La Mia Estate Italiana

Estate. Sole. Caldo. Mare.

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E tu… tipico studente universitario che guardi in lontananza bimbi che corrono e ridono sulla spiaggia, adolescenti che giocano nel campo di beach volley, gente che si crogiola al sole. Mentre tu sei seduto tra i tuoi libri a preparare gli esami.

Ma lo studente universitario medio come affronta la sessione estiva d’esame? Qual è la sua tipica giornata?

Anche se non ci sono le lezioni la sveglia è tra le 7 e le 9, come si suol dire: “Chi dorme non piglia pesci!” Molti pedagogisti ritengono che per imparare bisogna iniziare presto. Al mattino sei, secondo gli esperti, ben riposato. Ora, sono sicura che la maggior parte di voi vorrebbe smentire questa teoria; al mattino molti di noi sono assonnati e per nulla contenti di alzarsi dal letto per affrontare ore e ore interminabili sui libri.

Colazione abbondante e dalle 9 alle 10 c’è la corsa in biblioteca per riuscire a raccattare i posti; sopratutto in sessione esame, le biblioteche sono più affollate di piazza Vittorio il sabato sera… Qui sorge il primo problema: non c’è mai abbastanza spazio, tutte le biblioteche e le aule studio sono sempre piene di studenti, non ce ne sono a sufficienza e, ora che Palazzo Nuovo è chiuso, ne sono rimaste ancora meno. Purtroppo ci dobbiamo accontentare di ciò che c’è… Una volta trovato il posto tiri fuori i tuoi libri, gli appunti, penne, righelli, pennarelli, matite e tutto il resto, e, con un armamento che occupa tutto lo spazio e parte di quello del tuo vicino inizi a metterti a studiare.

Ora ci troviamo di fronte a due tipologie di studenti: quello che quando si mette a studiare fa solo quello, non guardando niente e nessuno, e quello più comune, il perditempo. Di questa diffusa categoria di studenti ne abbiamo diversi tipi: c’è quello che ogni tre per due fa pause, quello che si distrae facilmente, quello che è terribilmente curioso di sapere ciò che sta studiando il suo vicino o quello che, se è con i suoi amici e se sta preparando la stessa materia, cerca in continuazione di vedere a che punto sono gli altri finendo così a non concludere niente, o comunque facendo la metà di ciò che doveva fare a fine giornata.

Per pranzo c’è chi esce dalla “prigione” per andare a casa o trovare un luogo e respirare mezz’ora o un’ora e quello che si infligge la tortura addentando il panino sui libri e spargendo briciole sugli appunti.

Chi va via però ha un problema in più rispetto agli altri: il “cambio della guardia“. Sì, perché, come dice il detto, “Chi va a roma perde la poltrona” e così appena liberi il tuo posto trovi un altro studente pronto ad agguantarlo, peggio di trovar parcheggio, considerando che almeno con la macchina devi aspettare che chi c’era prima sgomberi del tutto, mentre con i posti in biblioteca non fai in tempo a togliere il libro e raccattare le penne che già il nuovo occupante ha svuotato la tracolla sul banco!

Così, finito il pranzo, ricomincia l’esodo alla ricerca di un posticino tranquillo per finire di studiare, con una piccola pausa di quindici minuti per la merenda, fino alle 19, quando la biblioteca/aula studio chiude e tu sei costretto a tornare a casa.

Ora la serata si conclude così: prima di cena c’è chi, dopo una giornata di intenso e stressante studio, si rilassa con una corsa o un salto in palestra. C’è chi dopo cena è masochista o ha un esame imminente e torna chino sui libri, chi si rilassa con la TV, il computer o un buon libro e chi esce a divertirsi o semplicemente a prendersi un gelato, ma – Attenzione! – questi ultimi devono rincasare in un orario non eccessivamente tardo: la sveglia al mattino è presto e una sana dormita aiuta la mente ad affrontare una faticosa giornata di studio. Come affermano i neuroscienziati, è proprio l’alternanza di sonno profondo e leggero (rem) a consolidare le esperienze e le nozioni acquisite, perciò niente full immersion notturne, meglio “dormirci su!“… sì, fino a quando, ovviamente, non intervengono i vostri genitori con la domanda: Quand’è che hai l’esame? Così, guardando sul calendario, ti accorgi che manca solamente una settimana al giorno X e allora… via! inizia la reclusione, le nottate tra caffè doppi e pagine di appunti e riassunti, crisi isteriche e gente che guardandosi allo specchio non riconosce più se stessa e che quando parla non capisce la metà delle cose che dice, ma, hey! Siamo tutti sulla stessa barca! Perciò non si può fare altro che REMARE!

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Scriveteci le vostre esperienze e la vostra giornata o le vostre esperienze estive così da poterle condividere tutti insieme. A presto e Buona Estate e Buono Studio a tutti!

di Valentina Ribba

Un commento Aggiungi il tuo

  1. deadmacabre ha detto:

    Raga, però correggeteli gli articoli. Ci sono un bel po’ di errori tipo “Qual’è” del secondo paragrafo!

    Mi piace

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