In un momento storico dei più delicati per l’Ucraina, l’attuale presidente Zelens’kyj è oggetto di accuse da un ex membro del suo entourage, ovvero Mychajlo Fedorov, ex Ministro della Difesa. Le accuse contro il presidente e la classe dirigenziale sono di corruzione e l’unica soluzione per riformare il sistema sarebbe, secondo Fedorov, attraverso delle elezioni, considerate però troppo rischiose da Zelens’kyj.
Elezioni rinviate o cancellate?
Il rinvio delle elezioni è una conseguenza dell’uso della legge marziale. Questa rientra tra gli strumenti straordinari di governo, utilizzata in caso di aggressioni armate o minacce di attacco che mettano in pericolo l’indipendenza dell’Ucraina. Il suo obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza, gli interessi dello Stato e, soprattutto, la mobilitazione le truppe. Nel caso ucraino, fu introdotta dal Presidente Zelens’kyj il 24 febbraio 2022, dopo la prima invasione russa su larga scala: la durata normalmente prevista della legge marziale in Ucraina sarebbe di 30 giorni, che è poi stata rinnovata più volte a ogni suo scadere ed è ora in vigore fino al 31 ottobre 2026 .
Trattandosi di un vero e proprio sistema giuridico a parte, contempla alcune limitazioni dei diritti civili, come il divieto di riunioni politiche. Una delle restrizioni più notevoli a cui è giunto il Parlamento ucraino nel maggio 2026 è proprio l’impossibilità di svolgere elezioni durante la legge marziale.
Le ultime elezioni si sono tenute nel 2019 e sono state quelle che hanno eletto l’attuale presidente in carica. In particolare, l’Office for Democratic Institutions and Human Rights, in un rapporto riguardante quest’ultima elezione, commentò le elezioni sostenendo che fossero state assai competitive, con numerose opzioni disponibili, pur essendosi tenute in un momento storico delicato, ovvero durante l’annessione illegale della Crimea alla Russia.
L’OSCE segnalò, tuttavia, l’assenza di un genunino dibattito politico tra i candidati: durante le elezioni del 2019, i candidati alla presidenza erano 39, tra cui appunto Volodymyr Zelens’kyj. Un tentativo di riforma elettorale c’era stato nel 2014, incoraggiato soprattutto dalla Commissione Europea per la democrazia attraverso il diritto, ma non si era concluso nulla. Lo stesso Capo della Missione di Osservazione Elettorale dell’OSCE, Peter Tejler, individuò diverse “scappatoie” presenti nelle leggi elettorali, che fecero sorgere dubbi sull’imparzialità della commissione elettorale.
Le accuse oggi
I dubbi sull’integrità di questo sistema sembrano permanere tuttora, soprattutto in seguito ad alcune indagini. Infatti, l’organismo investigativo anticorruzione ucraino, ovvero il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (NABU), ha rilevato alcuni dati significativi nel primo semestre del 2026: ha 360 nuove nuove indagini, ha notificato dei sospetti nei confronti di 107 persone, ha condotto 106 imputati davanti ai tribunali, ha ottenuto 76 condanne e portato avanti delle inchieste anche su funzionari di alto livello. Il 19 agosto, inoltre, sono state intercettate delle telefonate della vicecapo di gabinetto di Zelens’kyj, Iryna Mudra, in cui afferma: “[Qualcuno non identificato] dice che combattere la corruzione è l’approccio sbagliato”, aggiungendo che “la corruzione va gestita e controllata”.
Sembra, insomma, che in questo governo la corruzione venga percepita come sistemica e che sia un problema difficilmente risolvibile.
Caso Midas
Tra i casi più eclatanti oggetto di indagine da parte del NABU si può menzionare l’Operazione Midas, così chiamata dal nome del re greco che trasformava in oro tutto ciò che toccava e risalente al novembre 2025. L’inchiesta riguardava un sistema di tangenti da 100 milioni di dollari collegato alla società energetica Energoatom, che coinvolgeva l’imprenditore Timur Mindich, stretto collaboratore di Zelens’kyj. Le indagini hanno rilevato che gli appaltatori dei Energoatom versavano tangenti pari al 10-15% di ogni contratto, facendo sì che il totale incassato dall’organizzazione fosse di circa 100 milioni di dollari. L’inchiesta ha coinvolto figure di spicco del governo ucraino, come Ihor Myroniuk, consulente dell’ex ministro dell’energia Herman Halushchenko, e Dmytro Basov, ex capo del dipartimento di sicurezza fisica di Energoatom. L’indagine, tuttavia, ha identificato come organizzatore del piano Timur Mindich, proprietario di Kvartal 95 Studio, società fondata dal presidente ucraino. La reazione di Kiev è stata di avviare un importante piano anticorruzione riguardante tutte le società statali, coinvolgendo la Nabu e la Sapo, i principali organi di controllo.
Pur essendo difficile decifrare l’integrità del governo ucraino, nel 2025 il Corruption Perceptions Index, redatto ogni anno da Transparency International, ha collocato l’Ucraina al 144° posto su 182 Paesi su una scala di rilevazione dei tassi di corruzione in Europa. Questa posizione sottolinea gli innegabili problemi di corruzione, ma anche i grandi risultati che le istituzioni anticorruzione hanno ottenuto nel Paese. Questi dati mostrano dunque una situazione complessa, caratterizzata da problemi strutturali, ma a cui le istituzioni anticorruzione contrappongono un’azione volta a punire i funzionari di alto livello che tenteranno di agire nell’illegalità.
Serena Spirlì
Fonti
OSCE, Office for Democratic Institutions and Human Rights, data di pubblicazione: 1° aprile 2019; link: https://odihr.osce.org/odihr/elections/ukraine/415742?utm
Il Messaggero, “L’ucraina impone la legge marziale, che cosa succede ora”, data di pubblicazione: 24 febbraio 2022, ultima consultazione: 31 agosto 2026; link: https://www.ilmessaggero.it/mondo/ucraina_legge_marziale_ecco_che_cosa_succede_ora-6525018.html
“Kiev sotto le bombe fa i conti con la corruzione”, L’Internazionale, 28 agosto 2026, n 1680, pp. 24-26





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