Il valore del tempo.

“We review research showing

that people derive more satisfaction

from experiential purchases than

material purchases.”
(“A wonderful life: experimental consumption and the pursuit of happiness”)

 

tumblr_ny2ydpv8fw1rpuw07o1_500La felicità non si compra, ce l’hanno sempre insegnato, ma in alcuni casi si può dire che il modo in cui si decide di investire i propri risparmi sia in grado di fare effettivamente la differenza.

In un Mondo sempre più interessato a quello che si possiede, dove la corsa all’ultimo modello di cellulare o al marchio più prestigioso sembra non lasciare spazio ad altre spese, la scelta di uno stile di vita “minimalista” potrebbe apparire quanto mai fuori dal comune. Eppure, ridurre i propri averi materiali al minimo indispensabile sarebbe un’ottima strategia per essere più felici.

Chi può garantircelo? La scienza, oltre alle nostre esperienze personali.

Ricordare un viaggio in un luogo che desideravamo visitare da tempo, una cena passata in compagnia in un locale particolare, una serata al cinema o a teatro oppure un concerto rievocano ricordi indelebili, legati a luoghi o a persone a noi cari. Proprio questo meccanismo è in grado di lasciarci qualcosa di più profondo e importante del semplice oggetto che possediamo, permettendoci di continuare a gioire delle esperienze che abbiamo vissuto. I beni materiali, per quanto apprezzati dalla persona che li possiede, restano staccati dalla sua personalità e dal suo modo di essere, non influenzandola mai completamente. Diversamente viene ricordata, invece, un’esperienza vissuta in prima persona.

E’ questa la teoria alla base dello studio condotto dagli psicologi Leaf Van  Boven e Thomas Gilovich pubblicato nell’articolo intitolato “A wonderful life: experimental consumption and the pursuit of happiness”.  «Le vite delle persone possono essere arricchite convogliando gli investimenti in cose in grado di offrire una felicità più profonda e duratura, rispetto a quelle che possono concedere solo una felicità passeggera» riporta il testo con il quale lo studioso esprime il proprio parere e descrive la propria ricerca, giungendo alla conclusione che investire in viaggi ed esperienze produca maggiore felicità rispetto ad una vita piena di oggetti, spesso inutili.

Il testo riporta alcune indagini che, condotte su un campione di persone, dimostrano come gli intervistati si rivelino più soddisfatti nel ricordare esperienze di vita, rispetto al ricordo dell’acquisto di un bene di valore economico simile. La spiegazione scientifica dietro a questo fenomeno può essere ritrovata nella perdita del desiderio rispetto ad un oggetto, anche se atteso per lungo tempo. L’essere umano, infatti, è dotato dell’incredibile capacità di adattarsi: ogni situazione di cambiamento, anche la più radicale, viene pian piano assimilata fino a diventare “normale” per il soggetto coinvolto. «Quando si tratta di eventi positivi, quella stessa capacità di adattamenti si rivela un nemico. Le persone provano entusiasmo (…), ma questo sentimento tende a svanire» si afferma nello studio, che poi continua «E’ stato così coniato il termine “hedonic treadmill”, che indica proprio questa tendenza ad adattarsi e il bisogno di ottenere sempre più cose per combattere questo fenomeno». Un rapporto diverso, invece, si ha con il ricordo di un’esperienza: questo diventa parte della nostra personalità e, consciamente o meno, va a formarci. «Non siamo la somma dei nostri averi, per quanto questi possano essere importanti per noi. Se ci chiedessero di scrivere le nostre memorie, scriveremmo dei viaggi che abbiamo fatto e non delle cose che possediamo» scrive Gilovich nel suo documento.

Il messaggio che il lettore può trarre è che la ricchezza non proviene solo dagli oggetti che acquistiamo, spesso di fretta o impulsivamente: siamo sommersi di cose  di cui, in realtà, non abbiamo bisogno. La felicità sta nell’equilibrio e, sicuramente, nella capacità di saper gestire il proprio patrimonio coerentemente, senza diventare schiavi dell’acquisto ad ogni costo.  In un certo senso, il messaggio che viene trasmesso è rivolto alla consapevolezza dell’importanza del tempo che ognuno possiede e al valore degli investimenti che vengono fatti in favore di questo.

Il tempo trascorso con le persone, i viaggi, i momenti passati prendendosi cura di sé e dedicandosi a qualcosa che ci appassiona non sono tempo sprecato, il denaro che investiamo in queste attività non è gettato al vento. Il tempo è un investimento e il suo valore è impagabile.

 

Lo studio, presentato in un articolo di una rivista specializzata.

Lo studio completo.

 

Di Alessia Alloesio

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