Progetto Quasi: l’ironia dalla parte degli animali

Più passa il tempo e sempre più persone ed associazioni si affidano ai social per divulgare la propria idea e il proprio messaggio. È certo, però, che l’approccio del Progetto Quasi è una novità anche sul web e alla base del loro successo. Si tratta di un’associazione di volontariato che si occupa di trovare una casa a cani e gatti abbandonati e/o cresciuti – e spesso invecchiati – in canile, dimenticati da tutti. Tutta questa magnifica avventura per Fabiana, l’ideatrice del Progetto, e delle altre volontarie è iniziata con un cane: Quasi. Come specificano loro sul loro sito, Quasi è un cane, non un maiale, non un cinghiale, affetto da una sindrome assai rara che coinvolge la ossa delle spina dorsale, del bacino e delle zampe ed è detta del cane babbuino a spina corta. Il Progetto è iniziato per pagare due interventi chirurgici a Quasi e da lì non si sono più fermati. Ma se non sono “rotti” non li vogliono nel Progetto; infatti tutti gli animali di cui si prendono cura hanno qualche handicap fisico o mentale – dalla nascita o procurato (spesso e volentieri) dalla crudeltà umana – oppure sono “troppo anziani” per essere desiderati.

Citando la loro pagina Facebook, il Progetto Quasi è un’Associazione di Volontariato che si occupa di animali disabili, anziani, quasi morti, appena tiepidi e sull’orlo del trapasso ed è su questo spirito, in punta di piedi sul filo dell’ironia, che si muovono i volontari. Gli annunci per le adozioni accanto alle foto degli animali sono pezzi degni del Nobel e che strappano lacrime, ben più di una risata e del tasto condividi. Ma danno sicuramente il meglio di sé nella scelta dei nomi. Tra gli ultimi arrivati vi segnaliamo il Resto del Carlino, un carlino di ben 16 anni, e Megamind detta Pera, cucciolotta idrocefala.

Ammirevole e toccante l’impresa di questi volontari ma, purtroppo e per fortuna, assieme al lavoro di ricerca di case amorevoli c’è da affiancare una dura verità: non tutti si possono salvare. Questo però non li ferma, perché “nessuno deve morire da solo” e quindi i volontari si assicurano che questi animali possano trovare un po’ di umanità almeno alla fine, andandosene sapendo che qualcuno, alla fine, li ha amati.

Le iniziative dell’associazione sono molteplici: da Adotta un mini anziano, il progetto per i cani di taglia piccoli cresciuti ed invecchiati nei canili a cui viene data una chance di vivere gli ultimi anni in una casa vera; a Mangiare il biscotto!, la campagna diventata virale nei mesi scorsi che ha visto partecipi numerosi artisti e personaggi famosi per pubblicizzare il Progetto. Molti fumettisti e disegnatori hanno partecipato a quest’ultima iniziativa, inviando vignette in pieno stile Progetto Quasi. Tra questi Zerocalcare, la cui vignetta è diventata la copertina del libro di Fabiana Rosa, “Guida QUASI galattica per volontari animalisti” con l’introduzione di Iacopo Melio. Ogni giorno che passa, il Progetto diventa sempre più grande e conosciuto, le volontarie sono persino intervenute a Torino durante una conferenza di Torino Spiritualità 2016.

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Kya per “Mangiare il Biscotto”

Sono sicura che sarà un progetto che entrerà nel cuore di molti. Magari anche nel cuore delle famiglie degli studenti fuori sede: perché non colmare il vuoto in casa con uno di questi animali? Di certo sono abbastanza sfascioni quanto uno studente in sessione.

Emilia Scarnera