Lavoro post lauream?

Ci passiamo tutti, per giorni e giorni, sessione dopo sessione chini sui nostri libri pensando solo al tanto agognato punto d’arrivo: la laurea!
Che ci si fermi alla triennale o che si prosegua per altri due anni di magistrale, il famoso pezzo di carta è l’obiettivo ultimo di ogni studente, anche perché ormai lo sappiamo che senza è praticamente impossibile trovare un lavoro. Giusto?

I dati di Eurostat raccontano la situazione degli ex studenti italiani: solo il 57,7% dei laureati in Italia trova lavoro entro tre anni dal conseguimento del titolo. Siamo penultimi in questa classifica, ci segue solo la Grecia, mentre in Germania la percentuale è del 92% e la media europea è dell’80%.
Bisogna ammettere che in realtà la situazione sembra migliorata rispetto agli anni passati, ma comunque restiamo il fanalino di coda dell’Unione Europea, e la situazione è ancora peggio per chi ha conseguito solo il diploma: solo il 40,4% dei diplomati lavora a tre anni dal conseguimento del pezzo di carta.

Di chi è la colpa di questi risultati? Visto che da anni si assiste alla fuga dei cervelli e a livelli di disoccupazione giovanile o, peggio, di inattività tra i giovani, cosa manca a questi diplomati e laureati per trovare un’occupazione a tre anni dal tanto sognato, agognato e sudato titolo di studio?
Certamente ci vorrebbero delle politiche sul lavoro serio, sul collegamento tre scuola e lavoro che non trasformino gli studenti in mano d’opera gratuita e di basso livello per le imprese.

Insomma, ci vorrebbe un atteggiamento serio e consapevole, un progetto ben studiato e continuativo. Ci vorrebbe una politica giovanile seria. Magari con il prossimo Ministro dell’Istruzione. Magari.

Cecilia Marangon