Il Futuro è Circa adesso: Intelligenze Artificiali

Una delle più grandi frontiere raccontate dalla fantascienza è sempre stata la creazione di macchine in grado di pensare come una mente umana. L’uomo è sempre stato affascinato dalla capacità dimostrata dalla sua stessa mente di processare informazioni e ragionare. Il tentativo di riprodurla è stato un passo logico della nostra evoluzione. Già nel XVII secolo, menti illustri come Willhelm Sickhart, Blaise Pascal e Gottfried Wilhelm von Leibniz si erano cimentate nella costruzione di macchine in grado di svolgere operazioni matematiche, da sempre viste come l’operazione logica per eccellenza. Il loro contributo inziale ha originato un filone di ricerca che, nel ventesimo secolo, ha portato alla nascita dei moderni computer, prima sul mero piano teorico, poi su quello pratico.

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Le sognavamo così, ma non è andata esattamente come ci aspettavamo…

Sin dagli anni ’50, con la disponibilità fisica di calcolatori automatici, si è cercato, sviluppando hardware e software, di rendere queste macchine funzionali e sempre più indipendenti. Anno dopo anno, nuove caratteristiche hanno ampliato lo spettro delle loro funzioni, diventando man mano capaci di risolvere problemi con metodi deduttivi e induttivi, di apprendere e assimilare dati da fonti esterne alla loro stessa programmazione, di programmare il proprio comportamento autonomamente, comunicare con l’utente e interfacciarsi con il mondo reale.
Il risultato di queste ricerche è entrato nella nostra vita silenziosamente, ma inesorabilmente. L’autocompletamento e l’autocorrettore dei nostri telefoni, i suggerimenti di ricerca di google, le pubblicità personalizzate nelle home-pages dei nostri social network, le “assistenti virtuali” come Siri (iPhone) e Cortana (Windows) in grado di eseguire autonomamente operazioni richieste tramite comando vocale ne sono un esempio. Certo, si tratta di tecnologie ancora da perfezionarr, e ne è la prova quanto assurdi siano, a volte, gli abbinamenti dei video correlati su youtube.

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Non sembra, ma dietro questa pagina web di intelligenze artificiali ce ne sono svariate.

Non esattamente quello che si aspettavano Asimov e gli altri pionieri della fantascienza, questo è certo. Non abbiamo ancora sistemi in grado di ragionare come e meglio di noi, tanto da essere presi per umani. In compenso possono batterci a Poker o a scacchi senza problemi.
Di certo non possiamo aspettarci, al momento, intelligenze artificiali autocoscienti e capaci di sfuggire al nostro controllo, come negli scenari apocalittici di film come Matrix o Terminator. Per creazioni di questo tipo servirebbe l’elemento fondamentale che ancora manca. La consapevolezza di quello che fanno e delle loro azioni. Per quanto raffinati, gli elaboratori eseguono un programma e interpretano dei dati, restituendo risultati. Ma si basano sulla loro programmazione e su dati presenti o acquisiti. Non comprendono quello che stanno facendo. E forse è meglio così: un’intelligenza artificiale indipendente, e magari emotiva, è qualcosa a cui il genere umano non è ancora pronto, preso com’è a temere il diverso.