’Italia post-unitaria. Degno di nota è anche il busto della sovrana – copia dell’originale, conservato a Palazzo Reale –  realizzato con una tecnologia di scansione 3D da Roberto Rossetti e Alberto Braghieri, con il contributo di Gabriele Garbolino Rù.  

Se, una volta terminate le lezioni, hai un’ora del tuo tempo libero da dedicare alla sovrana lettrice e ai suoi splendidi libri, la Biblioteca Nazionale Universitaria, aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00, ti accoglierà a braccia aperte. E prenotare la consultazione di uno dei volumi del fondo Margherita è semplicissimo: è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo bu-to.prenotazioni@cultura.gov.it o recarsi presso la sede della biblioteca in sala distribuzione-prestito.

Non ti dimenticare di raccontarci nei commenti se ti è piaciuta la mostra e buone letture… regali!

Micol Cottino e Vanessa Musso

Fonti

Antonelli Roul, Quirinale, Il fondo dei rari sabaudi. La formazione delle raccolte librarie della Biblioteca del Quirinale, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica.

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Margherita, sovrana lettrice, ultima consultazione: 22 maggio 2026, link: https://bnuto-margheritalasovranalettrice.movio.it/it/1/margherita  

Culturalpe, La sovrana lettrice, ultima consultazione 22 maggio 2026, link https://www.culturalpe.it/la-sovrana-lettrice/ 

Musei Reali, I Musei Reali di Torino presentano due mostre a cento anni dalla scomparsa di Margherita di Savoia, ultima consultazione 22 maggio 2026, link: https://museireali.beniculturali.it/events/i-musei-reali-di-torino-presentano-due-mostre-dossier-a-cento-anni-dalla-scomparsadi-margherita-di-savoia/ 

Ottocento, La regina Margherita – La più amata dagli italiani, 1 gennaio 2026, ultima consultazione: 24 maggio 2026, link: https://www.youtube.com/watch?v=ii6kScMENiI

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