Post 25 aprile

Il 25 aprile è la festa della liberazione dal nazifascismo, lo è da ben 72 anni, eppure ogni anno le divisioni sono maggiori dell’anno precedente.

Quest’anno, ad esempio, il PD non ha presenziato alla marcia organizzata dall’ANPI di Roma; la Brigata Ebraica aveva una propria marcia diversa e divisa da quella dell’associazione dei partigiani, in dissenso sulla loro posizione in merito alla questione palestinese. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha scelto, invece, di essere presente ad entrambe.

Eppure ciò che più mi lascia perplessa e anche un po’ disgustata solo le due marce in memoria dei soldati della Repubblica di Salò culminate nel campo X del cimitero Maggiore di Milano e in quello di Monza.
Quello che si è svolto in quei cimiteri è stato un omaggio, con tanto di saluto romano, a coloro che sono morti in nome della dittatura fascista, per il fascismo e per Mussolini.
Stiamo parlando di CasaPound e di Lealtà e Azione, due organizzazioni chiaramente neo fasciste, in un paese in cui la rinascita di un partito fascista e l’apologia del fascismo è vietata dalla nostra Costituzione.
I neofascisti nostrani sono gli eredi dei tanti fascisti doc che alla fine del ventennio e della guerra si sono dissimulati e nascosti nella neonata repubblica italiana, occupando spesso ruoli di rilievo; sono i figli politici anche dell’eversione nera che per decenni, insieme all’eversione rossa, hanno insanguinato la nostra storia recente.
Ma se la nostra Costituzione lo vieta, nella XII disposizione finale si legge:

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

Così come la Legge Scelba del 1952 che sanziona:

chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità […] chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Chi ha dato il permesso a queste organizzazioni di celebrare i caduti per il Duce?
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala si è giustificato dicendo di non poter impedire la manifestazione e, fortunatamente, la polizia ha impedito che questa triste esaltazione finisse in scontri violenti tra i neofascisti e chi, invece, manifestava per celebrare il 25 aprile.

Se inseriamo tutto questo nel contesto politico nazionale ed europeo, allora dobbiamo chiederci se forse non sia stata fatta abbastanza memoria, se non si sia dato per scontato che certe aberrazioni della storia non sarebbero più ripetute.
In attesa delle prossime elezioni, in Europa e in Italia, e del prossimo 25 aprile dovremmo sforzarci di ricordare di più, di fare più memoria; perché come disse il partigiano Emanuele Artom:

il fascismo non è arrivato per caso, non ci è caduto in testa come una tegola.

Cecilia Marangon