In seduta comune

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Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.

La nostra Costituzione è figlia delle lotte partigiane, della voglia di libertà dopo anni di guerra, di cambiamento; la Repubblica non la fondano quattro sopravvissuti al Fascismo, la votano gli italiani il 2 giugno 1946, sebbene tale Referendum porti con sé ancora dubbi. Il 1 gennaio 1948 Enrico De Nicola viene nominato primo Presidente della Repubblica italiana, l’unico ad essere  stato eletto al primo scrutinio, un monarchico, un uomo del Sud Italia, che nel maggio dello stesso anno si dimise, in occasione delle nuove elezioni parlamentari del Presidente. L’articolo 84, parte seconda della Costituzione italiana traccia le linee di chi possa candidarsi a ruolo di garante della Repubblica italiana.

Il Presidente è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.[…] L’elezione del Presidente ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

La scelta delle figure successive a De Nicola non è stata certo semplice: l’articolo 84 dà indicazioni in merito a chi possa, l’articolo 83 spiega come debba avvenire l’elezione del Presidente; ma chi scegliere è una questione profondamente politica.

Il 29 gennaio 2015, a sessantasette anni dalla prima votazione per la carica più alta dello stato, è iniziato l’iter costituzionale che ci porterà un nuovo Capo dello Stato.
Il dodicesimo, poiché Napolitano è stato eletto due volte. Egli dovrà garantire la costituzionalità delle leggi che promulgherà, rappresenterà la Repubblica, dovrà adempiere ai suoi compiti, Art. 87, titolo II parte seconda della Costituzione.

Dal 29 gennaio il Parlamento italiano cerca qualcuno che per sette anni sieda sul più alto dei Colli ricordando che:

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

Dopo undici Presidenti, tra i quali Luigi Einaudi, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone e Sandro Pertini, tutti eletti minimo alla quarta votazione, potremo certamente trovare qualcuno che conosca la Costituzione e la Repubblica e che possa applicare l’articolo 54, parte prima titolo IV:

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

E chissà che non si realizzi quanto disse una volta proprio Sandro Pertini:

C’è poco da ridere, onorevoli colleghi. Anche una donna può diventare Presidente della Repubblica, sapete?

Cecilia Marangon

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