Dallo scritto al parlato

Ci risiamo, in neanche due mesi ho rimpacchettato le mie cose, sono andata all’aeroporto e adesso sono sul mio nuovo divano della mia nuova casa a Nyíregyháza in Ungheria.
Questa volta però non si tratta di insegnare l’italiano a volenterosi ungheresi, il mio ruolo qui è quello di volontaria SVE (Servizio Volontario Europeo) presso una radio, la MustarFm dove io e gli altri quattro volontari lavoreremo come giornalisti/speaker radiofonici per un anno.

Il giornalismo radiofonico è un bel cambiamento e un rischio, perché certamente più immediato, naturale e spontaneo di un articolo scritto, eppure non credo che la radio sia alla portata di tutti. Ci vuole una certa faccia di bronzo ed anche una predisposizione tecnica nell’uso dei software di editing. Confesso di non essere proprio sicurissima delle mie capacità, specialmente di quelle tecniche, mentre sulla faccia di bronzo non ho mai avuto dubbi.

Eppure entrare in studio la prima volta è stato emozionante, un brivido freddo e velocissimo è corso lungo la mia schiena fino al collo, così come durante la registrazione dei jingle dei programmi.

I programmi, di cui sei in inglese e uno in italiano, spaziano dalla politica alla cultura, dal gossip alle esperienze all’estero di studenti Erasmus, di altri volontari SVE o semplicemente di persone che vivono fuori dai confini del proprio paese.

Ecco in realtà è proprio questo aspetto a farmi prendere un bel respiro e a crederci davvero: in fondo siamo una voce che attraverso il web raggiunge persone diversissime tra loro, di ogni nazionalità che si trovano lontani chilometri da casa.

Quindi, ovunque voi siate, MustarFm può farvi compagnia, informarvi e farvi anche sorridere, tutte cose che nei primi periodi in un altro paese non sono così scontate.

Cecilia Marangon