Perchè l’arte urbana non dovrebbe stare in una mostra

Il 18 marzo è stata inaugurata a Bologna la mostra Street Art. Banksy & Co. – L’arte allo stato urbano, progetto che, stando a quanto scritto sul sito ufficiale, «nasce dalla volontà del Professor Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae, e di un gruppo di esperti nel campo della street art, con l’obiettivo di recuperare e conservare i murales per salvarli dalla demolizione e preservarli dall’ingiuria del tempo».

Fabio Roversi-Monaco non è solo presidente di Genus Bononiae – Musei della città, ma anche presidente di Banca IMI, nonché ex-rettore dell’Università di Bologna; è il nome che per i bolognesi simboleggia più di ogni altro il potere e le istituzioni, perciò non ci si stupisce nel vederlo a tirare le fila di curatori e addetti alla cultura, che col pretesto di preservare i murales, colgono l’occasione per guadagnare dalle opere altrui e privatizzare un pezzo di città.

La mostra, senza avere il consenso e l’autorizzazione di tutti gli artisti esposti, toglie dalle strade un tipo di arte nata con l’intento di essere pubblica e gratuita per relegarla all’interno di un museo privato, il cui biglietto costerà ben 13€. Al termine della mostra – ha dichiarato Roversi Monaco – le opere «andranno a finire in una struttura messa a disposizione da Italian Graffiti e lì conservate e tutelate finché saranno donate al Comune di Bologna».

Di fronte a tutto questo gli street artists non potevano non reagire.

21582_10153641481946107_5766534886220435576_n#ericailcane , per tutti quelli che non rispettano il bene comune ed il lavoro altrui capaci solo di rubare e vivere da parassiti

Pubblicato da @potentedifuoco in data: 21 Feb 2016

Ericailcane, fra i protagonisti inconsapevoli dell’esposizione, reagisce così su Instagram, riferendosi alle sue opere staccate dai muri della città per trasferirle all’interno della mostra.

10371457_1015281525209601_7229794815581187804_n
MAGNATE MAGNATI
a bologna non c’è più blu
e non ci sarà più finchè i magnati magneranno
per ringraziamenti o lamentele sapete a chi rivolgervi
-> www.wumingfoundation.com/giap/?p=24357

Pubblicato da BLU in data: Sabato 12 marzo 2016

Blu invece ha reagito in modo decisamente più radicale: ha deciso di cancellare da Bologna tutte le opere da lui dipinte nell’arco di vent’anni. Sembra una barzelletta, ma due imbianchini sono stati denunciati il 12 marzo mentre cancellavano le opere di Blu per suo conto.

Roversi-Monaco ha risposto alla provocazione di Blu sostenendo di non aver affatto “rubato” opere d’arte alla strada, ma che i curatori della mostra abbiano chiesto il permesso ai privati per rimuovere le opere sui cui muri queste si trovavano; ottenuto il consenso del privato hanno salvato l’opera da una futura demolizione e dai danni del tempo. Che si tratti di salvare opere d’arte oppure no, rimane il fatto che qualcuno ci stia lucrando sopra, nonostante i curatori abbiano chiesto e non ottenuto l’autorizzazione di Blu ed Ericailcane per esporre le loro opere nella mostra.

La questione è ancora aperta: è giusto che opere d’arte nate e pensate per essere gratuite e appartenere alla strada siano spostate all’interno di una mostra con tanto di biglietto d’ingresso? Molti street artists traggono le idee per le loro opere dalla storia e dalla gente del luogo in cui andranno a crearle, perciò privare un’opera d’arte urbana del suo contesto urbano la svuota totalmente del suo significato politico.

di Irene Rubino

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