Svizzero? No, Novi!

Di Veronica Repetti

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Chissà quante volte alla tv sarete rimasti incantati davanti a un’elegante pubblicità ambientata sulle Alpi, accompagnata da un’armoniosa melodiasuonata al pianoforte, coronata infine dal comparire di particolari barrette di cioccolato in sovrimpressione, con una frase di sottofondo che non lascia dubbi (o forse sì): ‘Svizzero? No, Novi!’.

Partendo dal presupposto che Novi Ligure, luogo di origine dell’omonimo cioccolato, non ha nulla a che fare con le Alpi (che a volte si vedono solo in lontananza se la giornata è particolarmente serena), ho sempre trovato la pubblicità in questione decisamente fuorviante e anche, se permettete, un po’ demenziale.
Il cioccolato Novi è notoriamente di qualità, gustoso e particolare, e per quanto si tratti di un piccolo stabilimento, ha avuto modo di farsi apprezzare ampiamente a livello nazionale.
La sua storia, risale al lontano 1895, anno in cui Gambarotta, azienda produttrice di liquori digestivi, impianta un nuovo stabilimento nel quale produce torrone, cioccolato, mostarda e confetture, proprio con sede a Novi Ligure, cittadina della provincia di Alessandria. Da questa iniziativa nasce nell’ottobre 1903 la FICC (Fabbrica Italiana di Confetture, Cioccolato ed Affini) e successivamente, nel 1936, con l’inaugurazione del nuovo stabilimento, muta nome in S.A. NOVI Cioccolato, Caramelle, Confetti.
La produzione del goloso prodotto della Novi non è sempre stata rosea. Infatti, con l’avvento della I Guerra Mondiale, il prezzo delle materie prime aumentò e la manodopera venne a mancare, perché era chiaramente più importante difendere il paese, piuttosto che produrre cioccolatini. Novi cerca quindi di mandare avanti l’impresa come riesce e nonostante soffra anche nel dopoguerra, nel ’22 vi è finalmente una ripresa concreta: grazie all’arrivo del signor Giacomo Rossignotti, si palesa la necessità di cambiare strategia tagliando i costi, riducendo le scorte, adeguando i prezzi e facendo propaganda commerciale.
Nel 1928 diventa direttore tecnico e amministrativo e sotto la sua ‘guida’ anche durante la grave crisi degli anni ’30, riesce a mantenere saldi i bilanci, anzi li migliora. In quegli stessi anni infatti ci è un salto di qualità: 310 dipendenti, 454 soci e più di 10.000 q prodotti, inoltre il 90% dei macchinari è stato sostituito con attrezzature all’avanguardia. Ormai il ritmo di produzione è intenso e il vecchio stabilimento non risponde più bene alle esigenze. Così, nel ’35, molto in fretta, si costruisce una nuova fabbrica, attrezzata con macchinari all’avanguardia, diventando ben presto l’impianto più moderno d’Italia.
Con la II Guerra Mondiale la Novi si trova di nuovo in difficoltà, venendo addirittura occupata nel ’43, ma sempre sotto la salda guida di Rossignotti, cerca di tenere duro: inventa quella che sarà una delle sue produzioni più fortunate: una crema spalmabile di cioccolato e nocciole, venduta inizialmente in vasetti di vetro e barattoli di alluminio (insomma, gli antipodi della Crema Novi).
Nel ’53 la Novi compie i suoi primi 50 anni e Rossignotti diventa presidente nazionale della neocostituita Unidi (Unione industriali dolciari italiani), mettendo la Novi in una posizione di rilievo in tutta la penisola. Nonostante la gloria, però, inizia un lento declino, che culminerà con la scomparsa, nel 1980, di colui che l’aveva fatta emergere: Rossignotti.
dipendenti novi

Nel 1985, Novi viene assorbita nel Gruppo Elah Dufour e conosce, così, un nuovo rilancio. Il gruppo concentra su Novi le sue produzioni e il marchio Novi viene legato alla produzione di cioccolato. Vi è però un grande nemico commerciale, assolutamente non facile da soverchiare: la Nutella.
Apparentemente imbattibile nel gusto e inattaccabile dal punto di vista dell’immagine, ha però un tallone d’Achille: la qualità degli ingredienti. Così Novi si focalizza sulla genuinità della sua crema spalmabile, eliminando gli oli vegetali aggiunti, concentrandosi sulla qualità dei suoi ingredienti e sulla percentuale in cui vengono immessi nel prodotto (basti considerare il livello di nocciole: Nutella 13% VS Crema Novi 45%).
Detto questo, non voglio convincervi a comprare prodotti Novi, piuttosto che Ferrero, o altre marchi famosi o meno di dolciumi…
Mi basta che voi vi siate fatti un’idea di uno dei pilastri del panorama dolciario piemontese: è un po’ come se aveste vinto il biglietto d’oro per la Fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka, però quella del basso Piemonte, a Novi Ligure.

Fonti: http://www.mark-up.it/la-storia-novi-firma-il-cioccolato-allitaliana/

Novi: crema spalmabile e cioccolata

http://elah-dufour.it/azienda

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