Quando la moda diventa horror: The Neon Demon

Il panorama cinematografico horror ha visto un bel po’ di entrate degne di nota in questo 2016 che tra pochi mesi volgerà al termine: The Boy, Il Caso Enfield (sequel del famoso The Conjuring) e Lights Out sono solo alcuni dei titoli tra le numerose uscite horror dell’anno.
Oggi però The Password vorrebbe parlarvi di The Neon Demon. Diretto da Nicolas Winding Refn (meglio conosciuto per Drive), è un horror che si distingue leggermente dalla massa. Uscito a giugno sia negli USA che nelle nostre sale, The Neon Demon non ha fatto parlare molto di sé in Italia, forse perché oscurato da altre uscite ben più allettanti nello stesso mese, forse perché presentato immediatamente come horror psicologico dalle sfumature vagamente thriller. C’è da dire che anche al festival di Cannes non aveva riscosso un gran successo per via della crudezza di alcune scene, ma in fondo è anche questo che contribuisce a rendere particolare il film.
The Neon Demon è un horror che non usa jumpscares (che sembrano andare così di moda da qualche anno a questa parte), ma che punta sull’ambientazione e sulla simbologia.
Jesse (Elle Fanning) è un’aspirante modella sedicenne che scappa di casa e va a vivere in un motel da quattro soldi di Los Angeles. Qui conosce la truccatrice Ruby (Jenna Malone) che la aiuta a introdursi nel patinato mondo della moda e le fa conoscere le due supermodelle Sarah (Abbey Lee) e Gigi (Bella Heathcote). Quest’ultime notano subito qualcosa di particolare in Jesse, una bellezza che la aiuta a distinguersi nei provini e le fa fare carriera in brevissimo tempo, scatenando la gelosia di Sarah e Gigi –pronte a tutto pur di ritornare in vetta. È un mondo crudele, quello della moda: porta a fare cose impensabili solo per quei cinque minuti di celebrità sulla passerella. The Neon Demon esplora l’insicurezza delle supermodelle che un attimo prima sembrano avere il mondo in mano e il giorno dopo vengono scartate perché considerate già troppo vecchie.

La diciottenne Elle Fanning svolge un buon lavoro nel rappresentare l’innocente Jesse, che viene lentamente corrotta dalla propria vanità mano a mano che si rende conto di quanto la sua particolare bellezza affascini le persone. Anche Abbey Lee non delude nella parte della modella pronta a tutto per il successo, che conosce e accetta i rischi della propria carriera; forse il fatto che la Lee sia davvero una modella e che quindi conosca la situazione della moda dall’interno la aiuta nella recitazione. Inoltre non si può non citare la comparsa di Keanu Reeves nel cast (prevalentemente femminile, cosa peculiare per un film di Winding Refn) come proprietario del motel dove alloggia Jesse; purtroppo non brilla per la sua performance, né contribuisce a migliorare o peggiorare il film.

abbe-lee
Abbey Lee in una scena finale del film (costumi di Erin Benach)

Il film scorre lento per i primi 70 minuti, lanciando qua e là simboli inquietanti (presagi del finale del film), fino ad arrivare a un imprevedibile climax. La colonna sonora di Cliff Martinez convince, crea atmosfere surreali che portano lo spettatore in un trip di luci al neon e glitter, e gli fa guadagnare il premio per Miglior Colonna Sonora al Festival di Cannes.
Sia chiaro, il film ha le sue pecche. The Neon Demon non ha una trama ben definita e contiene molte scene evitabili, probabilmente inserite per aggiungere un ulteriore – ma non necessario – strato di surrealismo. Il montaggio potrebbe, inoltre, ricordare molto quello usato per un qualunque video musicale hip-pop.
Insomma, un film che ha alti e bassi ma che certamente si distingue nell’odierno panorama horror.

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