Intervista a Pietro Zemelo, autore di “Magnifico”

Pietro B. Zemelo è la mano e la mente dietro a “Magnifico!”, il fumetto sugli universitari presente su FaceBook dal 2013 e ora edito da ManFont.

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Pietro Zemelo e il suo Alessio salutano i lettori di The Password così

Ci racconti qualcosa su di te, del tuo percorso di studi e del tuo lavoro con i fumetti?
Eh, eh! Non ho mai fatto grandi scelte scolastiche, purtroppo! Ho fatto metà istituto tecnico per poi finire a quello che si chiamava Socio-Psico Pedagogico (esiste ancora?). Ho iniziato l’università più che altro perché era quasi una scelta obbligata e sono finito a Venezia, in un corso che in fin dei conti non mi piaceva. Ho poi cambiato e fatto due anni di giapponese per non finire mai. A metà studi ho iniziato a lavorare come colorista e così è finita la mia scarsa carriera di studente.
Con i fumetti è diverso. È sempre stata l’unica cosa che davvero volevo fare e che ho continuato con passione. Ho insistito tanto e con pazienza, producendo senza sosta le mie storie e le mie tavole. Un lavoretto di qua e uno di là mi ha portato poi a colorare alcuni inserti del Corriere della Sera e qualche altro piccolo studio. Anni dopo, la mia pazienza e dedizione sono state premiate con una chiamata dalla redazione di Topolino, alla quale avevo sottoposto alcune storie.

In “Magnifico!” racconti la vita universitaria attraverso diversi punti di vista. Da dove viene l’idea e quanto c’è del tuo vissuto nella storia?
L’idea viene dal voler raccontare la vita e le piccole grandi imprese di ogni giorno. Nessuna storia è priva di elementi autobiografici e di certo alcuni elementi, tratti dei personaggi e gag nascono da fatti reali, ma il grosso dell’opera è assolutamente finzione. Per quanto una storia possa esserlo, comunque: qualcuno la leggerà e dirà “mi è capitata la stessa cosa” o “mi rivedo in quello che pensa/ dice/ fa quel personaggio”. E questo è il motore di “Magnifico!”. Racconto cose inventate, ma vere.

Ho letto il primo volume quando io stessa ero una matricola, come il personaggio di Alessio, e ricordo di essere rimasta affascinata da quanto mi stessi ritrovando nei suoi pensieri. In questi anni ti è mai capitato di incontrare lettori che ti dicessero quanto si fossero ritrovati nei personaggi o nelle situazioni del tuo fumetto?
È esattamente questa la parte più bella. A Lucca Comics&Games 2016 due lettori mi hanno detto che “Magnifico!” li ha aiutati in un momento difficile. Una ragazza addirittura ha pianto (io ho dovuto nascondere l’umidità che mi si era creata negli occhi, poi). Cioè… Sono fumetti, no? Eppure hanno questo potere, le storie. Ci rammentano che non siamo soli e ci danno la forza di restare in piedi e continuare. Sapere che le mie storie possono aiutare qualcun altro mi… Ecco… Di nuovo questa fastidiosa umidità negli occhi! Umpf!

Che consiglio ti sentiresti di dare ai nostri lettori che sono soprattutto studenti universitari?
Trovate la vostra strada prima possibile. Mi sa che un certo Steve lo ha detto prima di me, ma è vero. Spesso mi è stato detto che sono fortunato ad aver trovato la mia passione presto nella vita e mi sa che hanno ragione. Quindi posso dire solo questo: cercate di capire che cosa amate fare e fate quello. Vi dovete svegliare la mattina e non veder l’ora di mettervi al lavoro, perché è la vostra ragione di vita. (Coff… E leggete “Magnifico!”  Coff… Coff…)

Emilia Scarnera