Le Iene e il Giappone: occasione mancata e disinformazione spiccia

Ma manga vuol dire anche sesso, cioè fumetti porno e in Giappone sesso vuol dire anche bambine”. Davanti ad una frase del genere, l’italiano medio che dovrebbe pensare? Risposta: il peggio. A rileggere la frase si arriva tranquillamente al vero significato di questa introduzione del servizio delle Iene di qualche giorno fa. Ma sentirla così, buttata a caso, da una Toffa dallo sguardo corrucciato, si giunge a conclusioni qualunquiste che aprono le porte ad una sola cosa: disinformazione. Un po’ come quando ci fu il polverone per GTAV e “I videogiochi rendono violenti”.

Solo fantasie sessuali o pedopornografia?” è il titolo del servizio della iena Nadia Toffa, che, assieme alle immagini e le frasi esagerate, mette in campo un argomento che sarebbe potuto essere terribilmente interessante da discutere ma che non avrebbe di certo fatto audience come il servizio che è andato in onda. Un’insalatona di manga e anime lolicon (a dovere di cronaca esistono anche gli shotacon, stessa cosa ma con minorenni maschi), “baby squillo” vestite da cameriere e scolarette, cuddle bar, idol e bambole gonfiabili personalizzabili condita da alcuni errori di traduzione (dove una ragazza di 19 anni diventa improvvisamente nei sottotitoli italiani una 15enne). Non si può negare l’esistenza di manga e anime lolicon, cioè materiale solitamente a sfondo erotico con minorenni come protagoniste – e non a caso il termine deriva dalla famosa Lolita di Nobokov. Si possono però operare delle correzioni al servizio: oltre agli errori di traduzione, le ragazze che fanno vedere vestite “da manga” in giro per le strade e che avvicinano uomini di ogni età esponendo loro tariffe sono delle promoter. Sono ragazze che lavorano per i maid cafè, bar e ristoranti a tema dove le cameriere  vengono pagate per servire al tavolo, conversare ed esibirsi sul palco. Ne esistono anche in Italia, spesso itineranti, e ci lavorano anche maschi. Non sono baby squillo e, come dice Marco Togni, “c’è una differenza abissale tra una ‘maid’ e una ‘ragazza vestita da maid’”.

Anime-Festival-Asia-2011-Maid-Cafe

In Giappone c’è un mercato dell’eros incredibilmente vasto e variegato ed è il risultato di uno stile di vita che allontana le persone tra di loro, esalta l’ossessione per il lavoro e sminuisce la ricerca di affetti reali. Questo si può vedere, nel servizio, con l’intervista all’uomo di 48 anni e l’accenno ai cuddle bar, che sono dei locali dove gli uomini con carenza di affetto possono comprare “coccole”. Lo spunto era interessante, la domanda lecita: materiale che ritrae la sessualizzazione di minorenni è un reato ma, soprattutto, “crea” e sprona pedofili ad agire? Secondo uno studio danese il consumo di pedopornografia a fumetti non fa diventare predatori sessuali.

Tornando al Giappone, è  facile giudicare tutto ciò stando all’esterno, nel nostro etnocentrismo, soprattutto con una terra lontana ed incredibilmente differente da noi. Il problema generale dell’intero servizio è il modo in cui si è voluto parlare dell’argomento. Il qualunquismo, in un paese di analfabeti funzionali, è un’arma pericolosa che genera solo disinformazione. E intrattenimento, purtroppo.

 Emilia Scarnera

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