Habitat: l’arte in Barriera di Milano

Torino è notoriamente una città piena di storia e di monumenti che lo dimostrano. Numerose epoche si mischiano al suo interno, rendendola una città senza tempo, con testimonianze di ogni periodo storico. Fortunatamente, però, l’arte non si ferma mai e anche nel XXI secolo qualcuno ha contribuito creativamente all’abbellimento del capoluogo piemontese.
Nel 2014, attraverso il bando B.ART promosso dal Comune di Torino, è stato possibile riqualificare il quartiere Barriera di Milano, mettendo a disposizione 13 facciate cieche di edifici in quella zona, da abbellire tramite la street art. Il concorso è stato vinto da Millo, noto street artist che aveva presentato il progetto Habitat, accolto a pieni voti dalla giuria popolare tra ben 85 proposte differenti.

millo-barriera-di-milano-murales-visitare-gratis-torino-fashion-bloggersHabitat consiste nella rappresentazione dell’uomo all’interno di un ambiente che ormai è fuori scala per lui, quindi sproporzionato e inadatto. Rispecchia una visione originale della realtà che ogni persona vive ogni giorno, in cui ci si sente piccoli e inadeguati a un mondo tanto grande. Millo prende la rivincita per tutti coloro che si sentono oppressi dalle città che non sono più a misura d’uomo e mostra, in ogni facciata degli edifici da lui decorati, dei bambini giganteschi e fuori scala che compiono azioni differenti all’interno di un contesto urbano molto più piccolo, rappresentato in bianco e nero, con solo alcuni dettagli colorati. In alcuni murales la città è luogo di gioco in cui i passanti ferroviari diventano piste per trenini e i palazzi sono composti da pezzi di lego, dimostrando che in realtà tutto dovrebbe essere alla nostra portata; in un altro due bambini utilizzano il “manto stradale” come coperta, perché la città dovrebbe essere un posto che ci rassicura, mentre in un altro ancora un bambino siede, con tanto di corona, su un trono composto da un altissimo palazzo, perché tutti dovrebbero essere padroni della propria città -e non il contrario-.

Millo-2I soggetti di Habitat sono sempre intenti a fare qualcosa di nuovo, stupiti da ciò che li circonda, ma mai succubi della società -urbana e non- presente intorno a loro.
Per questo vi consiglio calorosamente di fare un giro al di fuori del centro (qui la mappa delle 13 facciate e delle altre opere visitabili in Barriera) e di visitare quest’opera contemporanea, che magari sarà in grado di farvi riscoprire cosa significa rimettere l’uomo “al centro”, come dovrebbe essere sempre.

Veronica Repetti

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