Che fatica ‘sto Referendum

Il voto è un diritto e un dovere civico, e devo dire di averci creduto sempre e profondamente, almeno da quando ho raggiunto la maggiore età.
Il 4 dicembre si voterà per il referendum costituzionale, peccato che io fino al 17 dello stesso mese sarò a Vilnius. Come si fa?

Prima di tutto devo chiedermi: ma io posso essere considerata un’italiana all’estero?
Tecnicamente no, per rientrare nella categoria bisogna essere residenti fuori dai confini nazionali da almeno un anno. Ergo no!
Quindi come muoversi?
Dopo settimane di richieste, studio matto e disperatissimo, un volo e l’inizio dello stage a 2000 chilometri dalla madre patria, ecco la soluzione: bisogna compilare il modulo per l’opzione di voto a distanza e farlo pervenire al proprio comune di residenza.
Splendido! Sembra così semplice, almeno per una volta! Allora, carica di entusiasmo, mi appropinquo al sito del Ministero degli Esteri, dove uccellini meglio informati di me hanno detto che si trovi il meraviglioso file da scaricare e compilare.

Intoppo numero uno: il link per scaricare il documento in PDF è utile e funzionale come gli occhiali da sole di notte, durante una tempesta.
Bene, e ora? Girovagando un po’ in rete, approdo sul sito del Ministero degli Interni e da lì, finalmente, riesco ad scaricare l’agognato file.
Tutta orgogliosa del mio senso civico apro il documento e comincio a completare tutte le caselle. Dopo 30-40 minuti abbondanti, in cui ho tenuto gli occhi incollati al pc, rileggo il tutto per essere certa di non aver dimenticato, o sbagliato, nulla.
Dopo la rilettura di controllo mi rendo conto che va inoltrato al mio comune di residenza… Come?
Tra le opzioni si annoverano:

  1. Consegna a mano presso gli uffici comunali (direi impraticabile)
  2. Per posta (solo che probabilmente arriverebbe dopo il 4 dicembre e quindi sarebbe inutile)
  3. Inviandolo dal proprio indirizzo e-mail a quello di posta elettronica certificata del comune (ovviamente l’unica opzione possibile per me)

Bene, recupero la PEC del mio comune, allego il modulo opzione, la fotocopia del mio documento di identità, nel testo dell’e-mail scrivo esattamente di cosa si tratti e cosa io abbia allegato e premo invia.

E adesso? E adesso si aspetta! La mia cara patria mi invierà il plico elettorale per poter esprimere il mio voto in merito alla riforma costituzionale anche da qui, a 2000 chilometri di distanza.

P.S.: il mio senso civico ed io ci auguriamo solo che la suddetta madre patria collabori con noi in modo veloce e funzionale. Vi terremo informati.

Cecilia Marangon