Mariapia Veladiano: Una storia QUASI perfetta

Il 10 febbraio al Circolo dei Lettori è stato presentato l’ultimo libro della scrittrice italiana Mariapia Veladiano, vincitrice del premio Calvino, Una storia quasi perfetta, uscito lo scorso gennaio.

La storia è quella di Bianca, una donna di quarant’anni, insegnante, reduce da una “seduzione” dalla quale è nato suo figlio Gabriele, che viene nuovamente conquistata dal seduttore – personaggio che non viene mai presentato con un nome, ma sempre con un pronome.

Bianca non è la solita preda del seduttore, ma viene scelta per i suoi disegni floreali, di cui lui ha bisogno per la propria azienda. La procedura che usa lui è ormai collaudata: individuazione della preda, seduzione, distacco e abbandono. E’ un seduttore triste, che ha bisogno di uccidere le sue vittime, che non è mai appagato e che delle donne prende tutto: parole e creatività.

Bianca è una donna vulnerabile, che però rischia perché ha la convinzione che una vita vissuta senza amore non sia vita, anche con la consapevolezza che potrebbe essere ferita, ingannata; lei pretende di fidarsi della vita e delle persone.

I principali temi sviluppati narrativamente sono il male che colpisce gli innocenti e la seduzione. Un altro tema che è presente in tutti i suoi libri è quello transgenerazionale: Bianca è nata a causa di una seduzione e si trova a rivivere la stessa storia della madre. Anche il tema dei fiori, e cioè della cura, è molto forte: Bianca crea un giardino per estraniarsi dalla vita reale, ne fa il suo angolo segreto. I fiori scandiscono tutta la narrazione ed è grazie alla caduta di due petali che inizia il distacco tra Bianca e il seduttore. E alla fine ritroviamo il seduttore con lo scheletro di una pianta.
Il tema della cura è un tema ricorrente nei libri della Veladiano. Il prendersi cura dell’altro salva le relazioni: la capacità di fermarsi, vedere l’altro e chiedere di cosa abbia bisogno… non c’è vita senza cura. Anche il seduttore ne è consapevole, ma ne fa un’arma per raggiungere il suo scopo.

Altri temi sono quelli del bambino e della solidarietà femminile. Giacomo nasce per volere di Bianca, che sceglie di metterlo al mondo anche se è stato concepito dopo che la donna è stata violentata da un vecchio professore di arte; decide di averlo compiendo una scelta di vita che si contrappone al tema della paura. Giacomo, 8 anni, cerca di proteggere Bianca dal seduttore, cerca di salvarla mettendola in guardia: così come cerca di salvarla sua sorella Beatrice.

Il primo titolo del libro era Anima Nera e la scelta di cambiarlo è stata editoriale: questo primo titolo inchiodava il personaggio del seduttore a livello statico, lui però non è per niente tale. Il libro lo definisce orribile, ma in realtà non è così, poiché per sedurre ed essere un bravo seduttore è necessario avere qualità positive, più se ne hanno più si è bravi. Quel quasi perfetta vuole dire che oggi se qualcosa non è perfetto deve essere buttato, ma il quasi, afferma l’autrice, è la misura della vita.

 Valentina Ribba

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...