Il prezzo della libertà è accessibile a tutti

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Ti ricordi quando hai finito le superiori? La sensazione che hai provato uscendo dall’aula in cui avevi appena sostenuto la maturità, la libertà e l’impazienza per l’inizio di una nuova fase, la paura delle scelte da prendere. Stai finalmente per iniziare la tua vita da giovane adulto… e scommetto che nessuno ti ha mai proposto due ore di educazione finanziaria. Magari hai deciso per l’università, magari hai deciso di provare con il mondo del lavoro: improvvisamente ti ritrovi in un mondo di adulti, di esperti di finanza, di patiti di bitcoin e azioni che parlano un linguaggio difficile da decodificare. Come è successo?

Forse può consolare il fatto che si tratti di una situazione molto diffusa. I dati 2025 dell’Edufin Index mostrano un livello di alfabetizzazione finanziaria ancora insufficiente da parte degli italiani, con un sensibile gap anagrafico, geografico e di genere: non è un caso che i risultati migliori si registrino tra gli uomini, gli over 45 e i residenti al Nord. L’Edufin Index consiste in un progetto realizzato da Alleanza Assicurazioni e Fondazione Mario Gasbarri, con il contributo scientifico di SDA Bocconi School of Management: l’obiettivo è la creazione di un Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziario-assicurativi degli italiani, così da poter fornire dati sull’alfabetizzazione finanziaria e poter proporre contenuti divulgativi alla popolazione. 

La ricerca è molto attiva su questo tema e diversi enti si sono impegnati per definire le cause e le dinamiche che portano a questa brutta pagella. Un esempio è l’indagine “Alfabetizzazione finanziaria e competenze di finanza digitale dei giovani”, condotta da Banca d’Italia nel 2023: su un campione di poco meno di 5.400 individui tra i 18 e i 34 anni, è emerso che circa il 40% non parla di denaro in famiglia e che altrettanti provano imbarazzo o disagio nel discutere di finanza. Sebbene i dati mostrino che le conoscenze finanziarie sono più alte tra gli studenti rispetto a chi già lavora, queste risultano essere più basse tra i meno istruiti, le donne e i residenti nelle regioni del Centro-Sud. Questa discrepanza porta alla luce aspetti socio-culturali che impattano l’autonomia dei singoli individui: se da un lato la conoscenza finanziaria di base rafforza l’autonomia femminile e riduce il gender gap, dall’altro continuiamo a suggerire alle donne di limitarsi a risparmiare (Museo del Risparmio 2026). 

Il peso degli stereotipi nei modelli educativi si fa sentire anche nell’accesso concreto alle competenze e agli strumenti finanziari: basti pensare che le italiane hanno ottenuto la piena autonomia giuridica nella gestione economico-patrimoniale solo nel 1975, tramite la riforma del diritto di famiglia. Possedere un conto corrente a proprio nome, prendere decisioni informate sul proprio denaro, gestire autonomamente le proprie risorse: non esageriamo quando affermiamo che questi rappresentano veri e propri strumenti per esercitare la libertà individuale. È quindi rilevante il dato del 2023 della Global Thinking Foundation: a fronte di un 70% scarso di donne che si dichiarano economicamente indipendenti, solo il 58% possiede un conto corrente intestato a proprio nome, evidenziando un’indipendenza economica ancora parziale

Portata agli estremi, questa parzialità può assumere la forma di violenza economica: un atto che provoca un danno a un individuo attraverso il controllo o la sottrazione delle sue risorse economiche (EIGE). È bene sottolineare che questo fenomeno è stato progressivamente riconosciuto come un genere separato di violenza, sebbene rappresenti una forma di violenza psicologica e sia spesso connesso ad altre forme di abuso: ad esempio, l’Office of Justice Program (USA) definisce l’abuso economico come un comportamento di controllo delle risorse, volto a rendere la vittima economicamente dipendente dall’abusante. 

La letteratura propone una suddivisione delle principali tattiche utilizzate da questo tipo di violenza. Anzitutto, il controllo economico, che passa attraverso il monitoraggio e la restrizione delle risorse finanziarie dell’abusato: per esempio, controllare le entrate, impedire l’utilizzo della carta di credito o stabilire un budget forzato. In secondo luogo, si parla di sfruttamento economico, ovvero l’attuazione di comportamenti che prosciugano le risorse dell’abusato: pensiamo alla creazione di debiti a suo nome, l’uso del credito altrui o l’utilizzo dei suoi beni senza consenso. Infine, il sabotaggio dell’occupazione: impedire, ostacolare o sabotare l’accesso o la permanenza nel lavoro, nella formazione o nel guadagno autonomo dell’abusato. Questa divisione è stata ripresa anche da una recente ricerca della SDA Bocconi School of Management, che ha condotto uno studio su un campione rappresentativo di donne e uomini per misurare la diffusione del fenomeno sul territorio italiano.

Per fortuna sono molte le iniziative, spesso gratuite, per iniziare a masticare qualche concetto base di educazione finanziaria. Un esempio torinese è rappresentato da Young, Wild & Financially Free, un progetto organizzato dall’hub torinese dei Global Shapers e sostenuto da Banca Reale e Reale Mutua che sta per concludere la sua seconda edizione. Si tratta di un percorso, strutturato su cinque incontri, pensato per avvicinare i giovani compresi tra i 21 e i 35 anni ai temi del risparmio, degli investimenti e della protezione del patrimonio. 

Insomma, le opportunità sono tante, gratuite e coinvolgenti. Spesso si pensa che la consapevolezza finanziaria sia complessa, noiosa e inarrivabile, ma se c’è una cosa che ho imparato dalle (esigue) ore di formazione che ho frequentato, è che in realtà offre un grande messaggio di speranza ed empowerment. E poi, per citare il titolo del libro di Michele Bartolini, “se non ti occupi dell’economia, lei si occuperà di te”. Meglio scegliere, no?

Arianna di Pascale

Fonti

European Institute for Gender Equality (EIGE) Glossary of definitions of rape, femicide and intimate partner violence, Luxembourg, Publication Office of the European Union, 2017, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://eige.europa.eu/publications-resources/thesaurus/terms/1229 

Labarile Nicoletta, “Educazione finanziaria, rafforza l’autonomia economica delle donne e riduce il gender gap”, Il Sole 24 Ore (sezione Italia), 8 marzo 2026, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://www.ilsole24ore.com/art/educazione-finanziaria-rafforza-l-autonomia-economica-donne-e-riduce-gender-gap-AITCpuoB  

Maconi Caterina, “Violenza economica, a rischio il 22% degli italiani”, la Repubblica, 24 marzo 2026, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/trend/2026/03/24/news/violenza_economica_a_rischio_il_22_degli_italiani-425242483/ 

Marinucci M., Stacchini M. e Travaglino F. (a cura di), “Indagini sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale in Italia: giovani”, Statistiche, Banca d’Italia, 9 gennaio 2024, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagini-alfabetizzazione/2023-indag-alfabetizzazione-giovani/statistiche_AFG_09012024.pdf 

Pasqualotto Silvia, “Violenza economica, come riconoscerla e come uscirne”, Il Sole 24 Ore (sezione Alley Oop), 13 dicembre 2024, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://alleyoop.ilsole24ore.com/2024/12/13/violenza-economica/ 

Stefano Ruggieri e Gioacchino Lavanco (a cura di), Global Thinking Foundation, Università degli Studi di Palermo, La violenza economica. Report di ricerca, 2023, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://www.gltfoundation.com/pubblicazioni/ 

Teleborsa, “Edufin Index 2025, livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani non raggiunge la sufficienza”, la Repubblica, 4 novembre 2025, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://finanza.repubblica.it/News/2025/11/04/edufin_index_2025_livello_di_alfabetizzazione_finanziaria_degli_italiani_non_raggiunge_la_sufficienza-183/ 

Per approfondire

Consiglio Nazionale del Paritariato, Vademecum “Conoscere per proteggersi”, Settembre 2021, ultima consultazione: 28 aprile 2026, link: https://www.notariato.it/wp-content/uploads/ConoscerePerProteggersi.pdf

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