Bastaddi, ovvero quando i buoni così buoni non sono

di Giulietta De Luca

L’anno è il 1941. Il colonnello nazista Hans Landa, soprannominato “il cacciatore di ebrei”, fa irruzione in una casetta della campagna francese e ordina la strage della famiglia ebrea Dreyfus, lasciando in vita solamente la figlia maggiore, Shosanna, che fugge a Parigi e si crea una nuova identità.

In una storia simile ma non troppo, l’anno è il 1987 e il mafioso Enzo Moncada, soprannominato “l’Ammazzacristiani”, fa irruzione in una casetta della campagna siciliana e ordina la strage della famiglia Randazzo, imparentata con un pentito, lasciando in vita solamente la figlia maggiore, Giovanna, che fugge a Siracusa e si crea una nuova identità.

Ecco come inizia Bastaddi, il nuovo romanzo dello scrittore siracusano (per l’appunto) Stefano Amato, “cover letteraria” del celebre film di Tarantino, Bastardi senza gloria.

Bastaddi

La Sicilia al posto della Francia, gli anni ’90 al posto della Seconda Guerra Mondiale, Cosa Nostra al posto del nazismo. Chiamarlo remake è piuttosto riduttivo, perché Amato ha compiuto un lavoro di rielaborazione sorprendente e appassionante, adattando la storia di Tarantino ad un contesto che, almeno a noi Italiani, sembra quasi più adatto di quello originale, con personaggi ben costruiti e che poco hanno a che vedere con quelli nati dalla fantasia del celebre regista.

Il tenente americano Aldo Raine – soprannominato Aldo l’Apache, protagonista del film, qui è Aldo Ranieri, che i mafiosi conosceranno con il nome di Aldo l’Indiano e che, al posto della svastica, sulla fronte dei nemici che grazia incide la stidda. E invece dei Bastardi ci sono i Bastaddi, un gruppo di teste calde desiderose di vendicarsi di Cosa Nostra per la morte dei loro familiari.

Insomma, Bastaddi è un libro per chi ha visto e amato Bastardi senza gloria, ma non necessariamente e non solo, perché può essere letto e apprezzato anche senza avere alcun punto di riferimento con cui comparare le scene e perché è un’opera completa già di per sé, in tutti i sensi. Dai personaggi di Tarantino, quasi caricature di eroi, pronti a buttarsi senza esitazione anche nella peggiore delle situazioni, Amato ha tirato fuori degli esseri umani, tosti e sfrontati, sì, ma complessi e sfaccettati. Veri.

La trama, che è senza dubbio il punto forte – e geniale – del film, viene riadattata con maestria, incastrando tutti i dettagli nel nuovo contesto (in Bastardi senza gloria, ad esempio, il tenente Hicox tradisce le sue origini inglesi – e non tedesche – indicando “tre” con le dita, ma alzando indice, medio e anulare, alla maniera britannica. Nel romanzo, invece, il tenente Benelli, milanese che cerca di confondersi tra i siciliani, fa saltare la copertura lasciandosi scappare un “figa” in accento lombardo), con uno stile semplice, fresco e mai pesante.

Questo libro, tra le altre cose, ci pone anche davanti ad un dilemma morale: abituati come siamo a tifare per i buoni, ci ritroviamo a parteggiare per dei buoni che così buoni non sono e ci sorprendiamo a godere delle loro azioni violente e criminali, chiedendoci: “E se l’unico modo per sconfiggere i cattivi fosse diventare altrettanto cattivi?”. Che è più o meno quello che abbiamo pensato guardando il film, ma in questo caso ci ritroviamo a considerare una situazione spaventosamente più vicina a noi di quanto non lo fosse quella portata sullo schermo da Tarantino.

Una storia di odio e vendetta, senza pietà, con un finale che per noi rappresenta un’utopia.

Di libri sulla mafia ne sono usciti tanti, ma uno come Bastaddi ancora non l’avete letto.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. neveesogno ha detto:

    Non ne avevo nemmeno sentito parlare… Lo segno in coda, ma tra i preferiti.. 😉

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...