Leggere l’amore: i testi del Festival LGBT

[…] è ad Eros che dobbiamo elevare il nostro canto: ad Eros, che nella nostra infelicità attuale ci viene in aiuto facendoci innamorare della persona che ci è più affine; ad Eros, che per l’avvenire può aprirci alle più grandi speranze. Sarà lui che, se seguiremo gli dèi, ci riporterà alla nostra natura d’un tempo: egli promette di guarire la nostra ferita, di darci gioia e felicità. […]

 Sono queste le parole di Aristofane che, nel Simposio di Platone, ci invita ad abbandonarci al caldo abbraccio di Eros. Sembra una storia decisamente azzeccata, infatti, per il Festival LGBTQI, organizzato dal Collettivo Identità Unite: Platone pare raccontare (così, tra amici) di come l’amore sia inequivocabilmente giusto in tutte le sue forme. È proprio per via di una punizione di Zeus, che gli uomini sono stati tagliati a metà e si ritrovano ora, dunque, in continua ricerca del proprio pezzo combaciante di puzzle. Le specie umane, però, erano ben tre: l’uomo, la donna e l’ermafrodito; quest’ultimo aveva caratteristiche di entrambi i sessi. Con questa divisione, Platone sembra volerci dire che è normale l’attrazione dell’uomo puro nei confronti di un altro uomo, perché la metà che Zeus gli ha sottratto era esattamente identica a sé, così come la donna pura vorrà disperatamente ricongiungersi alla sua parte perduta.
È dunque solo l’ermafrodito che è alla ricerca del sesso opposto, per via della sua peculiare natura.
image

Attraverso questo mito platonico, alcuni brani estrapolati dal romanzo Il bacio della medusa di Melania Mazzucco ed una poesia di Saffo gli organizzatori del festival ci parlano: e sì, ci arrivano. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro e l’aggiunta della lettura interpretativa al già di per sé emozionante testo fa scoppiare un lungo, sentito applauso. Una piccola delusione è però il non aver potuto intervenire in un dibattito alla fine delle letture, che sono state seguite dal commiato generale.

Ciò che abbiamo profondamente compreso, anche grazie a Platone, è che sull’argomento c’è sì da pensare, ma forse neanche così tanto, forse basterebbe spingersi verso Eros senza riserve, senza ragionamenti, senza discriminazioni, senza dover per forza stabilire un’etichetta sull’amore.

Abbiamo il piacere, dopo l’esibizione, di parlare con le due lettrici, Martina Tinnirello e Giorgia Detrenis, che ci spiegano che questa è la loro prima Lettura Interpretativa, anche se Martina ha già avuto parecchie esperienze teatrali. Entrambe però concordano su una cosa –Leggere non è affatto semplice.-

Le ragazze ci spiegano che la scelta dei testi non è stata loro, ma degli organizzatori e che per quanto li abbiano apprezzati tutti, alcuni sono stati indubbiamente più significativi di altri –Il Simposio ha dato un senso a tutta l’esibizione. Ci ha emozionato veramente tanto leggerlo e si trovano risposte anche ad alcuni interrogativi che ci perseguitano tuttora, quindi è bello pensare che Platone ci avesse già pensato a suo tempo. Per noi è stato infatti il testo più azzeccato-.

Le due lettrici hanno partecipato al Festival tramite alcune conoscenze organizzative, ma sono ovviamente vicine alla realtà omosessuale dell’Ateneo e dei giovani in generale, avendo trovato un modo costruttivo di proclamarsi contro l’omofobia.

Dopo aver salutato le disponibilissime Martina e Giorgia, incontriamo una delle organizzatrici del Festival:  Eleonora Magnaghi, studentessa di Giurisprudenza di 20 anni.

Lei e il Collettivo di Giurisprudenza, di cui fa parte, hanno ideato i vari laboratori di cui è composta questa prima edizione, dividendosi sapientemente i compiti e riuscendo ad ottenere l’approvazione di UniTo.

L’Ateneo, infatti, ha dato molta disponibilità all’iniziativa, lasciando addirittura lo spazio per la festa conclusiva, che si terrà venerdì sera nella Palazzina Einaudi; quindi, anche se è raro, per una volta le istituzioni sembrano appoggiare eventi di questo genere.

-Sono quasi stupita, anche se è brutto dirsi stupiti di queste cose, che la gente partecipi- ci confessa.

-Questo chiaramente fa piacere a me e a tutti noi, anche perché significa che il tema non è secondario ed è più sentito di quanto pensassimo.-

Anche noi ce ne rallegriamo, e concordiamo con Eleonora nello sperare che questa sia la prima di una lunga serie di edizioni future del Festival LGBT.

Erica Bouvier e Veronica Repetti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...