Muriel Barbery: L’eleganza del riccio

“Madame Michel ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti”

Al numero 7 di Rue de Grenelle , in un condominio abitato da esponenti dell’alta borghesia parigina, vivono due personaggi che ancora non si conoscono, ma possiedono una caratteristica comune: non sono affatto ciò che sembrano.

Nella portineria del piano terra si nasconde Renée, una signora di mezz’età che da anni si sforza di aderire perfettamente allo stereotipo della portinaia ignorante, sciatta e burbera quando invece è una coltissima autodidatta, con una gamma di conoscenze letterarie, musicali e filosofiche che lascerebbe di stucco qualunque professore, acquisite dopo anni di letture clandestine e volutamente dissimulate per non destare alcun sospetto. Quale portinaia potrebbe mai citare Feuerbach o aver letto Anna Karenina? Una tale bizzarria potrebbe spezzare secoli di equilibri faticosamente raggiunti e minare tutti i più radicati pregiudizi di una società che vive di apparenze e si nutre di discorsi frivoli, altisonanti e vuoti.

Ugualmente pericolosa per la pubblica quiete del palazzo sarebbe anche Paloma, dodicenne figlia della famiglia Josse del quinto piano, che grazie a una mente estremamente brillante e fin troppo acuta per la sua età dipinge nel suo diario l’immensa assurdità del mondo che la circonda. L’intelligenza di una normalista in un corpo di ragazzina delle medie però ha un prezzo: l’ironico disincanto con cui affronta ogni aspetto del quotidiano mentre finge di essere nient’altro che una mediocre entità imbevuta di sottocultura adolescenziale l’ha ormai convinta da tempo che crescere e diventare grandi sia la peggiore cosa che possa capitarle. Proprio per questo il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, ha in programma di suicidarsi… a meno che prima non si imbatta in qualcosa di vero e genuino che risvegli il suo interesse e renda la vita degna di essere vissuta.

Ignare l’una della recita dell’altra, verranno ben presto smascherate dall’arrivo di un gentile signore giapponese che… Basta, ho già detto fin troppo. Se volete scoprire il resto ritagliatevi un po’ di tempo tra un esame e l’altro e scorrete le pagine dei due diari delle protagonista, in un alternarsi di ricordi, riflessioni e sentimenti che hanno reso questa raffinata commedia il caso letterario del 2007 in Francia.

Con pochi tratti di penna sottili ma ironici Muriel Barbery ha saputo ritrarre perfettamente due affascinanti personaggi a tutto tondo che ogni giorno indossano immancabilmente la propria maschera pirandelliana mescolandosi alle tante macchiette che popolano quel palcoscenico che più che il palazzo di Rue de Grenelle è proprio la vita.

Acuta, scorrevole e divertente, è la lettura ideale per staccare un po’ dalla sessione invernale che si avvicina implacabile… se possibile accompagnata da una bella tazza di cioccolata calda.

Valentina Guerrera