Sturmtruppen: un fumetto antifascista e attuale

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“La vita è come una sterminata caserma, quindi con i suoi capi e le sue regole dettate da antichissime convenzioni: da una parte i graduati, dall’altra la truppa. Truppa infame, pidocchiosa, tonta e proletaria, la cui ultima funzione è quella di obbedire ciecamente agli ordini senza chiedere, senza pensare, senza protestare.”

Con queste poche parole, Franco Bonvicini, in arte Bonvi, descrive perfettamente l’anima del suo fumetto satirico Sturmtruppen, che fin da subito si è presentato come critica aperta al nazifascismo, al militarismo e alla cieca obbedienza alle autorità. Nonostante siano passati quasi 60 anni dalla pubblicazione del primo episodio della serie a strisce, avvenuta il 23 novembre 1968, il messaggio che l’autore propone attraverso una satira talvolta grottesca e tragicomica resta di un’attualità allarmante.

Crediti immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Bonvi_con_tavole.jpg, Pubblico dominio

L’assurdità della guerra

Dal suo debutto nel ‘68 alla sua fine, avvenuta con la scomparsa prematura dell’autore nel ‘95, il fumetto segue le vicende, spesso assurde e surreali, dell’esercito nazista al fronte e delle sue Sturmtruppen (truppe d’assalto in tedesco). Quella che, però, è nell’immaginario collettivo una delle milizie più disciplinate, coese e brutali della storia viene ritratta come una massa di soldati imbranati e impacciati che si esprimono in un italiano “tedeschizzato”, caratterizzato dall’aggiunta dei suffissi e suoni vicini al tedesco: molto lontani dal progetto spietato del loro Führer. Persino gli uffizialen superioren (ufficiali superiori, nel linguaggio delle Sturmtruppen), visti come la più alta forma di autorità al fronte, sono disorientati e inetti tanto quanto i soldati semplici, dai quali si differenziano esclusivamente grazie al grado militare, rappresentando perfettamente una gerarchia di potere impregnata di incongruenze e nonsenso che impartisce ai soldati ordini folli e crudeli. Ulteriore elemento presente nella maggior parte delle strisce è il nemiken, un nemico onnipresente ma mai visibile che diventa il mezzo di cui si serve il sistema per giustificare gesta e comandi insensati. Alla luce di questo, non sorprende che le strisce tocchino temi relativi alle più grandi tragedie del secolo scorso, attraverso l’estremizzazione delle contraddizioni e dei nonsensi della guerra e del militarismo nazifascista. Infatti, Bonvi ne sottolinea la tragica assurdità.

Galeazzo Musolesi e la critica al fascismo

Nonostante la maggior parte dei soldati (o soldaten) del fumetto siano anonimi, riconoscibili quasi esclusivamente dal loro grado militare e abbiano nomi tedeschi comuni come Franz, Fritz o Otto, alcuni di loro hanno un’identità definita; tra loro forse il più famoso è il fiero alleaten Galeazzo Musolesi. Questi, il cui nome deriva dalla fusione di Galeazzo Ciano, marito della prima figlia di Mussolini e gerarca fascista, e Benito Mussolini stesso, incarna pienamente sia gli stereotipi sul comportamento italiano durante la Seconda Guerra Mondiale, sia l’enfasi e la retorica patriottica del ventennio dietro i quali nasconde però un comportamento scaltro e approfittatore. È infatti chiaro, fin dalla sua prima apparizione, come rifletta tutti quelli che sono stati i valori (negativi) dell’ideologia fascista in Italia: quasi sempre millanta il proprio eroismo e coraggio ai suoi commilitoni teutonici, ma agisce sempre e solo per paura o per qualche tornaconto personale, rispecchiando perfettamente quelli che sono stati i comportamenti di molti funzionari fascisti. Il suo comportamento non solo ridicolizza la propria ideologia trasformandola, come in effetti è spesso accaduto, in un parassitismo sistematico e servile nei confronti dei tedeschi, ma mostra come gli anni del Duce siano stati segnati da un gigantesco divario tra le ambizioni ideologiche e una realtà ben più fragile e modesta.

La vita come caserma

Bonvi non ha mai raccontato come siano nate le Sturmtruppen; nonostante ciò, non è difficile immaginare come quell’esercito di soldati inetti e alienati possa essere uno specchio – senza dubbio bizzarro e grottesco – della società a lui contemporanea. Di fatto, lo stesso scenario può essere facilmente attualizzato.

Riprendendo la citazione iniziale, è abbastanza chiaro come le vicende infelici dei suoi soldatini rispecchino una società in cui, ancora oggi, vige un ordine assurdo. Un mondo nel quale molti ruoli importanti finiscono in mano a persone incapaci o opportuniste, grazie a migliaia, se non milioni, di individui che obbediscono prontamente e ciecamente a qualsiasi ordine impartito dall’alto.

Sturmtruppen, pur restando un fumetto satirico capace di strappare due risate al lettore, offre un grande insegnamento: rispondere sempre “jawohl!” (il “signorsì” in tedesco, ripetuto all’esasperazione in molte strisce) non è la soluzione. Soprattutto di fronte a tutto ciò che viene proposto da un sistema malato, che alimenta le discriminazioni, spreme il più possibile lavoratori sempre più poveri e accresce le disuguaglianze socio-economiche.

Biagio Formia

Fonti

Sturmtruppen, Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sturmtruppen

Il Post, “Bonvi, fumettista anarchico”, 10/12/2015 https://www.ilpost.it/2015/12/10/bonvi-fumettista

Sito ufficiale di Franco Bonvicini ed eredi https://bonvi.it/sturmtruppen

Treccani, Enciclopedia dei ragazzi https://www.treccani.it/enciclopedia/sturmtruppen_(Enciclopedia-dei-ragazzi)

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