Quando il corpo diventa una tela – Lesbica non è un insulto

di Chiara Dalla Longa

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Martina Marongiu, classe 1987 , è una ragazza torinese che due anni fa ha dato vita ad un progetto riscuotendo un discreto successo prima in Piemonte e poi in parte del Nord Italia, dal nome che sembra già essere tutto un programma: “Lesbica non è un insulto”.

Il corpo non è protagonista ma fa da sfondo, funge da tela, è il mezzo attraverso il quale queste ragazze vogliono diffondere il loro messaggio.

Nel giugno 2013 il debutto è stato in occasione del Festival di liberazione sessuale “Plaza del Sexo” a Torino, ma il grande impatto con il pubblico è stato a Paratissima 2013, una delle manifestazioni d’arte contemporanea più visitate d’Italia dedicata a giovani talenti. La fotografa si è posizionata tra i primi 15 artisti su 600 parecipanti, risultato che ha colpito Martina in quanto il pubblico di questo evento è vario e non composto principalmente da soggetti predisposti a comprenderne il messaggio, come avveniva per le sue precedenti esposizioni.
“Lesbica non è un insulto” , è bene ricordarlo, è interamente autofinanziato e fino al 17 febbraio conterà sull’aiuto di sostenitori tramite la campagna di crowdfunding realizzato su www.becrowdy.com/lesbica-non-e-un-insulto  .

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Martina Marongiu ci ha concesso una breve intervista dove ha potuto illustrare la nascita e gli scopi del suo progetto fotografico.

Quando e perchè ti è venuta in mente l’idea del progetto Lesbica non è un insulto? Da cosa è partito il tutto?

Il progetto è nato a Torino nel 2013 da una mia idea e dalla collaborazione di altre quattro amiche di vecchia data: Fabiana Lassandro, Dunja Lavecchia, Morena Terranova e Letizia Salerno. Avevo terminato da poco un corso di fotografia e ho scoperto un progetto fotografico di Liora K, una fotografa statunitense, le foto erano state scattate a donne che avevano subito violenza e che si erano fatte fotografare con un messaggio rivolto al proprio aguzzino scritto sul proprio corpo. Ho pensato di utilizzare la stessa tecnica per un altro scopo, ovvero sfruttare il corpo come se fosse una tela per ospitare un messaggio, una frase diretta che aiuti l’osservatore a ragionare sui luoghi comuni che riguardano l’omosessualità femminile nell’Italia di oggi.

L’obiettivo principale che ti sei posta fin dall’inizio qual è stato? Credi di averlo raggiunto?

Devo essere sincera, è iniziato un po’ tutto per gioco e non mi sarei mai aspettata di continuare ad occuparmi del progetto dopo già due anni dalla sua creazione. Inizialmente non avevo un obiettivo preciso, avrei voluto esporre le foto il più possibile e far conoscere il progetto. Per ora è un traguardo che stiamo raggiungendo, ma nel frattempo ci siamo anche poste nuove sfide come il progetto di crowdfunding!

Il nuovo progetto AMEN: di cosa si tratta e quando verrà esposto?

Con AMEN abbiamo voluto dare visibilità all’omosessualità femminile censurata in molti ambiti e mai menzionata in quello religioso. Abbiamo deciso di affrontare questo argomento perché la religione cattolica è una matrice culturale di grande rilievo in Occidente che ha permeato il contesto in cui siamo cresciute e in cui tuttora viviamo. Vogliamo mettere in luce la duplice discriminazione subita, in quanto donne e in quanto lesbiche. Con AMEN intendiamo porre l’accento sull’ambito discriminatorio religioso, appropriandoci di una parola molto utilizzata nei testi sacri e utilizzandola come simbolo per comunicare la propria esistenza. AMEN vuole comunicare che le lesbiche esistono, sono sempre esistite, e che non c’è peccato nell’amore. Ed è un messaggio per le donne lesbiche che si riconoscono nella religione cattolica e che vogliono riappropriarsi di questo termine così simbolico.
AMEN è già stato esposto a Paratissima 2014 ed è attualmente in via Baretti a Torino al BarettiBis.

Prossime iniziative, eventi, esposizioni?

Una volta concluso il crowdfunding – manca qualche giorno – abbiamo in programma di andare a Genova nel mese di marzo, mentre ad aprile – maggio saremo a Reggio Emilia. Attualmente la nostra ultima foto AMEN è esposta in centro a Torino.

Martina Marongiu e le  modelle
Martina Marongiu e le modelle

Gli eventi e le esposizioni, come ha già detto Martina Marongiu, continuano: per rimanere aggiornati sulle prossime iniziative il loro sito è http://lesbica-non-e-un-insulto.tumblr.com .

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