UN NUOVO GRANDE TEATRO: IL REGIO

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La decisione di costruire un vero e grande teatro d’opera a Torino, a imitazione delle altre capitali dell’epoca, risale all’inizio del XVIII secolo quando il Ducato di Savoia si trasformò in Regno di Piemonte e Vittorio Amedeo II decise di commissionare all’architetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un nuovo grande teatro. L’intento venne però realizzato e perfezionato solo qualche anno più tardi da Carlo Emanuele III il quale, in seguito alla morte di Juvarra, scelse di affidare il progetto all’architetto Benedetto Alfieri con la richiesta di progettare un edificio di grande prestigio. Il «Regio Teatro» di Torino venne inaugurato il 26 dicembre del 1740. Il teatro era strumento di rappresentanza e celebrazione della stabilità del potere. Il legame con la corte è sottolineato anche dalla possibilità per la famiglia reale di recarsi da Palazzo Reale a teatro senza dover uscire in strada, attraverso la galleria del Beaumont (oggi Armeria reale) e il palazzo delle Segreterie (oggi Prefettura).

Ogni stagione aveva inizio il 26 dicembre e si concludeva con la fine del Carnevale. Il Regio vanta centinaia di prime rappresentazioni fra le quali si annoverano Manon Lescaut e La Bohème di Giacomo Puccini, Salomé di Richard Strauss e la falsa prima scaligera di Giselle avvenuta invece a Torino il 26 dicembre 1842.
Il nuovo teatro poteva contenere 2.500 spettatori e la sua sala era considerata la più grandiosa d’Europa. Diversamente dai teatri francesi, il Regio non disponeva di sedili fissi, ma di sedie che potevano essere spostate dal pubblico: il Teatro non costituiva solo la sede degli spettacoli, ma anche un luogo di incontro in cui ci si poteva ritrovare per conversare, mangiare o giocare d’azzardo.
I disegni preparatori e le incisioni consentono di osservare alcune caratteristiche innovative del Teatro, come la cavità sotto l’orchestra per migliorare la resa acustica, l’orientamento obliquo dei palchetti verso il palcoscenico e la disposizione dei cinque ordini di palchi sormontati dalla piccionaia. All’interno del Regio vennero aperte anche botteghe, come la «bottega de’ rinfreschi» e quella delle «galanterie», appaltate dalla Società dei Cavalieri.

Durante l’occupazione francese di Torino il Regio cambia nome più volte rispecchiando gli eventi storici: nel 1798 diviene Teatro Nazionale, nel 1801 Grand Théâtre des Arts e nel 1804 Théâtre Impérial, nome che mantenne fino al 1814. Nel clima moralizzatore degli anni repubblicani è abolito il gioco d’azzardo; in repertorio continuano a esserci opere italiane, con libretti rimaneggiati più o meno superficialmente in senso giacobino. Con la caduta di Napoleone e il ritorno dei Savoia sul trono di Torino si ritornò anche al Regio Teatro.

Sotto Carlo Alberto la sala riceve un’impronta neoclassica; vengono introdotte alcune novità nella programmazione: si passa alla stagione di Carnevale-Quaresima, articolata in cinque o più opere, non più scritte appositamente per il Teatro. Inoltre a partire dal Barbiere di Siviglia rossiniano (1855), il Regio si apre all’opera buffa.

Nel 1870 la proprietà del Regio passa al Comune di Torino; in questi anni la storia del Teatro si intreccia con quella dell’Orchestra Civica e dei Concerti Popolari ideati da Carlo Pedrotti, il quale apporta forti innovazioni nel repertorio introducendo nella programmazione la musica di Wagner e Massenet.

La notte tra l’8 e il 9 febbraio 1936 segna un evento drammatico nella vita culturale e musicale torinese; un furioso incendio distrugge la sala e il palcoscenico del Teatro Regio. Saranno necessari quasi quarant’anni per la sua ricostruzione. Il bando di concorso, pubblicato nel 1937, viene vinto dagli architetti Aldo Morbelli e Robaldo Morozzo della Rocca. Il loro progetto, tuttavia, non si sarebbe mai concretizzato poiché i bombardamenti del 1942 e ’43, durante la seconda guerra mondiale completano la rovina; solo nel 1966, dopo alterne vicissitudini viene affidato il progetto per la ricostruzione all’Architetto Carlo Mollino e all’Ingegnere Marcello Zavelani-Rossi. Una grande e artistica cancellata scorrevole in bronzo, opera di Umberto Mastroianni a titolo Odissea Musicale, chiude l’atrio d’ingresso principale. Il nuovo complesso teatrale è stato concepito e realizzato con le più moderne tecnologie e abbandonando la funzione esclusiva di sala da spettacoli.

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Il nuovo Teatro Regio, ricostruito nello stesso luogo del precedente in Piazza Castello, anche se con diversa dislocazione, rimane armoniosamente inserito nel contesto architettonico dell’antica piazza. È stato ufficialmente inaugurato la sera del 10 aprile 1973 con l’opera I Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi. Da quella data l’attività produttiva si è progressivamente incrementata, fino alle ricorrenze che ne hanno segnato la storia degli ultimi anni: nel 1990 il 250° anniversario dalla sua fondazione, nel 1996 il centenario dalla “prima” assoluta della Bohème in diretta tv, nel 1998 per i 25 anni del nuovo teatro. Alla Stagione d’Opera e Balletto, che prevede almeno dieci titoli da ottobre a giugno, si affiancano molte altre attività: concerti sinfonico-corali e cameristici che vedono impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio; una serie di spettacoli allestiti al Piccolo Regio e destinati al nuovo pubblico e alle famiglie; manifestazioni organizzate in collaborazione con le istituzioni locali come Torino Settembre Musica, Torino Danza, Regione In Tour, Punto Verde Giardini Reali. La Scuola all’Opera, fitto calendario di attività e spettacoli destinati a bambini e ragazzi.
Il Teatro Regio a oltre un quarto di millennio dalla sua fondazione continua ad essere, con la sua attività, testimone della storia e degli eventi di Torino, dell’Italia e dell’Europa.

di Valentina Ribba

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