Il mondo di Steve McCurry alla Venaria Reale

250 tra le più grandi e magistrali fotografie scattate dal fotografo newyorkese Steve McCurry sono esposte dal 1° aprile al 25 settembre 2016 in una mostra intititolata “Il mondo di Steve McCurry” nella maestosa Citroniera delle Scuderie Juvarriane nella Reggia di Venaria. Un lungo percorso che racconta le esperienze intense vissute dal fotografo, dal reportage in Afganistan degli anni ’80 fino alla Guerra del Golfo, all’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre e allo Tsunami in Giappone nel 2006, passando per paesi esotici come l’India, il Brasile, l’Etiopia, il Tibet.

All’interno delle sue foto si racchiudono mille significati e sensazioni, che scaturiscono da quei colori accesi e sfumature vivide. La sua forte passione  e il suo talento nell’immortalare visi umani permettono allo spettatore di rivedere se stesso nei volti di donne, uomini e bambini provenienti da luoghi, culture e società completamente diverse dalle nostre. Questo è sempre affascinante: dalla completa diversità si genera una universalità e quasi una complicità di sguardi tra soggetti fotografati e spettatori, un rapporto che abbatte barriere e stereotipi e che va dritto alle sensazioni più istintuali che nascono da un semplice incrocio di occhiate.

Alla mostra è correlata, gratuitamente, un’audio-guida che utilizza la voce (nella versione originale in inglese) e i pensieri del fotografo stesso, che spiega con semplicità e con grande profondità il contesto dello scatto e le sue sensazioni legate ai momenti e agli individui fotografati.

Una consistente parte della mostra fotografica è dedicata al progetto “¡Tierra!” iniziato nel 2002 e creato in collaborazione con la ditta torinese Lavazza che dà spazio ad un mondo legato al commercio del caffè mostrandolo non solo nelle sue parti più fredde e economicamente asettiche, ma nei suoi lati più umani e intimi, attraversando paesi come Perù, Colombia, Hounduras, India e Brasile.

Steve McCurry è stato forse disapprovato, negli ultimi anni, da critici che ricercano una fotografia più astratta e concettuale, etichettandolo come privo di originalità e troppo inflazionato come fotografo. Non si può, però, negare la capacità di creare fotografie con forza incredibile e potenzialità di divenire icone del nostro mondo moderno, con le sue mille contraddizioni, ma anche con l’intento di creare legami e condivisioni tra culture diverse.

 

 

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