Esami. Esami? Esami!

Di Mauro Antonio Corrado Auditore

Come ogni anno, già agli inizi di gennaio si profila il fantasma della sessione, come gli studenti sono ormai soliti chiamarla. Summa del senso di essere dell’università, la sessione d’esame mette sempre a dura prova pazienza e tranquillità di noi studenti. Paura, delirio e sovrumani sforzi mentali colmano i giorni, sempre meno di quanti se ne vorrebbero, che separano dalla data del primo esame. Pochi gli studenti tranquilli, che studiano sempre, e temono comunque il giudizio, timorosi di guastarsi la media. Altri, inspiegabili, raggiungono i tre giorni prima dell’esame, leggono i libri di testo una sola volta in quelle settantadue ore, e convinti di non combinar nulla, portano a casa un gioioso 27. E poi ci sono tutti quelli che fanno progetti, che calcolano tempi, pagine al giorno, immemori delle leggi di Murphy, che vedono i loro piani condannati a essere stravolti mille volte, da fattori interni ed esterni.
Tutti a controllare, giorno dopo giorno, il sito di UniTo, in atto di pura e maniacale paranoia, controllando giorno per giorno le date degli esami, aspettando che sblocchino la prenotazione. Anche se c’è scritto a caratteri cubitali, il giorno in cui apriranno le prenotazioni, si controlla lo stesso.

E il giorno d’apertura, finalmente… Il sistema malfunziona! E naturalmente, nella maniera peggiore possibile, al momento peggiore possibile. Linee intasate, errori di caricamento, pagine non disponibili e dio sa che altro. I più fortunati ci spenderanno solo minuti, altri iniziano un calvario lungo giorni.
Prenotato l’esame, si comincia a cercare di capire dov’è l’aula, che in caso di uno scritto può benissimo essere la 34 di palazzo nuovo, tutti tranquilli, posti a sedere, al limite se non ci sta tutti ci si mette in due turni. Ma nel caso di un orale… Apriti cielo. Ci sono posti di cui si ignora anche l’esistenza, da cercare in preda alla disperazione tra sito di UniTo e Google Maps, e naturalmente, l’esame ti tocca farlo lì. Arrivi alla mattina, con la tensione tangibile in mente e corpo, insieme a un numero improponibile di persone pigiate in un’auletta, per rispondere all’appello. L’ansia impenna ulteriormente quando scopri che il tuo turno è tra sei ore, o addirittura il giorno dopo, in un’altra aula magari. E ognuno prova a reggere e reagire a modo suo; da questo punto in poi non è più storia di tutti, ma il caso particolare di ognuno di noi.

L’esame, fallito o superato, non è però la sola cosa che popola la mente di uno studente nei freddi giorni di gennaio. L’università fa coincidere anche una quantità di scadenze amministrative in queste settimane. Giusto per metterci altro nella testa e incentivare al crollo nervoso, che sia mai restar sani di mente.

Nello specifico, il 30 gennaio è scaduto il termine per compilare il piano carriera, per decidere esattamente che esami dare nel proprio percorso, per decidere del proprio futuro. Insomma una di quelle decisioni da niente.

E sarebbe scaduto anche il termine di consegna delle dichiarazioni ISEE.
Ma galeotto è stato il sistema burocratico. I CAF, che avrebbero dovuto compilarlo, non hanno ricevuto il nuovo modulo dall’INPS, e ad oggi ancora mezzo corpo studenti attende di compilare il proprio. Insperatamente, UniTo ha deciso di venire incontro all’emergenza. Termini prorogati fino al 16 Marzo. Meno male, ce ne si preoccupa poi, a esami archiviati. Sperando per allora che gli intoppi si siano risolti, e che si faccia in tempo. Per gioia di molti, andiamo verso le aule con un peso in meno sul cuore.

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