EterNOT: quando la vita germoglia sulla…polvere

Eternot: è questo il bizzarro nome del nuovo parco inaugurato nella cittadina di Casale Monferrato lo scorso 10 settembre; ma che forse tanto bizzarro poi non è. Famosa per le sue colline e i suoi vini, la capitale del Monferrato purtroppo è tristemente nota anche e soprattutto per la polvere e le fibre di amianto; ma cominciamo dall’inizio.

Era il lontano 1906 – ben centodieci anni fa – quando l’italiano Adolfo Mazza acquistò il brevetto per produrre una sostanza scoperta da poco, un misto tra cemento e amianto talmente resistente da durare per l’eternità. O, almeno, così sperava il suo inventore, che proprio per questo chiamò il nuovo manufatto Eternit. Eternit è anche il nome della fabbrica che l’anno successivo cominciò la sua produzione proprio a Casale: con i suoi 94.000 mq di superficie era lo stabilimento più grande d’Europa e, dalla sua inaugurazione fino alla chiusura nel 1986, vide passare attraverso le sue porte ben cinque migliaia di lavoratori. E così la storia di uno dei più grandi disastri ambientali del nostro paese ebbe inizio, perché il mesotelioma pleurico, il cancro ai polmoni (con un periodo di incubazione possibile fino a trent’anni) che conduce alla morte chi abbia respirato le fibre di amianto, ancora oggi in quella zona continua spietato a mietere vittime; e non solo tra i lavoratori, che la “polvere” la respiravano tutti i giorni, ma anche e soprattutto tra persone che all’Eternit non avevano mai messo piede.

eternit

Oggi però in questo luogo di morte si è cominciata a respirare un’aria nuova. Completamente bonificata fino all’ultimo centimetro, l’area che un tempo ospitava la fabbrica è diventata un parco verde dove i bambini potranno andare a giocare, simbolo di una città che ha scelto di non arrendersi nella lunga battaglia per la bonifica del territorio e la ricerca di una cura che ancora oggi appare lontana. Solenni discorsi delle autorità presenti – tra cui il ministro della giustizia Andrea Orlando, che ha sottolineato in maniera incisiva come la Corte costituzionale abbia recentemente permesso la riapertura della lotta giudiziaria contro i responsabili di questa strage, perché “c’è un passato che dobbiamo salvare e un debito di giustizia che dobbiamo estinguere” – e iniziative musicali e artistiche delle scuole hanno colorato il percorso alla scoperta del parco. Tra i monumenti realizzati, uno in particolare richiama l’attenzione: si tratta di un’aiuola di davidie che – per riprendere le parole del sindaco Palazzetti – “cresceranno, fioriranno e partiranno da Casale Monferrato per premiare con la poesia chi si impegna nella lotta all’amianto, sostituendo, così come fa il Parco, all’immagine del dolore quella della vita che resiste”.

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“No Eternit”, dunque, è il messaggio che si leva forte e chiaro dal nome stesso di questo parco, insieme alla promessa di rendere la città di Casale, già da anni simbolo mondiale della lotta all’amianto, la prima a esserne anche completamente libera.

Valentina Guerrera

 

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