7 modi per convincersi a studiare durante la sessione invernale

Tutte le sessioni sono brutte e spesso faticose, inoltre quando l’inverno si avvicina e l’unica cosa che si vorrebbe fare è stare sotto il piumone, studiare in modo metodico è ancora piú difficile.

The Password vi consiglia qualche trucchetto per prendete comunque in mano la vostra sessione universitaria:

  • Darsi degli orari. Spesso studiare con la luce naturale (che attualmente ci è concessa per poche ore al giorno) aiuta a concentrarsi meglio e a non cadere in letargo davanti ai libri.
  • Non abusare del cibo. Mangiare ci dà energia, ma pasti pesanti e troppo ricchi di carboidrati possono causare sonnolenza e stanchezza, senza farci beneficiare delle energie necessarie allo studio.
  • Il caffè solo a piccole dosi. So che per molti è una bevanda fondamentale, ma sarebbe meglio non esagerare perchè la caffeina, oltre a tenervi svegli, agita e quindi potrebbe peggiorare il vostro stress per l’esame. Come bevande calde alternative, esistono molte tipologie di tisane che aiutano il rilassamento, ma anche la concentrazione.
  • Fare le pause necessarie. È inutile fare grandi tirate di ore, il cervello si stanca in fretta. Concedetevi dei break di una ventina di minuti tra sessioni di studio di un’oretta.
  • Dormire la notte. Se vi riposate bene sotto il vostro amato piumone almeno per 8 ore, sarà piú semplice affrontare le giornate intensive di uno studente universitario.
  • Farsi un calendario. Uno dei grandi problemi della sessione invernale è che il periodo antecedente è costellato di feste. Pensate con attenzione ai giorni in cui non avete intenzione di far nulla (immagino almeno a Natale e Capodanno) e distribuite il carico di lavoro nei restanti, non facendo nè progetti impossibili, nè troppo blandi.
  • Stare al caldo. L’inverno è spesso rigido e stando seduti fermi sugli appunti è facile soffrire il freddo. Per ovviare la cosa cercate la stanza piú calda della vostra casa o un’aula studio ben climatizzata, inoltre copritevi a dovere: sicuramente un malanno è l’ultima cosa in cui sperare.

Buono studio!

Veronica Repetti