Le gioie dell’insegnamento parte 2

Sono qui, davanti al mio pc e devo preparare le due prossime lezioni che avrò mercoledì.
Lezioni di italiano, perché è questo che rappresento per alcune persone qui a Vilnius: un’insegnante madrelingua italiana.
Ho due allieve molto diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa opinione sulla nostra lingua: L’italiano è una lingua meravigliosa.

Si beh, ammetto di aver sentito questa stessa frase cento volte, ma non l’avevo mai considerata una motivazione sufficiente per studiare una lingua così complessa come la nostra.
Per Sandra, una delle mie studentesse, lo è: abbiamo la stessa età, ma lei è nata e cresciuta qui a Vilnius e parla lituano e russo, due lingue non esattamente semplici, dal nostro punto di vista occidentale.
La ammiro, seriamente, per la tenacia e la dedizione che mette nello studio dell’italiano, spesso quando sbaglia un esercizio si arrabbia davvero molto con se stessa, e mi sorprendo a tentare di esserea ccomodante e gentile, mentre le spiego che non deve svilirsi così tanto: l’italiano e il lituano sono due sistemi linguistici completamente diversi.
Devo confessare che mi diverto molto a farle vedere degli spot pubblicitari italiani, a farle ascoltare qualche canzone, a farle leggere alcuni articoli. In realtà mi diverte vedere il suo interesse per noi, per la lingua e per la cultura.

La mia seconda studentessa è hostess di una compagnia aerea e per lavoro vola per tutta l’Italia; ma non è solo per questo che vuole imparare l’italiano. Ci tiene, vuole parlare con i suoi passeggeri in modo più comodo e diretto.
Devo ammettere che lei mi metta un po’ in soggezione: si tratta di una donna decisamente più grande di me, diciamo che insegnare a una persona che potrebbe essere tua zia fa uno strano effetto.
Il programma che devo seguire per lei è molto diverso da quello di Sandra, ma comunque mercoledì arriverò a scuola e avrò davanti a me due giudici silenziose, che emetteranno il loro verdetto solo con il tempo, al termine di questo stage europeo, quando si metteranno alla prova.

La certezza che però soggiace in me quando esco dalla scuola è fatta di gioia e soddisfazione mista a paura e curiosità. Vedere la loro voglia, il loro impegno e la dedizione che ci mettono ripaga e sprona ad essere meglio, a fare di meglio, ad essere un’insegnante!

Cecilia Marangon