Gioie e stupori dell’insegnamento, prima parte

Sono le 8 di mattina e mentre sto uscendo di casa mi rendo conto che fuori siamo già sotto zero, e so che il sole che vedo splendere in realtà non scalderà.
Non avevo mai pensato in vita mia che avrei potuto davvero fare l’insegnate, tanto meno che sarebbe successo in Lituania, a Vilnius, né che mi si chiedesse di spiegare la mia lingua madre o il francese a dei bambini dell’asilo.
Invece è esattamente quello che è successo: sono a duemila chilometri da casa e sto uscendo per andare nel primo degli asili in cui lavoro per fare lezione di francese.

Sono tre gli asili in cui lavoro, tre classi in cui tengo lezioni della durata di mezz’ora e dove i bimbi, dai 2 ai 6 anni, giocano con la mia collega e con me mentre cerchiamo di mantenere alta la loro attenzione.
Pensare che negli asili lituani i bambini dai 2 ai 6 anni studino inglese e francese (ovviamente in strutture private) mi lascia una strana sensazione. Mentre leggiamo la storia de La petite poule rousse, o mentre cantiamo la versione francese de Nella vecchia fattoria, mi rendo conto di quanto in realtà quando si tratta di bambini le barriere linguistiche si azzerino da sole.
Non riusciamo a capirci perfettamente, eppure basta guardarli per cogliere il divertimento, l’interesse che nutrono in primis per queste strane insegnanti così diverse dalle loro educatrici, e poi per quelle strane storie e canzoncine dal suono buffo.

Alla fine della mezz’ora a nostra disposizione si cambia asilo: questa volta la media dell’età oscilla tra i 5 e 6. Sembrerebbe più semplice perché essendo un po’ più grandi capiranno meglio le spiegazioni e saranno più attenti… o forse no!
Ottenere e mantenere l’attenzione di un bambino di quell’età significa suscitare il suo interesse, correre alla sua velocità, confonderlo e dargli sicurezze, saper essere clown e docente.

Très bien enfants! Pour aujourd’hui nous avons terminé…  À la prochaine semaine! Au revoir!

Mentre torniamo a casa e parliamo dell’incontro con un nostro collega che insegna in altre scuole, ci guardiamo e dobbiamo ammetterlo: l’insegnamento ai bambini è quanto di più affascinante, faticoso e soddisfacente si possa trovare.

Cecilia Marangon