Quante fotografie vengono scattate ogni giorno?

di Chiara Dalla Longa

Se si vuole pensare al principio, quando nei primi anni dell’Ottocento Thomas Wegwood iniziò a sperimentare gli effetti del nitrato d’argento e le sue reazioni alla luce o quando Niépce studiò l’utilizzo della camera oscura e l’impiego della litografia e dell’eliografia per arrivare al primo scatto nel 1826, ci si chiede se l’approccio, il bisogno e il concetto stesso della fotografia siano cambiati nel tempo e come.
Agli albori scattare una fotografia e riuscire a imprimerla su carta richiedeva un tempo infinito se si pensa ai millesimi di secondo che oggi passano tra la chiusura e la riapertura dell’otturatore di una fotocamera digitale e ai pochi minuti tra un click e l’altro per la stampa dell’immagine. Nata come necessità per riprodurre paesaggi e come ausilio per pittori, il suo concetto e la sua essenza si è evoluta negli anni in quanto venne considerata un’arte qualche decennio dopo la sua invenzione.
Prendendo in considerazione il fatto che con la fotografia analogica scattare e stampare fotografie comportava un alto costo di denaro e tempo (per realizzare i primissimi scatti l’artista impiegava circa otto ore), è possibile pensare che oggi chi utilizza la fotografia digitale, immediata e il cui costo è decisamente basso, lo faccia con la stessa intenzione e dedizione sapendo che è possibile eliminare uno scatto “sbagliato” senza sprechi e in pochissimo tempo? C’è il rischio che scattare una fotografia sia ora visto come un monotono atto di routine, privato del suo iniziale senso di importanza nel rendere eterno un momento.
Si assiste al capovolgimento dello scopo, infatti, spesso, oggi si scatta per condividere e non per rendere proprio un soggetto, necessità fortemente sentita nell’800.
Ogni giorno milioni di fotografie vengono scattate e condivise sui server dei siti più popolari come Facebook, Twitter, Instagram, ecc, ma se guardiamo solo “Flickr”, il più gettonato tra quelli dedicati solamente alla fotografia, i dati risalenti al 2011 ci mostrano che ogni minuto vengono uploadate 4733 foto, l’equivalente di quasi 7 milioni al giorno, senza contare che probabilmente oggi, 4 anni dopo, con la sempre maggiore diffusione di smartphone e la più facile accessibilità a strumenti fotografici possa essere aumentata l’importanza di questi numeri.

DailyPhotosUploadedShared_KPCB
Prendendo atto di questi dati possiamo considerare la fotografia svalutata o rafforzata?
Dal fatto che quest’arte sia accessibile ai più è possibile trarre vantaggi e vederne gli aspetti positivi o ciò comporta una svalutazione di quello che prima dello sviluppo della “fotografia di massa” era considerato d’élite?
Su queste considerazioni Erik Kessels, pubblicitario, gallerista, editore, collezionista e artista olandese del 1966 ha dato vita a “24 hrs in photos” nel dicembre 2011.
In una delle stanze dedicate alla sua mostra nel museo Foam di Amsterdam egli ha stampato tutte le fotografie caricate sul sito “Flickr” in 24 ore (più di un milione) e le ha scaricate a terra e lasciate lì, ci si può camminare sopra, vederle e sfogliarle.
E’ la visione di ciò che è lo spazio che noi siamo abituati a vedere espresso in ‘megabyte’, la quantità innumerevole di prodotti ‘artistici’ o meno si realizza davanti ai nostri occhi e non possiam fare altro che pensare.

24 HRS IN PHOTOS - Foam Amsterdam   24hrs_of_photos
24 HRS IN PHOTOS – Foam Amsterdam

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