Tamara de Lempicka: l’arte d’essere donna.

Tamara De Lempicka in una foto di Madame D'Ora Studio (Parigi, 1929ca)
Tamara De Lempicka in una foto di Madame D’Ora Studio (Parigi, 1929ca)

Affermarsi a livello professionale, per una donna degli inizi del Novecento, non doveva essere un’impresa facile. Circondate da pregiudizi maschilisti e spesso relegate al ruolo di “angelo del focolare”, le donne non vantavano indipendenza economica né successo lavorativo. Questo quadro si complicava ulteriormente quando, una ipotetica figura femminile, desiderava imporsi in ambito artistico, trovando sostentamento grazie al proprio estro creativo.

Questa è la regola. Tamara de Lempicka l’eccezione che la conferma.

Tamara Rosalia Gurwik-Gorska all’anagrafe risulta, infatti, un caso unico nel suo genere, in grado di stupire per le moltissime stranezze ed incantare lo spettatore grazie alle bellissime opere all’interno della sua produzione. Nata a Varsavia, probabilmente nel 1898 – luogo e data di nascita sono il primo mistero attorno a questo personaggio, avendo lei stessa dichiarato di essere nata nel 1902 – compie viaggi formativi in Francia ed Italia e si stabilisce poi a San Pietroburgo con il marito, Tadeusz Lempicki. Le sue prime opere risalgono proprio agli anni della giovinezza, durante i quali iniziò a raffigurare nature morte e soggetti floreali, contenuti nei suoi quaderni di illustrazioni. La tecnica utilizzata è quella dell’acquerello, ma verrà presto abbandonata per passare alla pittura ad olio, con la quale produrrà la maggior parte delle opere, caratterizzate dal suo particolarissimo stile artistico. Il primo riconoscimento importante arriva nel 1922 quando per la prima volta una sua opera viene esposta al Salon d’Automne, celebre esposizione annuale nella città di Parigi. Dichiaratamente bisessuale, Tamara aveva raffigurato sulla tela esposta Ira Perrot, sua vicina di casa ed amante.  Trasferitasi a Parigi ma assidua viaggiatrice, soggiorna presso il Vittoriale degli Italiani ospite del poeta Gabriele D’Annunzio. I desideri dei due si rivelano agli antipodi: Tamara vorrebbe incontrare il Vate per poterlo ritrarre, mentre il poeta vorrebbe sedurla; entrambi falliscono, rendendo il loro incontro insoddisfacente per entrambi.

Ritratto di Ira P. (1930)
Ritratto di Ira P. (1930)

La carriera artistica di Tamara decolla, tanto da diventare un’icona di stile del suo tempo. Il giornale “Die Dame” riporta in copertina moltissime sue opere, l’azienda cosmetica Revlon la vorrebbe per la creazione di un nuovo rossetto e le sue rappresentazioni vengono esposte nelle più importanti gallerie del tempo. Nonostante la situazione economica non particolarmente favorevole, Tamara De Lempicka diventa un vero fenomeno sociale, frequenta letterati e personaggi in vista dell’epoca – primi tra tutti Francis Scott Fitzgerald e la moglie Zelda – ed è un’habitué dei locali mondani del proprio tempo. La sua produzione artistica conosce i massimi storici, nonostante i primi problemi di salute: profondamente depressa e tossicodipendente, l’artista riversa le difficoltà nell’arte; lavora moltissimo, ascoltando Wagner a tutto volume. In seguito alla separazione dal primo marito, esasperato dalla difficile situazione, decide si  risposarsi nel 1934 con il barone Kuffner.

Una vita eccessiva e sregolata, trascorsa tra locali e bordelli, ha trasformato Tamara de Lempicka in un’artista “maledetta”, una delle pochissime rappresentanti femminili in una categoria quasi esclusivamente maschile. Ottenuto il successo grazie allo studio della moda

Copertina "Die Dame" con illustrazione di Tamara De Lempicka (1929)
Copertina “Die Dame” con illustrazione di Tamara De Lempicka (1929)

del tempo, con la rappresentazione di abiti e scene particolarmente mondane, l’artista è stata in grado di imporsi come vero personaggio dell’epoca, scardinando le fondamenta della società in cui era inserita e dettando legge in fatto di tendenze. Dalla sua, nonostante questa premessa, si presenta una produzione molto varia; in particolare vengono ricordate le opere legata alla sfera Sacra, personalissime per l’artista. Kizette, la figlia avuta durante il suo primo matrimonio, viene spesso riconosciuta come modella per questo insieme di tele che rappresentano un gusto delicato ed una rappresentazione intima di figure religiose.

Una figura iconica, una raffinatissima artista ed una donna di grande fascino: ecco come potrebbe essere descritta Tamara De Lempicka. In mostra fino al 30 agosto presso Palazzo Chiablese (Polo Reale) nella città di Torino, le sue opere presentano un irrealismo quasi sospeso per figure di donne sensuali e sfarzosi abiti, dipinti con colori saturi e definiti. Una donna estremamente emancipata, spesso considerata scandalosa, ed una fortissima personalità in grado di imporsi e dimostrarsi degna dell’attenzione della critica e del pubblico. Un esempio singolare ed incredibile, insomma, che ancora oggi rappresenta la forza di questa donna e del suo grande talento.

Di Alessia Alloesio

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. alessialloesio ha detto:

    Grazie a te, sono molto contenta di esserti stata d’aiuto! Corri a vederla e fammi sapere se ti è piaciuta 🙂

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  2. La linea d'ombra ha detto:

    Dopo questa recensione penso che correrò a vederla….Grazie mille e complimenti!

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