SPLIT: tra realtà e finzione, tra psichiatria e filosofia

Kevin ha 23 personalità differenti. La 24esima è pronta a scatenarsi”.

Split è l’ultimo sensazionale film di Mr.Night Shyamalan e narra la storia di un uomo affetto dal disturbo dissociativo di personalità, che vive dentro di sé ben 23 personalità completamente diverse fra loro.
Split è la storia di Kevin Wendell Crumb, un uomo che all’età di 3 anni, perseguitato da una perfida e violenta madre, smette di essere solo quel bambino, ma diventa altre persone, più forti, più sicure che possano proteggerlo. Kevin convive con Dennis, Patricia, Hedwig, Barry… tutti individui distinti, addirittura con inclinazioni e stati di salute differenti.
Pur essendo tante persone, è però incompleto: sta nascendo la 24esima identità non docile come Hedwig, non tranquilla come Barry, ma mostruosa come La Bestia. Ed è per lui che gli altri devono trovare delle vittime sacrificali.
Split è anche la storia di Casey, una ragazza dagli occhi profondi, che si trova per sbaglio in un tremendo incubo: insieme alle sue compagne viene rapita. Ma lei è diversa: ha qualcosa in comune con Kevin che le permetterà di salvarsi. Anche lei ha sofferto, fin da quando era piccolissima, e ha subito gli abusi di suo zio e tutore: ne ha i segni sulla pelle.

Solo ispiratosi alla storia vera di Billy Milligan e delle sue 24 personalità, un criminale americano che rapì e stuprò tre studentesse ma fu assolto per infermità mentale, Mr Night va molto oltre. Split non è la realizzazione cinematografica di quella storia (The Crowded Room invece lo sarà) ma è molto di più: non un semplice thriller, né tantomeno un horror, è psichiatria, fantascienza e persino filosofia.

Il regista di origini indiane, autore anche di soggetto e sceneggiatura, traendo spunto dall’espediente di questa complessa malattia mentale per creare il suo personaggio, non una novità nel cinema (ricordiamo capolavori come Psyco, Identità, Strade perdute), ci presenta uno strepitoso James McAvoy nella veste di un AntiEroe.

Ed è qui che dalla realtà si passa alla finzione: Un individuo con personalità multiple può cambiare la struttura del suo corpo con il pensiero” afferma la psichiatra in una conferenza.
Le due ore di Split altro non sono infatti che la narrazione di questa trasformazione: Kevin sta mutando, sta diventando la Bestia, un’entità mostruosa, cannibale, malvagia, dotata di poteri sovrumani.

“Chi ha sofferto è più evoluto, gioisci!”

Un Antieroe che vuole punire in modo sadico chi non ha sofferto come lui e Casey, che viene proprio per questo risparmiata, capitata in quell’incubo solo per caso.
Un darwinismo della sofferenza: come se il dolore arricchisse l’uomo fino a renderlo così forte… invincibile.

“Lasciamo che la Bestia mostri al mondo quanto siamo potenti”.

Con questa frase e con un intenso monologo-dialogo tra Kevin e tutto ciò che è dentro di lui, di fronte allo specchio, finisce la metamorfosi.
Ma il colpo di scena, oltre che il fatto che la Bestia non è morta, è ancora un altro: nell’ultimo fotogramma compare Bruce Willis alias David Dunn, protagonista di Unbreakable, capolavoro di 17 anni fa dello stesso Mr. Night, che ci ricorda che tanta malvagità nel mondo c’era già stata…

“Nei fumetti sai come si fa a capire chi è il cattivo più temibile? È l’esatto opposto dell’eroe. E molto spesso sono amici, come me e te. Avrei dovuto capirlo da tempo, sai perchè David? I bambini… mi chiamavano l’Uomo di Vetro.” (l’Explicit di Unbreakable). 

Mr Night ha plasmato il Bene e il Male. Chi vincerà? Lo scopriremo, forse, in un sequel.

Francesca Ranieri

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