Funny Girl: Sophie Straw, la comica che la BBC non ha avuto il piacere di vantare

di Giulietta De Luca

Sono gli anni Sessanta, Barbara è una ventenne che vive a Blackpool, dove è nata e cresciuta e dove è appena stata eletta Miss. A Barbara però di essere Miss non importa affatto, perché la sua unica ambizione è quella di trasferirsi a Londra per cercare di intraprendere la carriera di comica, proprio come la sua eroina, Lucille Ball, figura di spicco in molti programmi negli Stati Uniti.

Sembra un’impresa impossibile, perché Barbara è estremamente bella, alta, bionda e formosa e il fatto che voglia diventare famosa utilizzando la sua ironia e non il suo corpo all’agente che la nota pare proprio inaudito. E’ convinto che dopo qualche rifiuto Sophie Straw, questo il nome d’arte di Barbara, cambierà idea e acconsentirà a farsi “ricoprire di vernice d’oro in bikini”, eppure lei lo sorprende venendo scelta per un episodio di Comedy Playhouse, una trasmissione di successo della BBC. E non solo! Quella mezz’ora di comicità viene talmente apprezzata dal pubblico che Barbara (and Jim) diventa una vera e propria serie tv, dando il via alla brillante carriera di Barbara-Sophie.

Sophie Straw, però, nella realtà non è mai esistita, e nemmeno Barbara (and Jim), Bill Gardiner, Tony Holmes, Clive Richardson e Dennis Maxwell-Bishop, gli storici colleghi che accompagnano Sophie nella vita lavorativa e in quella di tutti i giorni. Sono esistiti però Tom Sloan, direttore dell’intrattenimento leggero della BBC in quegli anni, le altre commedie che vengono citate, il Primo Ministro Harold Wilson e la sua segretaria Marcia Williams. Il romanzo è un miscuglio di realtà e finzione, una costante alternanza di personaggi fittizi e persone.

Nick Hornby, affermato scrittore brittanico e autore di romanzi di successo come Non buttiamoci giù, Alta fedeltà e Un ragazzo (da cui è stato tratto il celebre film con Hugh Grant e Nicholas Hoult), fa scaturire dalla sua penna un universo talmente verosimile e dei personaggi talmente ben contestualizzati che è impossibile resistere alla tentazione di cercare qualche nome su Google per appurarne, con dispiacere, l’origine fittizia.

Sembra un mondo tanto vicino – e che magari dovrebbe esserlo ancora di più, perché la maestria di Nick Hornby sta nel farti rimpiangere di non essere nato nell’epoca di cui racconta nel suo libro – e allo stesso tempo incredibilmente lontano, un mondo dove le figure di riferimento sono i Beatles e Twiggy, dove gli omosessuali rischiano il carcere e dove la domanda cruciale che le riviste di gossip pongono alle star di sesso femminile è: “Cosa cucini al tuo ragazzo?”, ma, soprattutto, un mondo dove la comicità è fatta di sketch che adesso ci lascerebbero indifferenti, ancora non intaccata dal linguaggio volgare e dalle gag a sfondo sessuale.

Interessante è uno scambio di battute tra Dennis, uno dei protagonisti del romanzo, e il critico letterario Vernon Whitfield (altro personaggio di fantasia, purtroppo o per fortuna):

« La BBC è piena di corse di cavalli, varietà e gruppi pop che hanno l’aspetto di cavernicoli e parlano come cavernicoli. Come sarà fra dieci anni, fra cinquant’anni? Voi avete già cominciato a fare battute su gabinetti e cose del genere. Quanto ci vorrà perché decidiate che non c’è nulla di male nel mostrare uno che caga, fintanto che nel pubblico c’è una iena pronta a ridere a crepapelle? »

« Io credo che nessuno voglia vedere uno che caga »

« Non ancora, ma verrà il giorno, te lo dico io. Si sente nell’aria. E io, finché avrò fiato in corpo, mi opporrò. »

« Ma per riassumere: tu credi che Barbara (e Jim) stia accelerando l’arrivo di un programma intitolato Trenta minuti sulla tazza del cesso? »

« Io non lo credo, lo so, ragazzo mio. »

Ed è così che arriviamo al giorno d’oggi, dove un programma intitolato Trenta minuti sulla tazza del cesso – sempre che qualcosa del genere non esista già – collezionerebbe milioni di spettatori. Eppure non è una critica al nostro tempo, è soltanto il voler sottolineare il divario che separa ogni epoca da quella passata e da quella futura, una sorta di malinconia data dalla sensazione di aver perso principi morali e senso etico unita alla consapevolezza di essere più avanti sulla strada del progresso. Il tutto condito, naturalmente, da un’ottima trama e da personaggi a cui è impossibile non affezionarsi.

Hornby

Un commento Aggiungi il tuo

  1. fefsmacabre ha detto:

    L’ha ribloggato su fefsmacabree ha commentato:
    Un libro da provare!

    Mi piace

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