La danza contemporanea a Torino con Interplay

 

interplay-torino-2016

Dal 18 maggio al 10 giugno a Torino qualcosa si muove, o meglio, balla!
Trenta compagnie ospiti provenienti da quindici paesi esteri e da molte regioni italiane esprimono sui palchi torinesi il meglio della danza contemporanea.
Si tratta di Interplay, il festival internazionale della danza contemporanea, frutto del lavoro dell’Associazione culturale Mosaico Danza, che ha iniziato il suo viaggio nel Teatro Astra, ha proseguito nelle Fonderie Teatrali Limone passando alla Lavanderia a Vapore di Collegno e continuando per la sezione dei “Blitz Metropolitani” su diversi palcoscenici in città, da Piazza Vittorio Veneto al Museo Ettore Fico.
Il risultato è un’unione di realtà differenti: compagnie emergenti e affermate, torinesi, italiane ed europee. Natalia Casorati, direttore artistico, tiene a sottolineare infatti l’insistenza del festival sui giovani e sulla valorizzazione della danza emergente che cerca di dar vita a una vera e propria rete, presentando il programma di una manifestazione di qualità e prestigio.

Venerdì 10 giugno, giornata di chiusura, vedrà il susseguirsi di ben tre spettacoli, a partire dalle ore 18 al Museo Ettore Fico.

m1Il primo è “«M» 1, poi 2, poi 3…” di Gianluca Girolami, ballerino coreografo attivo tra l’Italia e la Francia, che idealizza questo spettacolo strutturandolo in tre momenti progressivi, come si evince dal titolo. Qui la danza nasce da uno slancio vitale e continua seguendo la luce, la speranza e la felicità. Tre corpi (M1, M2, M3), due maschili e uno femminile, sintetizzano lirica e fascino danzando come se non esistesse un domani e come se la vita ci desse il dono di scontrarci e incontrarci continuamente, come nella rappresentazione della conquista dello spazio in questo spettacolo.

A seguire Giovanni Leonarduzzi, professionista della break dance dal 1997 ed esponente dello stile Experimental, presenta “Ci sono cose che vorrei davvero dirti” traducendo una lettera al figlio Gabriele nel linguaggio della danza. Le parole si trasformano in gesti e i sentimenti in coreografia dando vita a un duetto interpretato dall’autore in coppia con Raffaello Titton.

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A seguire ancora, “Senza confini di pelle” porta sul palco “Possibili derive (Selfie MySelf)”, frutto di un progetto sull’utilizzo del selfie come rappresentazione della nostra condizione esistenziale. Si tratta di uno studio sulla percezione e sulla ricerca di approdi, di luoghi in cui siamo diretti e sulla raffigurazione della realtà, vissuta attraverso l’intermediario visivo della foto o del video che crea una rottura tra la vera esperienza e la rappresentazione visiva della stessa.

Orgoglio cittadino, i torinesi Dario La Stella e Valentina Solinas, nascono nel 2002 come “Senza confini di pelle”, sperimentando sul linguaggio delle arti performative e muovendosi in contesti differenti: festival internazionali di arte performativa, progetti con i cittadini e persone disabili, ma anche scambi culturali internazionali. Nel 2011 la compagnia ha rappresentato “15 Landscapes” in due teatri a New York e condotto un seminario sulla performance all’Università di Washington.

Per maggiori informazioni visitate il sito di Interplay.

Chiara Della Longa

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