Contro la violenza sulle donne: prevenzione e azione

di Giulietta De Luca

 

Oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per la quale la Città di Torino ha organizzato una serie di eventi, consultabili qui.

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In onore della ricorrenza, noi di The Password abbiamo deciso di scoprire di più su alcuni dei metodi che le donne usano per proteggersi dalle aggressioni, in Italia e nel mondo.

In prima linea, troviamo quelli di reazione:

  • L’anello anti-stupro, inventato da Imran Khan, presidentessa della campagna indiana “Save My Sister”. Si tratta di un anello da indossare al dito, dotato di un piccolo ago che inietta capsaicina (un composto chimico irritante, nonché principio attivo del peperoncino). E’ collegato ad un sistema di controllo radio, per cui la vittima per poter utilizzare il veleno – che provoca dolore ma non è mortale, come specifica l’ideatrice – deve soltanto disinnescare il sistema.
  • Il preservativo dentato, meglio noto come Rape-aXe, brevettato dalla dottoressa sudafricana Sonnet Ehlers. Rape-aXe si inserisce nella vagina come un qualsiasi tampone e durante la penetrazione i suoi piccoli uncini si conficcano nel pene dell’aggressore, che non sarà in grado di sfilarlo autonomamente e sarà obbligato a sottoporsi ad un intervento chirurgico, in quanto il profilattico gli renderà impossibile sia camminare che urinare. Rape-aXe ha ricevuto una generosa dose di critiche ed è stato definito “uno strumento di tortura medievale”. Ehlers ha però saggiamente ribattuto che “è uno strumento medievale per un atto medievale”. In ogni caso, sembra che non sia stato ancora lanciato sul mercato.
  • Il celeberrimo spray al peperoncino, che nei film americani è praticamente un must. Si spruzza sul volto dell’aggressore e, essendo molto urticante, gli impedisce di vedere per qualche minuto, dando alla vittima il tempo necessario per fuggire.

 

Ci sono poi svariati metodi di prevenzione, alcuni utili e altri meno. Tra questi troviamo:

 

  • Lo smalto che cambia colore. Sebbene la notizia di questa invenzione si sia diffusa con gran rapidità, si tratta di una mezza bufala. In breve, lo smalto sarebbe in grado di testare il contenuto del bicchiere (immergendo un dito nel drink) e di cambiare colore se esso contiene sostanze stupefacenti. In realtà, l’invenzione è ancora in fase sperimentale ed è stato verificato che – per ora – reagisce solo se a contatto con un limitato numero delle cosiddette “droghe da stupro” e non riesce quindi a riconoscere gran parte delle sostanze che possono essere usate per intontire la vittima.
  • L’app. Si chiama SHAW (Soroptimist Help Application Women), è attiva in tutti gli Stati dell’Unione Europea e agisce in due modi: nelle situazioni di pericolo permette di contattare velocemente il 112 per chiedere aiuto e in più, come ha spiegato Mariolina Coppola, ideatrice del progetto ed ex vice presidente nazionale Soroptomist, “si propone di incentivare le donne a raggiungere la consapevolezza e la conoscenza degli aspetti legislativi, spiegando la normativa italiana sulla violenza sessuale, sullo stalking e sul Codice Rosa in ben 12 lingue”.
    In realtà, le applicazioni di questo tipo sono più di una e variano da Paese a Paese. Menzioniamo anche WeConsent, il cui fine è più di tipo legale e serve a realizzare un video in cui le persone interessate, prima del rapporto sessuale, dichiarano il proprio reciproco consenso. Il filmato, che viene conservato in un database per sette anni, può essere utilizzato in  caso di controversie in tribunale. Secondo alcuni quest’applicazione dovrebbe aiutare a limitare gli episodi di violenza, ma è chiaro che serve più che altro a tutelare chi è vittima di false accuse.

 

Che si considerino utili o meno questi metodi, è bene ricordare che la prima misura di prevenzione è la sensibilizzazione. Particolare è stata l’iniziativa della blogger tedesca Elona, che ha tappezzato le strade della sua città con assorbenti sui quali ha attaccato frasi ad effetto – tra cui “Imagine if men were as disgusted with rape as they are with periods” (“Immaginate se gli uomini fossero disgustati dallo stupro così come lo sono dal ciclo”), che ha fatto il giro del web. Rompere i tabù e dissipare l’ignoranza mostrando che il femminismo è ancora attuale e ha come unico scopo quello di raggiungere una situazione di parità e di reciproco rispetto.

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In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Università di Torino ha organizzato due interessanti seminari: ne abbiamo parlato qui.

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