L’unica risposta possibile è collettiva: Studenti Indipendenti

Speciale Elezioni Studentesche 2015

Di Erica Bouvier

L’atrio di Palazzo Nuovo è un marasriservama di persone che vanno e vengono: c’è chi esce, lo zaino in spalla, chi entra trafelato, già in ritardo per la lezione, c’è chi tiene in mano un mazzo di fiori, ormai alla fine del suo percorso…
Al centro di tutto questo frenetico movimento c’è un banchetto, addobbato di cartelloni – alcuni scritti a pennarello, altri stampati – e dietro al quale stanno dei ragazzi. È proprio qui che io mi fermo ed è proprio con questi ragazzi che parlo. Acchiappo una manciata di loro, lasciando gli altri alla distribuzione di volantini e all’accoglienza degli studenti. Guardo un po’ il modo che hanno di approcciarsi con i compagni – sorriso sul viso e voglia di rendere partecipe la carovana di studenti che passa nel corridoio – e capisco che loro, i ragazzi della Riserva Culturale, sono proprio un po’ questo: energia e baraonda, con le quali ti catapultano in un reale dal quale, a volte, ti estranei. È proprio questo uno dei loro massimi obiettivi, mi spiegano durante la nostra chiacchierata, il rendere coscienti gli studenti che l’università è il loro luogo, che dovrebbero creare e rendere più vicino alle loro esigenze, rendendosi conto di avere dei diritti. È il non lasciare che tutto ti piova addosso che, in questi giorni, proprio questi ragazzi intimano a tutti noi.
Ma fermiamoci un secondo e diamo qualche informazione in più. Dopotutto, quello che molti di voi si domanderanno, è chi siano questi ragazzi che ogni giorno si vedono in giro per la sede.
La Riserva Culturale è un collettivo universitario di sinistra, facente parte dell’organizzazione Studenti Indipendenti, aperto a tutti gli studenti e le studentesse delle facoltà umanistiche. Così viene presentato il gruppo sul sito ufficiale di Studenti Indipendenti (www.studentiindipendenti.org), con parole che aprono le porte alla realtà universitaria e a qualsiasi studente che avesse voglia di mettersi in gioco.
Studenti Indipendenti nasce durante il grande movimento studentesco del 2008, la cosiddetta Onda, ed è un coordinamento di più collettivi. Si definiscono “indipendenti” perché, appunto, non sono appoggiati sindacati o altre organizzazioni e non ricevono alcun finanziamento dall’esterno.
Jacopo Calzi, studente in Storia e candidato nella Scuola di Scienze Umanistiche e al Senato Accademico, mi racconta come l’organizzazione di cui fa parte sia costituita da una rete fittissima di relazioni, anche a livello regionale  e nazionale, con altri collettivi e enti di vario genere, in modo che l’informazione sia sempre fresca e condivisibile. I ragazzi con cui parlo mi spiegano, infatti, che è nelle loro massime intenzioni collaborare con organizzazioni specializzate, per far sì che le loro carenze su alcuni temi vengano colmate da chi se ne occupa quotidianamente; le cooperazioni che stanno nascendo con il Collettivo LGBT Identità Unite ne sono un ottimo esempio. Un’apertura nei confronti di altre realtà, a questo punto, mi sembra evidente.
Teresa Piergiovanni, candidata nel Corso di Laurea in Lettere e  nel Dipartimento di Studi Umanistici, sottolinea come il sistema di scambio di informazioni all’interno del gruppo la entusiasmi ogni giorno di più e le dia nuovi stimoli, quindi molte più possibilità di tenersi aggiornata e di confrontare notizie.
La competenza con il quale affrontano le problematiche da loro sollevate mi stupisce, ma capisco in fretta che la loro politica fonda le basi proprio sulla conoscenza approfondita dei temi analizzati: non si tratta di persone che parlano per luoghi comuni o per sentito dire, ma ragazzi interessati che leggono, studiano, analizzano e si confrontano. Jacopo ci tiene a sottolineare la loro idea di miglioramento del sistema universitario in quanto ambiente in cui lo studente vive, cresce e forma la sua personalità e nel quale, dunque, dovrebbe sentirsi tutelato e rappresentato. Il loro programma, infatti, è nato dall’ascolto, durante molteplici assemblee, delle esigenze dei loro compagni, creato nel tentativo di mettere insieme tutte le varie problematiche, sia dei singoli corsi di laurea, sia per ciò che concerne il sistema più in generale. Ecco allora che si spiega il loro slogan: L’unica risposta possibile è una risposta collettiva. Una risposta realizzata insieme, forgiata dalle idee di tutti gli studenti e che quindi non implica una disgregazione dell’individualità, ma una sua concretezza nell’unità, come ci tiene a precisare Corrado Iannelli, candidato nel Corso di Laurea in Lettere e al Dipartimento di Studi Umanistici. Partendo da questi presupposti, la Riserva Culturale ha elaborato un programma per ogni singolo corso di laurea della Scuola di Scienze Umanistiche, in modo che nessuno rimanga escluso dal disegno. Più in generale, la Riserva Culturale si è impegnata ad intraprendere una campagna serrata, all’insegna in primis del diritto allo studio, dunque mirata al miglioramento di servizi come le mense, ma soprattutto ad una tassazione proporzionale al reddito del singolo, in modo che l’università possa divenire economica e accessibile a tutti. Ma il loro elaborato programma prevede anche una massimizzazione degli spazi, quindi a delle aree in cui mangiare e socializzare, e alla richiesta, utile per qualsiasi studente, del prolungamento degli orari delle Biblioteche e Aule Studio. Un’altra battaglia che hanno deciso di intraprendere concerne l’apertura del Piano Carriera per la durata dell’intero Anno Accademico, questione che, effettivamente, è stata centro di dibattiti nell’ultimo periodo. Un altro curioso punto del loro piano è l’istituzione, a Palazzo Nuovo, della raccolta differenziata. Questi sono solo alcuni dei numerosi punti in cui si articola lo studiatissimo programma elettorale degli Studenti Indipendenti, ma lo potete consultare per esteso sul loro sito ufficiale, già segnalato in precedenza.
La mia chiacchierata con loro, comunque, continua ancora per un po’ e rimango contagiata dall’entusiasmo con cui questi ragazzi portano avanti le loro idee, volendo non solo risultare come semplici candidati alla rappresentanza, ma anche come punto di riferimento per gli studenti. Mi raccontano, infatti, tra una risata e l’altra, come si siano ritrovati ad aiutare matricole confuse e lasciate a se stesse, ad inizio anno. Corrado sembra avere particolarmente a cuore la trasmissione del messaggio secondo il quale il collettivo non si occupa solamente di campagna elettorale, ma anche di promozione di incontri organizzati dagli stessi studenti, che possono essere di qualsiasi ambito, e di fornire degli strumenti allo “studente medio” che nell’università attuale risulta essere un mero ospite. È ancora Corrado, infatti, a sottolineare come all’interno dello stesso collettivo non ci siano idee totalmente omogenee, nonostante la linea ideologica sia la stessa: Spesso io e Jacopo siamo i primi ad avere idee in contrasto. Ma questo, secondo i ragazzi, non solo rende il tutto ancora più stimolante e utile, ma deve servire da motore per comprendere l’eterogeneità dei singoli bisogni dello studente.
Alla mia richiesta di riassumere in poche parole la loro linea e il loro obiettivo, Jacopo mi dice, senza esitazione, che il valore più importante è per loro il rendere consapevoli gli studenti dei loro diritti e del fatto che l’università è la loro casa, il loro mondo e che devono, quindi, far sentire la loro voce.
E allora non mi resta che invitarvi a fermarvi, proprio come ho fatto io, al loro colorato ed eccentrico banchetto, per conoscere di persona questi ragazzi e la loro voglia di lasciare il segno.

Ringrazio tutta la Riserva Culturale di Lettere e Filosofia ed in particolar modo Teresa Piergiovanni, Jacopo Calzi e Corrado Iannelli per il tempo che mi hanno dedicato.

Contatti:
www.studentiindipendenti.org
Pagina Facebook: Riserva Lettere e Filosofia
Inoltre i ragazzi sono sempre disponibili per qualsiasi domanda o dubbio al banchetto nell’atrio.

Di Erica Bouvier

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