Il Piccolo Principe: da libro a film

“Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Pubblicato per la prima volta nel  1942, ecco che il primo gennaio 2016 appare anche sul grande schermo la favola di  Antoine de Saint-Exupéry: il Piccolo Principe.

I fan sapranno sicuramente che Antoine scrive quasi la sua biografia nel libro: egli, così come il Piccolo Principe, arrossiva invece di rispondere alle domande imbarazzanti e, così come il Narratore, era pilota professionista e nel 1935 il suo aereo andò in avaria e lui si ritrovò nel Sahara. Questa, più che una favola per bambini, è una favola per adulti. Adulti che devono rapportarsi con il proprio bambino interiore. Forse è questa la vera rivoluzione: Antoine non inventa di sana pianta le caratteristiche dei personaggi, ma sia il Piccolo Principe, sia il Narratore sono Antoine de Saint-Exupéry: il suo IO adulto e il bambino nascosto che è in lui. Dopotutto: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”. La pubblicazione in Francia nel 1946 fu postuma all’autore che morì due anni prima durante una missione aerea a largo della Corsica.

Nel libro sono presenti diversi insegnamenti e valori, che vengono ripresi anche nel film: la riflessione sul mondo dello spirito, le metafore sull’amicizia e sull’amore e anche le riflessioni sull’insensatezza di tutti quei pensieri che caratterizzano l’età adulta come potere, prestigio e l’accumulo di ricchezze.

Fu Orson Welles -attore, regista, sceneggiatore, scrittore, drammaturgo e produttore cinematografico statunitense- che per primo pensò alla possibilità di un cartone animato de il Piccolo Principe, ma quando s’incontrò con Walt Disney non riuscirono a trovare un accordo per animare la storia. La regia del Piccolo Principe è stata affidata a Mark Osborne, famoso in tutto il mondo per aver diretto insieme a John Stevenson Kung Fu Panda, che gli ha fatto guadagnare nel 2009 una nomination agli Oscar.

Pur con un contorno rimodernato, il film è abbastanza fedele al libro. Una bambina dalla vita programmata secondo per secondo fa amicizia con il suo strano vicino di casa, un vecchio aviatore,e  da qui inizia la favola del Piccolo Principe: il vecchio è il Narratore che da giovane era precipitato nel Sahara e aveva incontrato il Piccolo Principe. Il film, come chi ha visto il trailer si sarà accorto, ha due tipi di animazione: da un lato c’è la classica animazione a computer che narra la “cornice”; dall’altro lato abbiamo la Stop Motion – ripresa a passo uno o animazione a passo uno – che riguarda tutte le scene della vera e propria narrazione della storia e che permette di vedere animati i bozzetti presi dal libro di Antoine de Saint-Exupéry.

di Valentina Ribba

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