“L’arma della memoria”, il nuovo saggio di Paolo Mieli

Durante la giornata di venerdì 13 maggio, in occasione del Salone del Libro, Paolo Mieli ha presentato il suo ultimo lavoro “L’arma della memoria. Contro la reinvenzione del passato“, edito da Rizzoli per la collana Saggi italiani.

La conferenza, iniziata con un videomessaggio del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, momentaneamente in visita al contingente in Libano, e poi moderata dal Generale Claudio Berto, ha da subito voluto evidenziare lo stretto legame tra il mondo militare e questo nuovo lavoro di Mieli.

20160513_151916

L’arma della memoriaspiega – è quella che ci impedisce di fare errori tragici e ci consente di fare scelte mirate ed oculate che possono reggere il tempo“. La storia è una disciplina che a scuola si tende ad insegnare male, commettendo parecchi errori in merito, e questo porta alla non padronanza del linguaggio della memoria, così facilmente soggetto alle alterazioni. Modificare il passato – o piuttosto la memoria storica – per giustificare, forzatamente o erroneamente, qualcosa del presente è un’alterazione imperdonabile, un probabile disastro. “Per questo ho scritto un libro che, ripercorrendo la storia, spiega come si deve affrontare la memoria del passato in modo che quest’arma non ci si ritorca contro“. Poi: “Le grandi crisi attuali, come quelle scaturite dalla situazione dei migranti e dalla nascita del Califfato islamico, possono essere affrontate solo grazie ad una consapevolezza diffusa ed estesa che richiede studio e continua elaborazione”.
In sintesi: meditate, gente, meditate, ma prima studiate.
Davanti all’esortazione del Generale, nella seconda parte della conferenza, il Dottor Paolo Mieli ha parlato di quello che ci ha lasciato nella memoria la Grande Guerra. Puntualizzando che, per i festeggiamenti dei 150 anni di Italia, siamo stati disposti a scendere a patti e fare i conti con alcuni aspetti drammatici e imbarazzanti della nostra storia, il periodo della Grande Guerra è un momento con cui dobbiamo ancora confrontarci davvero. “Tanti elementi e comportamenti della nostra nazione durante la Prima Guerra Mondiale sono ancora taciuti” spiega, ricordando poi che è stato il diffuso eroismo italiano a portare avanti il conflitto nonostante la disfatta di Caporetto e nonostante lo shock della guerra subito dai soldati che, nelle trincee, hanno fatto l’Italia.

Alla fine della conferenza Paolo Mieli ha ricevuto una copia del Libro Bianco della Difesa, il documento dove si designa la polita militare del paese per i prossimi 15 anni, dal Generale Berto e dall’Ammiraglio De Carolis per poi concludere con una battuta: “Forse la prossima volta anche io sarò in divisa, non come Generale dell’Arma, ma della memoria“.

 Emilia Scarnera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...