Voci dall’America: storie di discriminazione razziale (pt. 2)

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Sei appassionato di storia americana e vuoi approfondire le ingiustizie che l’hanno segnata? Sei curioso di sapere da dove origina l’ignoranza razzista? Se sì, questo articolo, che ripropone alcuni dei titoli più avvincenti sul tema, fa al caso tuo!

Nel primo articolo di questa serie si è parlato della deportazione dall’Africa e della schiavitù in America nel periodo precedente e immediatamente successivo alla guerra di secessione (https://thepasswordunito.com/2026/07/21/voci-dallamerica-storie-di-discriminazione-razziale-pt-1/). In questa seconda parte si analizza la politica dei “separati ma uguali”. Le vicende raccontate sono tratte da storie vere.

La dottrina dei “separate but equal”

È nota come era di Jim Crow: un personaggio di fantasia che incarna un lavoratore nero in una scuderia, emblema della discriminazione razziale. Le leggi di Jim Crow, così soprannominate, sono provvedimenti locali emanati nei singoli Stati tra il 1876 e il 1965, volti a vanificare i risultati di uguaglianza e parità che Abraham Lincoln perseguiva con la guerra di secessione. Nonostante la liberazione e la cittadinanza, infatti, gli afroamericani erano vittime di una forte segregazione razziale, soprattutto negli Stati del Sud. Mezzi pubblici, scuole, spazi in attività commerciali come caffè e ristoranti, bagni: tutto era separato in base al colore della pelle. Il Ku Klux Klan, i noti uomini con cappucci e tuniche bianche, si “preoccupava” di ricordarlo a chi cercava di far valere i propri diritti, in un certo senso autorizzati dal fatto che uccidere un nero rimaneva un’azione impunita. Con la sentenza del caso Brown v. Board of Education of Topeka (1954) la legge federale iniziò lo smantellamento del sistema segregazionista a partire dalla divisione razziale nelle scuole pubbliche. 

The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca

Eugene Allen ha lavorato come maggiordomo alla Casa Bianca per oltre trent’anni. Un giornalista del Washington Post ha ascoltato la sua storia raccontandola poi in due articoli. Su questi si ispira il film del 2013 The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca. L’adattamento cinematografico si attiene abbastanza fedelmente alla storia vera, ma il nome del protagonista viene cambiato in Cecil Gaines e, nella realtà, l’ingresso nella Casa Bianca non avviene subito come maggiordomo, ma come lavapiatti. Eugene/Cecil lavora per vari Presidenti dagli anni ’50 agli anni ’80: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter e Reagan. Il film si conclude con il protagonista che, nel 2008, per la prima volta, vedrà l’afroamericano Barack Obama ricoprire la carica che lui ha sempre servito. Parafrasando uno dei monologhi finali del protagonista narratore: “Gli americani chiudono sempre un occhio su quello che hanno fatto al loro popolo. Guardiamo il resto del mondo e giudichiamo. Sentiamo parlare dei campi di concentramento ma quei campi ci sono stati per ben duecento anni anche qui in America”.

Il colore della libertà

Il colore della libertà è un film del 2020 tratto dall’autobiografia di Bob Zellner, The Wrong Side of Murder Creek (2011), studente bianco del college di Montgomery, in Alabama. È il 1961 e Bob assiste a un anniversario per commemorare il boicottaggio dei bus di Montgomery, una protesta civile per rivendicare i diritti delle persone di colore. Nonostante le proteste del nonno, membro del Ku Klux Klan, il ragazzo diventa il primo segretario bianco del Student Nonviolent Coordinating Committee (SNCC). Il film racconta gli anni Sessanta tra proteste e interventi della polizia. Come attivista, Bob pubblicherà scritti, terrà lezioni nelle università e parteciperà a proteste e manifestazioni con il rischio di essere arrestato (il suo ultimo arresto è avvenuto nel 2013).

Green Book

Il titolo del film trae ispirazione dalla guida turistica per i viaggiatori afroamericani, Negro Motorist Green Book, ideata e aggiornata annualmente da un impiegato delle poste newyorkese dal 1936 al 1966. Si ispira all’amicizia tra il compositore e pianista statunitense Don Shirley e l’italoamericano Tony Lip Vallelonga, che assume come guardia del corpo e autista per il suo tour negli Stati del Sud durante gli anni Sessanta. Il film rivela le mortificazioni che una persona di colore, un pianista di un certa notorietà, si trovava a subire: l’arresto per un incontro omosessuale, l’esclusione sia dalla comunità bianca che da quella nera – perché non suona musica afroamericana – e l’impossibilità di cenare in sala con gli altri ospiti prima delle proprie esibizioni, perché “riservata ai bianchi”.

Nicole Zunino

Fonti

Wikipedia, Bob Zellner, ultima consultazione: 03 luglio 2026, link: https://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Zellner

Wikipedia, Don Shirley, ultima consultazione: 03 luglio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Don_Shirley

Wikipedia, Eugene Allen, ultima consultazione: 03 luglio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Eugene_Allen

Wikipedia, Separati ma uguali, ultima consultazione: 03 luglio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Separati_ma_uguali#:~:text=Separati%20ma%20uguali%20(in%20inglese,diritti%20a%20tutti%20i%20cittadini

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