ROY LICHTENSTEIN e CECILY BROWN ALLA GAM DI TORINO

articolo

 di Alice Mazzarino

Migliaia di persone hanno già visitato “Roy Lichtenstein, opera prima” alla GAM (Galleria d’Arte Moderna) di Torino, e continuano ad affollare le sale. L’esposizione temporanea (dal 26/09/14 al 25/01/15), che si concentra sugli studi e i disegni dell’artista e vanta  235 opere su carta, è stata realizzata con la collaborazione della “Roy Lichtenstein Foundation” e grazie a prestiti provenienti da musei come National Gallery di Washington, Museum of Modern Art e Whitney Museum di New York.
Roy Lichtenstein (1923-1997) diventa un esponente della cultura pop dopo aver conosciuto Andy Warhol nel 1961. Nelle sue opere più importanti, l’artista sceglie vignette casuali di fumetti e le ingrandisce a dismisura, fino ad ottenere un effetto straniante. Utilizza pochi colori, in genere solo i primari, e per gli altri accosta puntini di diverse tinte come nel procedimento tipografico di stampa; questo processo, nelle strisce dei fumetti, è quasi invisibile, grazie alle dimensioni ridotte delle vignette, ma ingrandendole risalta subito agli occhi dello spettatore, dando un senso astratto all’opera. I mezzi tecnici della pittura dunque vengono subordinati a quelli della grafica per dimostrare come l’arte non sia altro che la figlia di una società dei consumi e della comunicazione di massa. Lichtenstein ritiene che ormai l’unica forma letteraria rimasta nella cultura americana degli anni Sessanta sia il fumetto, grazie alla sua facilità di espressione. Il suo lavoro consiste nel registrare meccanicamente ciò che lo circonda, senza mai far capire allo spettatore cosa pensi realmente, addirittura non lasciando trapelare se il consumismo americano, ritratto in quasi tutte le sue opere, lo disgusti o lo affascini. Lo stesso Lichtenstein afferma infatti: “Non sono molto sicuro del tipo di messaggio sociale contenuto nella mia arte, ammesso che ve ne sia uno. A dire il vero io non intendo trasmetterne alcuno”.

Sono andata alla GAM perché avevo molto sentito parlare di questa esposizione, che ho trovato interessante, anche se credo che non valga 13 euro per l’ingresso, perché è costituita quasi unicamente da bozze e disegni di studio; sono però rimasta piacevolmente colpita da un’altra artista che espone in questo stesso periodo nel museo: Cecily Brown, pittrice britannica contemporanea. I suoi enormi quadri sono carichi di colori, vitalità ed energia; a prima vista possono sembrare rappresentazioni astratte ma, guardando meglio, emergono tra le pennellate figure umane, scene di vita quotidiana, soggetti erotici che si confondono in mezzo alla nebbia di colori sovrapposti. La pittrice prende spunto dall’esperienza espressionista, ma in modo originale e creativo. Consiglio a chiunque ne avesse la possibilità specialmente di visitare l’esposizione di questa pittrice, che terminerà il 1 febbraio 2015.

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