I due volti di Scanio Libertetti, protagonista di “The Repairman”. Intervista a Daniele Savoca e Francesco Scarrone.

Il lavoro dell’aggiusta-tutto è difficile perché molto spesso è più semplice rimpiazzare qualcosa piuttosto che ripararla. Lo sa bene Scanio, protagonista di “The Repairman” – in anteprima il 19 e 20 febbraio al cinema Fratelli Marx di Torino, il 22 febbraio al cinema Portici di Fossano e dal 26 in tutta Italia – che dopo una vita trascorsa ad aggiustare macchinette del caffè si ritrova, improvvisamente, a dover ricomporre la propria vita, raccogliendone i pezzi e tentando di rimetterli insieme.

BG_The%20Repairman%20movie%20Still%2025Scanio Libertetti è un personaggio moderno, incastrato in situazioni difficili da sopportare e sottoposto a mille prove dettate dalla vita di tutti i giorni: un affitto da pagare, responsabilità lavorative, vita sentimentale complicata e mille disavventure. Scanio e il suo impermeabile giallo per proteggersi dalle intemperie nella terribile casa diroccata presa in affitto. Scanio e la sua bontà genuina ed incondizionata, il suo modo di porsi di fronte agli avvenimenti, il suo tentativo di rimettere in piedi una vita tutt’altro che semplice. Scanio e il grande amore; Scanio e gli amici che sembrano non capirlo; Scanio e una patente che, improvvisamente, viene prosciugata di tutti i punti.

Chi è, però, Scanio?

L’ho chiesto a chi, questo personaggio, l’ha visto nascere e crescere sullo schermo, i due “padri” del protagonista di “The Repairman”. Uno è Daniele Savoca, che presta il suo corpo e le sue grandi doti di attore; l’altro e Francesco Scarrone, che ha dato a Scanio una voce, una personalità, un’anima. Attore e sceneggiatore a servizio di un personaggio che non delude e al quale ci si affeziona rapidamente.

  • Come è nata l’idea di questo personaggio? E’ ispirato ad una persona reale o è frutto di immaginazione?

Francesco: “La sceneggiatura è stata scritta a quattro mani con il regista, Paolo Mitton, quindi è, già alla base, un sunto di idee, situazioni, personaggi che arrivano da due mondi mentali. A questo poi aggiungiamo come minimo il lavoro di Daniele, che è stato uno stravolgimento. Rispondo per quel che era Scanio sulla pagina morta della sceneggiatura e posso dire che Scanio non è né me né lui. Parte, questo sì, da un impulso che entrambi abbiamo sentito. Io sono laureato in diritto internazionale, Paolo in ingegneria: due carriere da liberi professionisti, da colletti bianchi in un ufficio ed entrambi abbiamo combattuto una battaglia contro questo, contro l’idea di sentirci imprigionati in un ufficio e sentire una cravatta attorno al collo come un cappio. Questa scelta è stata spesso mal giudicata da persone vicine e lontane, ma noi avevamo la nostra ricerca della felicità da portare avanti. Quindi, sì, c’è una fuga dalle convenzioni, da un modo di vivere convenzionale, che ritrova nel personaggio di Scanio. Riparatore che sogna di diventare inventore. Lo scopo non è il lavoro, ma il bisogno di una ricerca di serenità personale che passi attraverso canali che solo tu conosci. Il bisogno di tapparsi le orecchie davanti ai suggerimenti o le pressioni degli altri. Forse per questo Scanio sembra un pesce in un acquario, perché è il suo unico modo di sopravvivere. Questo, forse, è il tratto più caratteristico e autobiografico che il personaggio ha condiviso con me e Paolo. Si aggiungono poi elementi reali e non, storie vissute e altro, ma alla fine il personaggio deve vivere di vita propria. La cosa buffa, però, è stata che a mesi di distanza dalla realizzazione mi è capitato veramente di vivere un’esperienza simile a quella del protagonista. Mi sono anche un po’ spaventato! Mi sono detto: “Mi starò mica trasformando in Scanio?”.Questo è stato divertente, perché non è stato l’autore a creare il personaggio, ma il personaggio a creare il suo autore.”

  • Quali altri personaggi hai inventato? In che modo le persone che conosci ti hanno influenzato?

Francesco: “Quanti personaggi ho inventato nel film? Accidenti, bella domanda! Non ricordo, francamente. Alcuni sono ispirati a persone reali, più o meno, altri sono inventati di sana pianta. Le persone che ho intorno influenzano me ed io influenzo il mio processo creativo, questo sì. Ma non solo le persone, anche le situazioni, le cose, le sensazioni, soprattutto nella narrativa… In realtà possiamo scrivere solo di cose che consociamo! Ti faccio un esempio: se descrivo un omicidio e il senso di colpa che ne consegue, a meno che non sia un assassino, si dà per scontato che non possa sapere cosa provi esattamente il personaggio. Devo fare uno sforzo di immedesimazione, devo ricreare in me stesso, o riscoprire, delle sensazioni che in qualche modo mi siano appartenute e che si avvicinino il più possibile a ciò che sente il personaggio in quel momento. Senza una capacità di immedesimazione, di ricreare cose che comunque ti appartengano, non puoi essere onesto, e senza onestà il lavoro suona vuoto.

  • Questa può essere considerata, insomma, la genesi dei personaggi e, in generale, dell’intero lavoro. Daniele, come sei venuto a conoscenza di questo progetto?

Daniele: “Sono venuta a conoscenza del progetto grazie ad una serie di tempistiche perfette ed eventi: Fabio Marchisio (Co-Produttore), YouTube, la fiducia di Mitton nel lavoro dell’attore e nel suo possibile cambiamento. Fabio era compagno di Paolo alle superiori e mio compagno alla scuola del Teatro Stabile di Torino. In questo modo ci siamo incontrati e c’è stata subito grande compatibilità, stesse idee sulla recitazione, sulla fotografia, sulla scrittura. Leggere il copione è stato un vero piacere; la geniale collaborazione alla scrittura con Francesco mi ha dato sin dalla prima lettura la possibilità di identificare tutti i personaggi. Ognuno aveva un’identità, ognuno aveva un suo modo di parlare e tutti “parlavano”, nel senso che le battute erano vere, senza cliché. Bellissimo!”

  • Daniele parla di battute vere, di una vera personalità dei personaggi. Francesco, una volta creato come hai capito che era quello giusto per il tuo lavoro?

Francesco: “Non credo di poter dire che ad un certo punto abbiamo trovato un personaggio ed abbiamo detto: “E’ lui, Scanio deve essere in questa maniera!”. Il personaggio è nato da atteggiamenti, da modi di essere che ci sono sembrati normali; è stato il frutto delle reazioni a delle situazioni. Scanio è un personaggio complesso, perché è un personaggio in bilico tra mondi diversi. Ci si può vedere la costanza di una persona che persegue i suoi ideali, ma al tempo stesso l’incapacità di intessere relazioni sociali compiute. Talvolta sembra un perdente ed uno che subisce la vita incapace di reagire, eppure in certi momenti sa confrontarsi con le difficoltà. Ti fa arrabbiare, ma ti affezioni; vorresti che reagisse di più, ma poi apprezzi la sua capacità di relativizzare e non drammatizzare le situazioni. La cosa mi piace molto perché credo che molte persone possano rivedersi in Scanio. In fondo, ogni persona è così: siamo ricchi di contrasti, siamo tutto e il contrario di tutto.”

  • A lavoro concluso, Scanio è apparso sul grande schermo come l’avevi immaginato oppure no?

Francesco: “Mi chiedi se Scanio è diverso da come lo avevo immaginato? Chiaramente sì, altrimenti saremmo qui a dire che gli attori non servono a niente. Invece, viva Iddio, gli attori ci sono e servono a qualcosa! Abbiamo avuto la fortuna di avere un cast stratosferico a livello di bravura; Daniele è uno dei migliori attori in circolazione, ma penso a tanti, tanti BG_The%20Repairman%20movie%20Still%2014altri. Anche in questo il merito è stato di Paolo che durante il casting ha spinto perché scegliessimo attori bravi anche per piccoli ruoli. Daniele ha impresso al personaggio qualcosa di tutto suo e particolare; è bravissimo, riesce a far recitare il suo corpo in una maniera incredibile. E’ riuscito a modificare il suo modo di camminare, ha preso non so quanti chili! Non è l’attore all’italiana “caciarone” a cui siamo abituati, ha davvero una tecnica incredibili; lavora di sottrazione e ristrutturazione del personaggio. Devo dire che la leggenda vuole che mi spiasse per giorni e giorni per ispirarsi ad alcuni miei strani movimenti, ma lui continua a negare dicendo che è completamente diverso. Lasceremo giudicare gli altri.”

  • Daniele, ora chiedo a te come è andato l’incontro con Scanio.

Daniele: “Io e Scanio ci siamo trovati a poco a poco, leggendo e rileggendo, senza fretta. Ho lasciato che lui mi aiutasse a trovarlo per poi uscire allo scoperto qualche giorno prima delle riprese. E’ stato un lavoro complesso, molto lungo; ho dovuto lavorare sulla postura, sulla mimica sul respiro e sul fisico. Mi ha anche fatto prendere dieci chili, maledetto!”

  • Dieci chili? Scanio ti ha segnato veramente, allora! Oltre a tutto questo lavoro ritrovi in lui, oppure no?

Daniele: “Di me Scanio ha ben poco, le cose che ci accomunano sono il suo lavoro e il suo credo. La riparazione, il riutilizzo e l’inventiva. In un mondo dove tutti buttano pur di non aggiustare, lui cerca di recuperare per non sprecare.”

  • A lungometraggio concluso, Francesco, avresti mai detto che il tuo lavoro sarebbe diventato un film?

Francesco: “Abbiamo scritto l’intera opera affinché lo fosse, non è stato un adattamento di un qualche lavoro pensato in maniera diversa. Ci siamo seduti a tavolino e abbiamo deciso di fare un film; ci speravo, ma non so quanto ci credessi. All’inizio sì: quando siamo partiti ci credevo, poi le difficoltà avanzano. Diciamo che è stato merito di Paolo se alla fine ho continuato a crederci anche io, perché lui era così determinato che la sua determinazione non mi ha fatto traballare e vacillare. Da sempre ha detto di voler fare un film e l’ha fatto. Credo che sia un bellissimo esempio ed una bella risposta a tanti interrogativi che affliggono le persone in Italia al giorno d’oggi; siamo spesso affetti dalla “sindrome del piagnisteo” e lui è la dimostrazione che quando si ha la temperanza si fa quello che si vuole tutto è possibile.”

Di Alessia Alloesio

Una clip tratta dal film:

Sito Web: http://www.vivalareparacion.it/

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...