Vivere per recitare o recitare per vivere?

La possibilità di vivere la vita attraverso gli occhi di qualcun altro, anche se per poco, il contatto diretto con il pubblico, l’adrenalina che precede la messinscena, le estenuanti giornate passate a provare e riprovare, e poi la soddisfazione immensa nel sentire quel tanto agoniato applauso. Non è difficile capire perchè la recitazione e il teatro suscitino tanta passione in chi li vive ogni giorno.
In una società sempre più fredda e impersonale, dove la rappresentazione della vita sembra necessariamente passare attraverso le luci azzurrine del monitor di un computer, c’è ancora spazio per una forma d’arte così radicalmente viva e personale quale è il Teatro? Ne parliamo con Giulia, studentessa 26enne di Lingue, che ormai da qualche anno alla carriera universitaria affianca quella di attrice teatrale e doppiatrice.

Marco:Da dove nasce la tua passione per il teatro?
Giulia:Mi è sempre piaciuto sin da piccola: recitare, immaginare, sono sempre stata una bambina molto fantasiosa.. a scuola ero sempre distratta.
Mia mamma mi ha incoraggiata insistendo per farmi seguire un corso di recitazione, ma a causa della mia timidezza, all’epoca non me la sono sentita. E’ stato solo più avanti, durante i primi anni dell’Università, che mi sono riavvicinata al teatro, per non allontanarmene più.

M:Quali corsi di recitazione hai frequentato e come li hai scelti?
G:Il mio primo approccio è stato nei confronti del doppiaggio, ho frequentato il corso triennale di doppiaggio dell’ODS (Operatori Doppiaggio Spettacolo). Poi ho voluto perfezionarmi come attrice e ho seguito il corso della Scuola di Recitazione Sergio Tofano e attualmente ho passato le selezioni per entrare al Corso Professionale di Danza Jazz Musical che si svolge presso il Teatro Nuovo di Torino con la borsa di studio dell’Unione Europea, perchè volevo avvicinarmi anche al mondo del canto e specialmente a quello del musical e approfondire gli studi di danza.

M:Per quale motivo hai scelto proprio il doppiaggio per iniziare?
G: In realtà è stato un caso: come tanti studenti universitari, mi trovavo ad un punto incerto della mia vita e cercando corsi formativi a Torino mi sono imbattuta nell’ODS ed essendo sempre stata affascinata dall’espressività che attraverso il solo utilizzo della voce i doppiatori riescono a trasmettere, ho partecipato ad un seminario che mi ha convinta a lanciarmi in quest’avventura.

M:E poi cosa ha determinato il passaggio al teatro?
G: Studiando doppiaggio, una delle prime cose che si imparano è che non necessariamente un bravo attore è un buon doppiatore, ma per un doppiatore le doti recitative sono imprescindibili, quindi dopo aver portato a termine il corso dell’ ODS ho deciso di concentrarmi sulla recitazione: in primo luogo perchè lo trovavo necessario per migliorare come doppiatrice, e in secondo luogo volevo guadagnare una maggior versatilità, visto che in questo mondo non si vive quasi mai di una sola attività.

M:Confucio diceva ”Fai un lavoro che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. In tempi di crisi è possibile fare della recitazione il proprio lavoro e sperare di vivere di questo oppure bisogna rassegnarsi all’idea che questo rimanga un hobby da praticare nel proprio tempo libero?
G:E’ difficile dare una risposta, però sicuramente ci si prova.Il risultato, in gran parte, dipende dalla determinazione che si ha e dal tempo e dalle energie che si dedicano a quella che deve diventare quasi una ”missione”. Inizialmente sarà indispensabile avere un appoggio economico o un lavoro tradizionale da affiancare alle proprie ambizioni artistiche, successivamente, con un po’ di fortuna e moltissimo impegno, si può sperare di inanellare un lavoro dopo l’altro fino a sostentarsi.

M:In questo ambito, quanto contano la fortuna, la bellezza e le amicizie ”giuste”?
G:Forse sarò un’idealista, ma penso che componenti fondamentali siano il talento e la preparazione; ovviamente è inutile negare che essere nel posto giusto al momento giusto, e magari avere un amico che fa il direttore di casting possano essere degli ottimi incentivi. Lo stesso vale per le caratteristiche fisiche.
Purtroppo non è inusuale in questo ambiente vedersi passare davanti ai provini persone meno talentuose e meno preparate ma ”amiche di”. Certamente è frustrante, ma penso comunque che valga la pena continuare a provare e cercare di farsi valere. Nel mondo dello spettacolo la meritocrazia è un concetto effimero, anche perchè spesso la cosa importante è trovare la faccia giusta, ma prima o poi, il progetto per il quale la ”faccia giusta” è la tua arriva, e allora puoi dimostrare il tuo talento e quello che davvero vali.

M:A livello statale, la tua impressione è che un’attività artistica come quella recitativa, sia incoraggiata o piuttosto che venga ostacolata venendo ritenuta poco seria e relegata al tempo libero?
G: A mio parere per la cultura in Italia si spende poco e male, ma nella mia esperienza personale è stato fondamentale il sostegno offerto a livello europeo.L’Unione Europea supporta attività di questo tipo in modo molto positivo: ad esempio con l’offerta dei corsi professionali gestiti dal Teatro Nuovo e con il Teatro Europeo con la rassegna (http://fondazionetpe.it/)

M:Hai avuto difficoltà a coniugare il tuo percorso di studi con il tempo da dedicare alla formazione attoriale?
G:In realtà no, paradossalmente, una volta capito ciò che avrei voluto fare nella vita, pur avendo meno tempo, ero più determinata a ottimizzarlo. Anzi, ci sono state anche delle interazioni positive tra i due percorsi, per esempio la conoscenza della dizione e della ortoepia sono state molto utili nella preparazione degli esami di linguistica.

M: Consiglieresti a chi condivide questa tua passione di seguire il tuo esempio e provare a trasformarla nella loro attività principale?
G:Consiglio a tutti coloro che hanno la passione della recitazione di coltivarla, però penso sia necessario essere realisti e capire quando la determinazione diventa ostinazione.

O.D.S.: http://www.odsweb.it/
Scuola di Recitazione Sergio Tofano: http://www.scuolateatrosergiotofano.it/cms/
Teatro Nuovo:http://www.teatronuovo.torino.it/

Marco Fassetta

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