IA e insegnanti robot: siamo pronti per la scuola del futuro?

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Immaginate di entrare in un’aula scolastica e di trovare ad attendervi un insegnante mai visto prima: un robot!

Non è la scena di un film di fantascienza, ma quello che stava per succedere davvero in una scuola americana. L’insegnante robot dotato di intelligenza artificiale in questi giorni fa discutere parecchio, tra chi lo trova affascinante e chi preoccupante. La domanda è: siamo pronti a un cambiamento del genere?

Un’aula del futuro secondo l’intelligenza artificiale – Crediti immagine: Bing Image Creator & Pixelcut, Public domain, via Wikimedia Commons

La scuola di New York e l’insegnante robot

Tutto è nato da una scuola superiore di Salamanca, piccolo distretto rurale nello Stato di New York. Il responsabile del distretto, Mark Beehler, aveva avviato l’iniziativa di affiancare alle classi un’insegnante del tutto particolare: Sally, un umanoide della Realbotix, approvato dal consiglio scolastico per una spesa di quasi 58mila dollari. Era previsto che Sally avesse le sembianze di una giovane donna, con pelle in silicone e lunghi capelli castani, e avrebbe dovuto affiancare gli studenti delle ultime due classi nei corsi di coding, robotica e IA a partire dall’autunno. In realtà, il robot non è mai arrivato in classe: al momento dell’annuncio era ancora in fase di costruzione, e l’unica cosa mostrata al pubblico è stata una versione digitale, un avatar consultabile online.

Le reazioni di genitori e insegnanti

Genitori e docenti si sono opposti fin da subito, tanto che la notizia della vicenda è giunta alle orecchie del vertice dell’istruzione dello Stato di New York, la commissaria Betty A. Rosa, che il 24 luglio ha scritto una lettera al distretto esprimendo preoccupazione per l’effetto che un robot umanoide potrebbe avere in una classe di scuola superiore. Poche ore dopo, il distretto ha annunciato sui social la sospensione del progetto, in attesa di definire accordi più solidi sulla privacy dei dati. Non è una cancellazione: Realbotix tuttora continua a lavorare all’insegnante robot, e il progetto potrebbe ripartire più avanti. Di fatto, però, Sally non ha mai insegnato nemmeno un giorno: lo stop è arrivato prima ancora che mettesse piede in un’aula. Anche il sindacato degli insegnanti e del personale scolastico dello Stato di New York era intervenuto duramente fin dal principio, chiedendo poi regole statali più stringenti sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole.

La notizia ha fatto discutere anche in Italia: l’intelligenza artificiale dovrebbe supportare il lavoro degli insegnanti, non sostituirli. Sui social c’è chi, con un’ironia tutta italiana, immagina l’insegnante robot alle prese con genitori esigenti, e chi fa notare che un’IA potrebbe risultare persino più imparziale di certi docenti poco empatici. Ma restano tante le voci critiche: nessuna macchina, dicono, potrà mai sostituire l’ascolto e la sensibilità necessari per cogliere ciò che uno studente non dice apertamente.

Dalla fantascienza al futuro

Facciamo un salto indietro di trent’anni. Niente internet come lo conosciamo oggi, telefoni ancora attaccati al filo di casa. Un’intelligenza artificiale capace di parlare e somigliare a una persona sembrava roba da fantascienza. Eppure, la fantascienza si era già posta quella domanda con largo anticipo.

Pensateci: Blade Runner è del 1982, mentre Io, Robot arriva più di vent’anni dopo, nel 2004. Due film, due epoche diverse, ma la stessa idea di fondo: macchine che sembrano umane, che provano emozioni e che mettono in crisi le nostre certezze morali. Domande che allora sembravano pura fantasia oggi lo sembrano molto meno. Fino a che punto una macchina può sostituire l’uomo in un ruolo che richiede empatia e responsabilità?

La vicenda della scuola di New York, al di là di come si è conclusa, lascia una domanda aperta: quanto conta la relazione tra insegnante e studente? L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile in classe, questo è fuori discussione. Insegnare, però, non è solo trasmettere contenuti; insegnare significa ascoltare e motivare, fino ad accorgersi di un disagio nascosto dietro un silenzio. Questo, almeno per ora, nessun algoritmo sa farlo davvero.

Sally, intanto, è ancora lì, nei laboratori della Realbotix, che aspetta il permesso di entrare in una classe vera. Prima o poi succederà, a Salamanca o altrove. Solo allora potremo capire se tutte le nostre preoccupazioni e paure avevano davvero senso.

Barbara Ferrari

Fonti

Giuliani Alessandro, “Docente robot dotato di AI, a New York una scuola prova a portarlo in cattedra ma genitori e prof veri lo bloccano: fino a quando?”, La Tecnica della Scuola, 26 luglio 2026, ultima consultazione: 28 luglio 2026, link: https://www.tecnicadellascuola.it/docente-robot-dotato-di-ai-a-new-york-una-scuola-prova-a-portarlo-in-cattedra-ma-genitori-e-prof-veri-lo-bloccano-fino-a-quando

Gould Jessica, “Aborted plan for life-like robot in NY classroom alarms state teachers union”, Gothamist, 27 luglio 2026, ultima consultazione: 28 luglio 2026, link: https://gothamist.com/news/aborted-plan-for-life-like-robot-in-ny-classroom-alarms-state-teachers-union

Manno Melissa, “Western New York School District Hits Pause on Robot Teacher Amid Scrutiny”, New York Focus, 24 luglio 2026, ultima consultazione: 28 luglio 2026, link: https://nysfocus.com/2026/07/24/new-york-robot-teacher-plan-paused

Redazione Sky TG24, “Usa, proteste contro robot dotato di IA a scuola. Il sovrintendente: ‘Non è Terminator’”, Sky TG24, 25 luglio 2026, ultima consultazione: 28 luglio 2026, link: https://tg24.sky.it/mondo/2026/07/25/usa-robot-dotato-ia-scuola-proteste

Wikipedia, “Blade Runner”, ultima consultazione: 28 luglio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner

Wikipedia, “Io, robot (film)”, ultima consultazione: 28 luglio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Io,_robot_(film)

2 risposte a “IA e insegnanti robot: siamo pronti per la scuola del futuro?”

  1. Articolo che fa molto riflettere! Sono convinta che per un buon funzionamento delle lezioni serva l’empatia che nessun robot umanoide potrà mai possedere.

    1. Grazie per il commento. Hai colto esattamente il punto 🙂 A presto!

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