7 Metodi di Studio degli Studenti Universitari

The Password ritorna vittorioso con un’altra imperdibile inchiesta sul mondo dei giovani e sulle loro abitudini di vita. Proprio per questo, abbiamo preparato per voi le 7 tipologie di studio più diffuse tra gli studenti universitari.

L’altoparlante
Coloro che adottano questo metodo di studio sono l’incubo di ogni coinquilino. Essi, infatti, per imparare ogni singola pagina dei loro manuali, sentono la necessità di ripeterla ad alta voce, probabilmente a causa di reminiscenze delle elementari, in cui la mamma ti prendeva a mestolate se non lo facevi in sua presenza. Gli altoparlanti, comunque, in ambito universitario si evolvono, e non hanno quindi più bisogno di qualcuno che li ascolti. Basta qualcosa: il microonde, la sedia o anche la vicina sorda del pianerottolo di sotto. In ogni caso non si curano di altri (ad esempio la povera gente che vive con loro e a cui non interessa nulla dei protozoi) che potrebbero essere infastiditi da un comportamento simile. Sono spesso stati banditi da biblioteche e aule studio.506276_500144600_396622-346287755381286-116538781689519-1430056-379252792_H211605_L

L’evidenziatore
Coloro che si avvalgono di questo metodo sono inconsciamente propensi all’arte. La sottolineatura, di per sé, servirebbe a evidenziare i concetti più importanti di un testo. Ma gli evidenziatori non lo sanno, ed è proprio per questo che imbrattano tutte le pagine di un monocolore a scelta tra rosa shocking, giallo fluo e verde laser. Credo che questo li rilassi e li convinca, soprattutto, di essere a posto con la loro coscienza, avendo perso del tempo a colorare con cura ogni riga del manuale. (In questa branca, compare comunque una sottoclasse di puristi, che ripudia l’utilizzo dell’evidenziatore, privilegiando solo e unicamente la matita. A loro volta, essi si dividono in coloro che si accontentano di un tratto fine e leggero, e di coloro che schiacciano come se stessero arando. Inoltre, un’ulteriore sottoclasse è quella del pro-contro righello, ma magari è meglio parlarne un’altra volta…)

studiareL’amanuense
Coloro che studiano in questo modo sono indubbiamente gli eredi dei copisti pre-stampa. Per fissare al meglio i concetti, cominciano a fare riassunti su riassunti dei manuali che devono memorizzare, per poi rendersi conto, a lavoro ultimato, di aver riprodotto quasi fedelmente il testo di riferimento. Inutile dire che gli amanuensi sono perciò dei delinquenti (vedi la produzione di copie pirata sopracitata) che possono essere riconosciuti a causa dell’atrofia sviluppata al braccio con cui scrivono. Se li doveste invitare da qualche parte, vi risponderanno probabilmente che devono risparmiare soldi per comprare altri fogli protocollo.

L’approfondimento
Coloro che scelgono questo metodo sono dei secchioni. Sono quelli che, se ci sono 7 libri da studiare per un esame, ritengono che l’argomento a pagina 967 nel paragrafo 85.4 non sia stato trattato nel modo più adeguato e perciò è necessario approfondirlo con un altro manuale affine di 3 pagine in più (ovviamente leggendolo tutto, che non si sa mai). I più tecnologici si avvalgono di accurate ricerche su internet, su server sconosciuti persino ai nerd, e trovano sempre cosa stavano cercando. Ovviamente non condividono i loro approfondimenti con nessuno, ma questo era scontato.bfhj

L’amicone
Coloro che optano per questo metodo non hanno molta voglia di studiare. In compenso, però, hanno dei grandi amici (che con il trascorrere del corso di laurea per qualche motivo si diradano…) a cui chiedere aiuto in caso di difficoltà. In genere cercano di ingraziarsi gli amanuensi, per ottenere una copia pirata di appunti minuziosamente centellinati, studiando quindi a memoria poche pagine e avvalendosi di grandi preghiere affinché siano sufficienti per superare l’esame. I più subdoli, comunque, applicano un metodo ingannevole, ingaggiando una conversazione apparentemente innocua esordendo con “Mi ripeteresti il capitolo x, credo di non averlo capito bene” e ripetendo l’operazione per un tot di amici variabile, equivale ad avere ripetizioni gratis e dirette, magari anche dopo essersi fatti offrire un cappuccino.

studioIl promemoria
Coloro che prediligono questo metodo sono spesso agli sgoccioli del tempo restante prima del grande giorno e quindi non vedono altre soluzioni. L’unica cosa possibile è aprire i libri (finalmente) e passare ore della propria vita a preparare i bigliettini (promemoria, eh, sia chiaro) da usare all’esame. Questa operazione è estremamente minuziosa, tanto da far assomigliare questa categoria a quella dei copisti, che per fortuna sono un po’ più lungimiranti, invece. Inutile dire che questo metodo è alquanto rischioso e controproducente, ma è altrettanto vero che ognuno di noi l’ha sperimentato su se stesso almeno una volta nella vita.

Il lettore

Coloro che riescono a esercitare questo metodo sono i più odiati dal resto del mondo universitario. Sono quelli che prendono 30 e dichiarano di aver semplicemente letto una volta gli appunti. Sono quelli che sicuramente mentono, perché anche noi di The Password ci rifiutiamo di credere che esista davvero una categoria del genere. E se voi ne fate parte, vi consigliamo di non dirlo troppo in giro e di fingervi invece appartenenti a una delle categorie soprastanti, sempre che non vogliate che vi siano ripercussioni fisiche su di voi all’ennesima lode accompagnata da “Massì, l’ho letto una volta, non era niente di difficile”.

E voi in che metodo di studio vi ritrovate?

Veronica Repetti

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