Pioniera e innovatrice del movimento surrealista, nota soprattutto per le nuove tecniche da lei introdotte e per aver esplorato l’esoterico e il surreale attraverso le sue creazioni artistiche, Ithell Colquhoun è una perla nascosta del surrealismo britannico, le cui opere continuano a essere di ispirazione in tutto il mondo.
Vita
Nata nel 1906 ad Assam, in India, e trasferitasi in Inghilterra all’età di un anno, mostra fin da subito interesse per l’arte, disegnando fate, elfi, soggetti botanici, e per le proprietà magiche dei profumi.
“Il mio primo dipinto era una rosa ovale con un triplo stelo, con un germoglio su ogni lato”.
Nel 1925 si iscrive alla Scuola di Arte di Cheltenham, dove la sua arte si permea dei temi biblici e religiosi. La sua passione per l’occulto, tuttavia, trova spazio nella scrittura dell’opera teatrale The Bird of Hermes, basata su antichi manoscritti di alchimia.
Nel 1927 prosegue il suo percorso formativo nella Slade School of Art di Londra e conosce a fondo il panorama dell’esoterismo della città. Presso l’accademia d’arte realizza opere di taglio religioso come Judith with the Head of Holofernes, mentre fuori dall’ambiente accademico studia l’alchimia sotto la guida del cugino Edward Gastring, membro dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata (una società segreta influenzata da moltissime religioni e pratiche esoteriche, tra cui la Cabala ebraica, Qabalah).
Dopo gli anni nelle scuole d’arte, viaggia per tutta Europa: si trasferisce prima a Parigi, dove ha modo di conoscere Magritte, André Breton, Salvador Dalì e Marcel Duchamp, e poi in Grecia. Qui incontra la sua futura compagna, Andromache Kazou, la quale diventa la protagonista dell’opera Lesbian Shore, rimasta inedita per circa novantadue anni. È durante questi viaggi che cresce il suo interesse per il Surrealismo, a partire dall’osservazione della realtà vegetale e dalla successiva realizzazione di dettagliati ritratti botanici.
Nel 1936 le sue opere vengono esposte per la prima volta alla London International Surrealist Exhibition, in cui entra maggiormente in sintonia con l’arte di Salvador Dalì e diventa una delle figure più importanti del Surrealismo Britannico. Questo periodo, vissuto ancora una volta nella capitale inglese, influenza la sua arte, su cui incombe l’ombra della Seconda guerra mondiale: le sue opere, infatti, raccontano storie di morte e decadenza. Tra queste, si può senz’altro menzionare Gouffes amers (1939), un dipinto che rappresenta la fusione del corpo maschile con la natura e il suo completo abbandono alle forze del mare.
Nonostante la sua rilevanza come artista, Colquhoun viene espulsa dal Gruppo Surrealista Britannico a causa dei suoi interessi verso l’occulto. La nuova direzione del gruppo degli artisti, affidata a partire dal 1938 al pittore belga Edouard Mesens, non tollera che i surrealisti appartengano a qualche altra organizzazione. Colquhoun, affiliata anche a ordini esoterici, non rispetta le direttive e viene perciò allontanata.
Tra occulto e arte
Tra il 1939 e il 1942 c’è la fase di maggiore sperimentazione dell’occulto di Colquhoun, periodo in cui dipinge una serie di opere riguardanti l’Androgino Divino, che indica l’unione perfetta tra gli aspetti maschili e femminili dell’anima presenti in ogni individuo, da lei rappresentati come un’unione sessuale. Anche gli schemi di colore delle sue opere subiscono l’influenza dei suoi interessi per l’occulto: nell’opera Dark Fire l’uso dei colori richiama lo schema di colori cabalistici, basati sulla corrispondenza dell’Albero della Vita con specifiche tonalità.
In questo periodo di esclusione dal movimento, Colquhoun sviluppa il suo complesso modo di vedere il mondo, coltivando anche un interesse per il Sacro femminile, tema costante nella sua arte e nella sua scrittura. Nel 1949 scrive The Mantic Stain, il primo testo in lingua inglese sull’automatismo surrealista. L’“automatismo psichico”, infatti, si fonda sulla creazione artistica senza alcun tipo di censura o controllo razionale, al fine di far emergere il subconscio. All’interno del saggio viene anche descritta la tecnica del fumage, ossia lo sviluppo di immagini a partire da marchi e tracce lasciate dal fuoco.
I lavori di Ithell Colquhoun non sono mai stati nascosti o censurati, ma sono rimasti incompresi per molti anni, soprattutto dopo la sua esclusione dal Surrealismo Britannico. Nel 2009 si è tenuta a Londra la mostra “The Dark Monarch: Magic and Modernity in British Art”, una vera e propria esplorazione dell’esoterismo nell’arte, in cui Colquhoun ha fatto da capofila, grazie alla posizione centrale delle sue opere. La mostra ha permesso all’artista di ottenere il riconoscimento che meritava e da quel momento le sue opere hanno influenzato artiste come la britannica Linder Sterling o la neozelandese Mary MacGregor-Reid, entrambe affascinate dal cosiddetto “female gaze”.
Serena Spirlì




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