Marie Kondo e il suo Magico Potere del Riordino

450d61d506fe1e8d976840d5b33f6667Una giovane giapponese dall’aria tenera e composta ha cambiato la vita di milioni di persone, attraverso i suoi due libri: “Il magico potere del riordino” (2011) e “96 lezioni di felicità” (2016), in cui descrive in maniera delicata e sorprendente il suo metodo di riordino, che le aveva già portato grande notorietà in Giappone.  Nel primo libro ne apprendiamo i fondamenti e i punti focali, mentre nel secondo, illustrato, troviamo anche vere e proprie dritte per l’attuazione e la messa in pratica.

Ma che cosa ha di cosí particolare un libro che di primo acchito potrebbe ricordare un manuale per casalinghi disperati4c2df0460c4aaa7cc0e3f48f4e595554

Le fasi del metodo sono due: cernita e disposizione. E fin qui, nulla di nuovo, credo. Eppure, quasi tutti abbiamo un armadio pieno di abiti in disuso, una soffitta colma di fumetti e un cassetto che ricorda un’esplosione. E abbiamo provato a riordinare il tutto molte volte, magari avendo anche buoni risultati, ma ripiombando in quello che Marie chiama l‘effetto boomerang dopo poco tempo.

ba19b9ec1b21af485a9ed7c609e75099La Kondo pone quindi un punto di vista diverso: il riordino non deve essere inteso come un onere da ripercorrere periodicamente, ma un vero e proprio momento speciale a cui dedicare un pezzo di vita, da fare una volta sola, che lei denomina festival del riordino. Allora, completato il percorso della nostra giapponesina, non vi sarà più bisogno di rimettere a posto, perchè saremo così estasiati e soddisfatti dell’ordine raggiunto, da mantenerlo con piacere, senza rendercene conto. Il potere del riordino di cui parla non è niente di mistico, ma affonda le sue radici in un concetto fondamentale: è necessario cambiare la propria concezione riguardo all’ambiente domestico, e in via più generale, alla vita. Bisogna dimenticarsi i vecchi precetti che tutti inconsapevolmente ci portiamo dietro, come riordinare una stanza alla volta, buttare una cosa al giorno, dedicarsi alla casa pochi minuti al dì, affidarsi a poco utili organizzatori di spazio…

La cosa più innovativa, comunque, resta un’altra. Il maggiore problema di ogni casa è essere ricca di oggetti di cui potremmo fare a meno, che però conserviamo per le più antiche tradizioni secondo cui “un giorno potrebbe venir bene”, “me lo metterò quando sarò più in forma”, “è un peccato buttarlo“. Invece, per Marie il criterio con cui scegliere cosa conservare è il test della gioia. Juju-Sprinkles-Spark-Joy-Konmari-1Il metodo konmari, infatti, si basa su cernite di categorie (e non stanze, cassetti, o ambienti) in base alla gioia che proviamo nei confronti di quell’oggetto. Bisogna infatti tenere solo le cose che ci fanno battere il cuore e allontanare tutte le altre. Molti di voi storceranno il naso, o forse ne rideranno, ma credo che l’unico modo per rendersi conto del potenziale di questa modalità sia testare su se stessi. In fondo, cosa può esserci di più bello di circondarsi solo di cose che ci fanno stare davvero bene, che ci infondono serenità nel guardarle e indossarle, valorizzandole all’ennesima potenza?

40bf184cc07fb3eaea0aa88d9a865dc5 (1)Il magico potere del riordino, e il suo seguito, non è altro che un modo non solo per mettere in ordine il proprio spazio, ma anche per rendersi conto, prima attraverso gli oggetti, e poi in più larga scala, di cosa vorremmo davvero nella nostra vita. Spesso, dopo aver cominciato il percorso, gli obiettivi di vita si delineano in maniera più precisa, le persone che ci circondano assumono un nuovo valore e noi stessi diventiamo il centro del nostro mondo, perchè ci si rende conto finalmente di cosa è in grado di darci gioia e che non esiste giudizio più importante del proprio sulla vita che si desidera.

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Veronica Repetti